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Gmg, in 600 mila alla festa di Copacabana

In 600mila al primo appuntamento sulla spiaggia attorno all'arcivescovo di Rio de Janeiro, dom Orani Joao Tempesta: «È tempo di risvegliare fiducia e speranza. Un altro mondo è possibile». Al termine della messa, il saluto del cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici: «Il Signore ha in serbo per ciascuno di noi tante sorprese!». Tra la folla, giovani iracheni e americani hanno unito le loro bandiere per inviare «ai rispettivi governanti un messaggio di pace»

Gmg, in 600 mila alla festa di Copacabana

Musica e preghiera. Divertimento ma anche intensi momenti di preghiera e silenzio. Copacabana ieri sera è stata un immenso palcoscenico a cielo aperto carico di emozioni, colori, luci. È iniziata così la Giornata mondiale della Gioventù. La festa non ha impedito di pregare in modo speciale per i giovani perseguitati, emarginati, che soffrono per qualche dipendenza, oppressi della vita. Per i giovani che hanno perso la propria vita a causa della violenza. Per tutti coloro che credono che un mondo nuovo è possibile.

Un muro umano impedisce di arrivare al palco. Sull'immensa spianata di sabbia di Copacabana un'onda umana - circa 600mila giovani - che balla, canta, prega. Eccoli i giovani della Giornata mondiale della Gioventù, edizione Rio de Janeiro, firmata Papa Francesco. Esprimono con improvvisi slogan urlati in coro la loro gioia di essere qui. Sventolano bandiere di tutto il mondo. Brasile, Australia, Cile, Argentina. Tra i giovani pellegrini ci sono anche i giovani iracheni. «La guerra - dicono - toglie la luce dagli occhi e getta nella oscurità». Sono qui in 168, accompagnati da don Saad Sirop Hanna, il sacerdote caldeo iracheno rapito a Baghdad il 15 di agosto del 2006 e liberato un mese dopo. Provengono da Baghdad (il gruppo più numeroso con 110 giovani), da Kirkuk, Dihok e Basra e alloggiano nella chiesa maronita di Nossa Senhora de Libano. Ieri sera a Copacabana hanno incontrato i giovani degli Stati Uniti e hanno unito le loro bandiere per inviare «ai loro rispettivi governanti un messaggio di pace». La festa ha avuto inizio alle 15 ed è stata animata dai Dj. Poi alle 18 improvvisamente la musica è cessata, le luci si sono spente e sul palco è apparso un enorme mappamondo con giovani vestiti di bianco che sventolavano bandiere colorate. Una coreografia trascinante che ha accompagnato con la musica dell'Emmanuel, inno della Gmg di Roma 2000, la processione della Croce pellegrina e l'Icona di Nostra Signora, simboli della Gmg. Issata la Croce al centro del palco, a Copacabana è calato un silenzio intenso.

«Siamo chiamati ad essere protagonisti di un mondo nuovo». «Ho la certezza che voi farete questo nelle vostre città e nei vostri Paesi, il mondo ha bisogno di giovani come voi». Con queste parole l'arcivescovo di Rio de Janeiro, dom Orani Joao Tempesta, ha salutato le centinaia di migliaia di giovani. «Siamo chiamati a costruire un mondo di fratelli. Che tutti si sentano accolti dalle braccia di Cristo». «Abbiamo molte barriere da abbattere, ingiustizie da superare. Costruiamo ponti invece di muri e ostacoli. E' tempo - ha concluso - di risvegliare fiducia e speranza. Un altro mondo è possibile». La messa si è conclusa con un saluto del cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio consiglio per i laici: «Il Signore ha in serbo per ciascuno di noi tante sorprese! Per tutti voi saranno giorni indimenticabili, giorni di importanti scoperte, giorni di scelte decisive per la vostra vita!».

Il briefing di padre Lombardi. E mentre i giovani, al termine della messa di apertura, «seguita in tv dal Pontefice», rientravano nei rispettivi luoghi di accoglienza, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi faceva con i giornalisti il punto sul programma del Papa. «È confermato il saluto di Francesco ai giovani argentini giovedì 25 luglio alle 12.30 in cattedrale» ha riferito il portavoce vaticano che ha rivelato anche che «il Papa si recherà al santuario di Aparecida il 24 luglio in aereo fino all'aeroporto di Sao José e da lì proseguirà in elicottero. Non sono mancati cenni al tema della sicurezza, soprattutto dopo quanto accaduto lunedì 22, con il Papa bloccato dai fedeli oltre che dal traffico. A Sumaré, residenza di papa Francesco a Rio, secondo quanto riferito da padre Lombardi si è tenuta una riunione tra Santa Sede e rappresentanti del Governo, tra cui due ministri, avente a tema la sicurezza. «Una riunione molto positiva - ha riferito il portavoce - svolta in un clima cordiale. Non è stato deciso nessun potenziamento della sicurezza. Papa Francesco userà per i suoi spostamenti, previsti dal programma, solo una macchina coperta a causa del maltempo».

Fonte: Sir

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