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PROFUGHI DA TRIPOLI: ZERAI (HABESHIA), 400 ANCORA DISPERSI IN MARE, PERCHÉ?

Che fine hanno fatto 400 persone partite da Tripoli almeno due settimane fa – un barcone con 355 eritrei e un gommone con 68 eritrei ed etiopi – e mai sbarcati? “Perché non sono state soccorse queste persone?” Se lo chiede oggi don Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia, che da allora non smette di lanciare l’allarme su queste due imbarcazioni disperse: il barcone partito la notte tra il 22 e 23 marzo, il gommone il 25 marzo, con una successiva richiesta di aiuto per la mancanza di carburante. In questi giorni stanno circolando notizie riguardanti il ritrovamento di una settantina di corpi sulle coste libiche. “In base alle informazioni che ci provengono da connazionali in Libia – spiega don Zerai –, finora solo 4 corpi sono di provenienza eritrea o etiopica, gli altri sono dell’Africa occidentale e dell’Asia. Quindi non abbiamo elementi tali da collegare questi corpi trovati con i dispersi per i quali abbiamo lanciato più volte appelli”. Don Zerai ha segnalato queste situazioni alla guardia costiera (che aveva inizialmente localizzato il gommone a 60 miglia dalla Libia), ma oggi non si dà pace: “Se la guardia costiera italiana ha diffuso l’allarme a tutti, comprese le navi della Nato, perché non sono andati a verificare le condizioni del gommone per soccorrerli?”. Ieri don Zerai ha avvertito la guardia costiera di un altro barcone partito da Tripoli con 400 persone.Sir