Toscana

Nuovo accorato appello di Giovanni Paolo II alla vigilia di Natale

Con un pensiero alle «tensioni e alle violenze» che colpiscono la Terra Santa, ed un altro al Natale che viene e alla giornata di digiuno per la pace appena trascorsa, il Papa ha nuovamente manifestato la sua preoccupazione per la situazione internazionale parlando a circa cinquemila persone presenti mercoledì scorso all’Udienza generale.

La giornata del digiuno è stata definita da Giovanni Paolo II «un’occasione per approfondire le cause della guerra e le ragioni della pace». «Di fronte alle tensioni e alle violenze che, purtroppo, funestano anche in questi giorni varie parti della terra, compresa la Terra Santa, testimone singolare del mistero della nascita di Gesù, occorre – ha proseguito il Papa – che noi cristiani facciamo risuonare ancora più forte il messaggio di pace che proviene dalla grotta di Betlemme. Dobbiamo – ha aggiunto – convertirci alla pace; dobbiamo convertirci a Cristo, nostra pace, certi che il suo amore disarmante nel presepe vince ogni cupa minaccia e progetto di violenza. E occorre con fiducia proseguire nel domandare al Bambino, nato per noi dalla Vergine Maria, che l’energia prodigiosa della sua pace scacci l’odio e la vendetta che si annidano nell’animo umano. Dobbiamo chiedere a Dio che il male sia sconfitto dal bene e dall’amore».

Intanto si è appreso che Giovanni Paolo II, per la giornata di preghiera per la pace del 24 gennaio, ha scelto di andare ad Assisi con un treno che partirà alle 8,30 dalla stazione vaticana e sul quale potrebbero salire anche esponenti di altre religioni. L’arrivo a Santa Maria degli Angeli è previsto alle 10,30. Mentre l’appuntamento nella Piazza Inferiore di Assisi è fissato a partire dalle 11 con le testimonianze per la pace dei rappresentanti delle varie religioni. La cerimonia sarà aperta da un discorso del cardinale Xavier Nguyen Van Thuan, presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, al quale seguiranno interventi di ortodossi, anglicani, chiese della Riforma, induisti, religioni tradizionali africane, buddisti, ebrei e musulmani. Al termine delle testimonianze interverrà il Papa. Dopo di che, intorno a mezzogiorno, i rappresentanti delle varie religioni si sposteranno nei luoghi loro destinati per la preghiera. Il Papa presiederà quella dei cristiani nella Basilica Inferiore.

Nel pomeriggio l’incontro riprenderà con una cerimonia comune che sarà aperta dal cardinale Francis Arinze, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso.

S.M.