Vita Chiesa

SOLIDARIETA’ AL PAPA, CARD. BAGNASCO: NON LASCIARE SOLO PIETRO

“Volete voi, laici cattolici, reagire all’insidia del torpore, alzarvi in piedi, e unirvi al Pastore della Chiesa, per testimoniare davanti al mondo contemporaneo che Cristo è il Signore?”: è la domanda che ieri il card. Angelo Bagnasco, presidente della CEI e arcivescovo di Genova, ha posto alle migliaia di fedeli presenti nella basilica di S. Paolo fuori Le Mura, nella messa pomeridiana che ha fatto seguito al grande raduno di associazioni e movimenti cattolici in piazza S. Pietro, al “Regina Caeli” in solidarietà a Papa Benedetto XVI. “Testimoniare con il Papa che Cristo è Risorto e per questo è il Signore, non è una cosa facile, nessuno si illuda – ha proseguito il cardinale -. Ma proprio per questo, amici, proprio perché non è facile, oso sperare che deciderete di starci e di giocarvi senza riserve. Di non lasciar solo Pietro”. Citando le parole del Papa in uno dei discorsi pronunciati a Oporto, nel suo recente viaggio in Portogallo, il card. Bagnasco ha aggiunto: “C’è bisogno di autentici testimoni di Gesù Cristo, soprattutto in quegli ambienti umani dove il silenzio della fede è più ampio e profondo: i politici, gli intellettuali, i professionisti della comunicazione che professano e promuovono una proposta monoculturale, con disdegno per la dimensione religiosa e contemplativa della vita”. Il cardinale Bagnasco ha quindi proseguito, richiamando altri pensieri del Papa: “Le associazioni e i movimenti da cui provenite, che qui anzi rappresentate, sono una scuola provvidenziale. «Osservandoli – è ancora il Papa che parla – ho avuto la gioia e la grazia di vedere come, in un momento di fatica della Chiesa, in un momento in cui si parlava di ‘inverno della Chiesa’, lo Spirito creava una nuova primavera»”. “Ma voi, in forza del vostro carisma, in forza della radicalità del Vangelo, del contenuto oggettivo della fede, del flusso vivo della tradizione in cui siete scoperti e inseriti, della docilità alla guida dei Pastori, dovete sempre più uscire dal chiuso dei vostri ambienti e andare nel mondo. Anzi, nel mondo voi già siete, e allora dovete, con una consapevolezza nuova di voi stessi e della vostra chiamata, essere proprio là dove vivete, nei gangli della società; dovete essere i testimoni radiosi della Risurrezione”. Ha quindi concluso l’omelia affermando: “Dal nostro Papa dobbiamo apprendere l’arte del dialogo e della capacità di relazione con i soggetti più vari, dobbiamo aver stima della loro indole e della loro cultura. Ma sempre alla scuola del Santo Padre dobbiamo imparare ad andare, quando serve, controcorrente, ad essere portatori di un’idea diversa, di un punto di vista alternativo. Non possiamo aver timore dell’anticonformismo, quando questo è esigito dalla coerenza con la nostra fede”.Sir