Vita Chiesa
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Francesco: «Profondo legame unisce le sedi di Roma e di Costantinopoli»

«Ogni pellegrinaggio cristiano è non solo un itinerario geografico, ma soprattutto l'occasione di un cammino di rinnovamento interiore per andare sempre più verso Cristo Signore». Lo ha detto oggi Papa Francesco ai partecipanti al pellegrinaggio ecumenico, promosso dalla Orientale Lumen Foundation e guidato dal Metropolita Kàllistos di Diokleia, che in questi giorni fa tappa a Roma.

Queste dimensioni sono «assolutamente essenziali per procedere anche lungo la strada che porta alla riconciliazione e alla piena comunione tra tutti i credenti in Cristo. Non vi è un vero dialogo ecumenico senza la disponibilità ad un rinnovamento interiore e alla ricerca di una maggiore fedeltà a Cristo e alla sua volontà». Il Pontefice ha manifestato apprezzamento per la scelta di fare memoria dei Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, canonizzati lo scorso aprile: «Questa scelta sottolinea il loro grande contributo allo sviluppo di rapporti sempre più stretti tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse. L'esempio di questi due Santi è sicuramente illuminante per tutti noi, perché essi hanno sempre testimoniato un'ardente passione per l'unità dei cristiani». Il Papa ha ricordato che San Giovanni XXIII indicò tra le finalità del Concilio Vaticano II «proprio l'unità dei cristiani».

Anche «San Giovanni Paolo II ha dato un notevole impulso all'impegno ecumenico della Chiesa cattolica con la sua Lettera enciclica Ut Unum Sint». Francesco ha anche chiesto preghiere per sé: «Durante questo vostro pellegrinaggio a Roma, cari fratelli, vorrei chiedervi di pregare anche per me, affinché, con l'intercessione di questi due Santi miei predecessori, possa svolgere il mio ministero di vescovo di Roma al servizio della comunione e dell'unità della Chiesa, seguendo in tutto la volontà del Signore». «Nei prossimi giorni, il vostro pellegrinaggio farà tappa al Fanar, dove incontrerete il Patriarca Ecumenico, Sua Santità Bartolomeo I. Vi prego di trasmettergli i miei cordiali e fraterni saluti insieme all'assicurazione del mio affetto e della mia stima», ha aggiunto. «Anch'io - ha ricordato - mi sto preparando a fare visita al patriarcato ecumenico il prossimo novembre in occasione della festa dell'Apostolo Sant'Andrea, in risposta al gentile invito di sua santità Bartolomeo I. La visita del vescovo di Roma al patriarcato ecumenico ed il nuovo incontro tra il patriarca Bartolomeo e la mia persona saranno segni del profondo legame che unisce le sedi di Roma e di Costantinopoli e del desiderio di superare, nell'amore e nella verità, gli ostacoli che ancora ci separano».

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