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ANNIVERSARIO PATTI LATERANENSI, CARD. BERTONE: VATICANO, SCUDO CHE GARANTISCE INDIPENDENZA DEL PAPA

“L’80.mo anniversario della fondazione dello Stato della Città del Vaticano è momento propizio per ricordare l’alta finalità della sua esistenza ed azione, per valutare come a tale finalità si sia corrisposto lungo questi otto decenni trascorsi e per cercare di intuire le modalità future che potrà assumere la missione propria dello Stato della Città del Vaticano”: lo ha detto stamane al Palazzo del Laterano, a Roma, il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, nel suo discorso introduttivo al convegno per gli 80 anni dalla fondazione dello Stato della Città del Vaticano, coincidente con la firma dei “Patti Lateranensi” l’11 febbraio 1929. Riferendo del mandato conferito nel 1984 da Giovanni Paolo II al card. Casaroli, allora segretario di stato, “a rappresentarci nel governo civile dello Stato della Città del Vaticano”, Bertone ha sottolineato le parole di Papa Wojtyla sulla “sovranità temporale sul medesimo Stato, dal quale è garantita l’indipendenza da ogni potestà terrena di questa Sede Apostolica romana che la Provvidenza ci ha chiamato a reggere”. “Punto di partenza delle mie considerazioni – ha proseguito – è dunque l’intenzione di chi volle, attraverso i Patti Lateranensi e soprattutto col Trattato, questa realtà statuale”, parlando di Pio XI come “grande Pontefice che è il vero ideatore e fondatore dello Stato della Città del Vaticano”. “Con grande precisione Pio XI ricorda che la Santa Sede non acquisisce la sua sovranità con il Trattato Lateranense; infatti, di tale patto essa è soggetto contraente con l’allora Regno d’Italia”, ha specificato il card. Tarcisio Bertone, proseguendo nel suo discorso per gli 80 anni dei “Patti Lateranensi”. “La sovranità della Sede Apostolica è un fatto incontestato e vissuto anche negli anni dopo Porta Pia, dal 1870 al 1929, – ha messo in luce – come appare dal continuato esercizio dello ius legationis attivo e passivo e dello ius tractandi, così come dalla sua presenza e azione a livello internazionale, ad esempio, con le mediazioni pontificie in casi di conflitto fra Stati”. Bertone ha quindi affermato che “la creazione dello Stato della Città del Vaticano si può dire che ‘aggiunge’ a questa sovranità quella di carattere territoriale”. Parlando delle ridottissime dimensioni dello Stato, Bertone ha riferito le parole di Pio XI che disse: “Sarà chiaro, speriamo, a tutti, che il Sommo Pontefice proprio non ha se non quel tanto di territorio materiale che è indispensabile (..) Ci compiacciamo di vedere il materiale terreno ridotto a così minimi termini da potersi e doversi anche esso considerare spiritualizzato dall’immensa, sublime e veramente divina spiritualità che esso è destinato a sorreggere ed a servire”.Continuando nella riflessione sulla istituzione dello Stato della Città del Vaticano, il card. Bertone ha parlato poi della “finalità per cui esiste ed esiste con le sue esigue dimensioni”. Tale finalità consiste – ha sottolineato – nell’ “essere, come ricordava il Card. Lajolo di recente, ‘uno scudo territoriale’, grazie al quale viene assicurata ‘con una garanzia stabile e internazionalmente inoppugnabile, l’indipendenza del Papa da qualsiasi potere politico e la sua libertà totale da condizionamenti esterni nella guida della Chiesa universale’”. Ha citato quindi i vari momenti nella storia degli ultimi 80 anni in cui lo Stato vaticano ha svolto un particolare ruolo storico, oltre che spirituale. Parlando degli anni del secondo conflitto mondiale, ha detto che “la Santa Sede, proprio grazie al riconoscimento di una sovranità anche territoriale, poté continuare a interagire anche con i rappresentanti diplomatici dei Paesi in guerra con l’Asse, i quali trovarono accoglienza entro lo Stato della Città del Vaticano. Da questo suo territorio, poi, il Pontefice poté svolgere un’intensa opera di carità verso tutta l’Europa, soccorrendo materialmente le popolazioni colpite e permettendo contatti fra coloro che la guerra aveva separato”.“Con il Trattato firmato ottant’anni or sono l’Italia non ha solamente riconosciuto l’esistenza di questo Stato-enclave, ma si è assunta l’impegno di garantire ciò che permette a questo di vivere ed operare. Pensiamo, ad esempio, all’art. 6 del Trattato Lateranense che impegna l’Italia a garantire tutta una serie di servizi pubblici (dotazione d’acqua, collegamento ferroviario, servivi di comunicazione…)”: lo ha detto il card. Bertone nel suo discorso sugli 80 anni dei “Patti Lateranensi” al convegno in corso oggi a Roma. “Desidero qui dare atto alle Autorità di Governo italiane di aver sempre dimostrato fattiva volontà di adempiere agli impegni assunti – ha proseguito -. Ora la Parte italiana deve tenere conto della sua appartenenza europea anche nell’adempimento dei suoi impegni pattizi con la Santa Sede”. “Un esempio di ciò – ha precisato – si ha nell’assunzione della moneta unica europea, avvenuta con la Convenzione monetaria del 2000 tra la Santa Sede a nome dello Stato della Città del Vaticano e l’Italia per conto della Comunità Europea. A seguito di ciò, ‘anche nello Stato Vaticano si è adottato un insieme di norme di natura monetaria, di ordine finanziario di carattere penale, di controllo, ecc., in linea con le direttive dell’Unione’”.Sir