Vita Chiesa
stampa

Il testamento spirituale di fratel Arturo: «Viviamo in un sistema antievangelico»

«Vorrei dire a tutti coloro che mi ricordano che non dimentichino mai che il nostro luogo di nascita si professa cristiano-cattolico ma presentemente noi facciamo parte di un sistema politico il più antievangelico immaginabile». È uno dei passaggi del testamento spirituale di fratel Arturo Paoli, letto ieri sera al termine delle esequie nella cattedrale di San Martino, a Lucca.

Parole chiave: Arturo Paoli (16)
Arturo Paoli

Sono tre paginette, dattiloscritte, redatte il 22 giugno 2011 con una postilla sul luogo della sua sepoltura che risale al 31 dicembre di quello stesso anno. Nel testo fratel Arturo ribadisce che la Chiesa alla quale si sente di appartenere è quella del Concilio Vaticano II e a proposito dei due papi succeduti a Paolo VI (sicuramente si riferisce a Wojtyla e Ratzinger, non a Luciani) scrive che «sicuramente sono incorsi nel rimprovero-lamento espresso da Gesù in Mt 16 e in Lc 12, sui segni dei tempi».

Ecco la trascrizione integrale del suo testamento.

20150715_223656_resized

TESTAMENTO SPIRITUALE DI DON ARTURO PAOLI
SACERDOTE E PICCOLO FRATELLO DEL VANGELO

Nella domenica della Santissima Trinità 22 giugno 2011 dopo aver celebrata la messa nella chiesa di san Martino in Vigilale ed aver predicato l'omelia seguito devotamente da una folta Comunità, testimone della mia normale facoltà mentale, comincio a stendere il mio testamento spirituale.

Comincio con l'esprimere la mia gratitudine all'Arcivescovo mons. Italo Castellani che mi ha accolto e concesso ospitalità nella splendida residenza di san Martino, il cui parroco, don Lucio Malanca ha atteso ai miei bisogni come un fratello amoroso.

Ringrazio il padre celeste del dono delle amicizie che hanno reso ovunque lieta la mia esistenza e consolato negli inevitabili contrasti.

Ricordo prima degli altri i fratelli della mia famiglia religiosa (beato Ch. de Foucauld).

Ho spesso ricordato le lacerazioni del cuore, le giornate di distacchi, quelle che il beato Carlo chiama l'éloignement (la lontananza).

Parecchi giovani mi sono vicini in questa tappa della mia esistenza fra cui il mio compagno di contubernia (convivenza) Tommaso Centoni che ricordo qui con particolare gratitudine.

La vera ragione di stendere questo testamento spirituale nasce dal fatto di sentire nella grande comunità-chiesa amore e rifiuto, stima e riserva. E ho pensato che questo avesse dei motivi giusti ed inevitabili.

Se mi si chiedesse a quale Chiesa appartengo, quella cui aderisco direi, senza esitazioni, è quella del Concilio Vaticano II, è quella della Lumen Gentium, della Gaudium et Spes e confesso, senza tortuose ipocrisie, che penso che i due pontefici succeduti a Paolo VI sono incorsi nel rimprovero-lamento espresso da Gesù in Mt 16 e in Lc 12, sui segni dei tempi.

Credo fermamente che GESU' sia misericordioso non solo perché lancia un salvagente all'anima che sta per naufragare nella condanna eterna ma anche e soprattutto per la sua decisione, suggerita dal suo amore infinito di fare di ogni creatura umana, direttamente o anche a sua insaputa, un partecipe al suo progetto di amorizzare il mondo.

Abbiamo motivo di credere che una lagrimetta finale ci salverà dall'inferno. Ma i veri cristiani sono quelli che fanno quanto possono per portare frutto “Io sono la vite e voi i tralci”. Questo e solo questo è il nostro Salvatore.

Chiedo a tutti, parenti e amici che ho teneramente amato sulla terra, di pregare il Salvatore che mi accolga fra gli eletti. Ma vorrei dire a tutti coloro che mi ricordano che non dimentichino mai che il nostro luogo di nascita si professa cristiano-cattolico ma presentemente noi facciamo parte di un sistema politico il più antievangelico immaginabile.

Penso spesso a una bella preghiera al Padre «Tu apri la tua mano e riempi ogni essere di ogni bene».

Oggi per essere veri cristiani dovremmo pregare:
«Non guardare Signore
mentre riempio di pane il cassonetto dei rifiuti»
Mentre i nostri fratelli ci chiedono ospitalità noi preghiamo
«Liberaci dai nemici che vengono a turbare la nostra pace»

Forse il solo vantaggio di vivere in questa terra opulenta sarà quello d essere convinti di essere incapaci: “sono un servitore inutile”.

Nel caso cadessi ammalato, come preludio della mia morte, chi è vicino mi suggerisca questo ritornello “sono un servitore inutile”. Sul problema del mio cadavere non      ho nessuna disposizione da dare. Mi attira il cimiterino di san Martino in Vignale ma lasciatelo decidere a chi se ne occupa.

Lucca S. Martino in Vignale 22 giugno 2011

Fratello Arturo Paoli

Aggiunta del 31 dicembre 2011

Oggi martedi 13 dicembre 2011 festa di santa Lucia nel pieno delle facoltà mentali unisco al mio testamento la seguente disposizione.

Nell'evento della mia morte dispongo la mia ultima volontà che la mia salma venga interrata nel piccolo cimitero adiacente alla chiesa di san Martino in Vignale (alla sua destra verso levante) con una semplice targa.

Sac. Arturo Paoli
Piccolo fratello del Vangelo
Nato 30 . 11 . 1912
Morto 13 . 07. 2015
Exultabunt in Christo ossa humiliata

Arturo Paoli

Il testamento spirituale di fratel Arturo: «Viviamo in un sistema antievangelico»
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento