Vita Chiesa

BENEDETTO XVI, ANGELUS: PRENDERE LA CROCE SIGNIFICA IMPEGNARSI PER SCONFIGGERE IL PECCATO

“Il sacramento dell’ordine manifesta, da parte di Dio, la sua premurosa vicinanza agli uomini e, da parte di chi lo riceve, la piena disponibilità a diventare strumento di questa vicinanza, con un amore radicale a Cristo e alla Chiesa”. Lo ha sostenuto, ieri mattina, prima di guidare la recita dell’Angelus da piazza San Pietro, Benedetto XVI, facendo riferimento all’ordinazione presbiterale di quattordici diaconi della diocesi di Roma, da lui presieduta. Di fronte alla professione di fede di Pietro, contenuta nel Vangelo di ieri, Gesù rinnova a lui e agli altri discepoli, ha ricordato il Papa, “l’invito a seguirlo sulla strada impegnativa dell’amore fino alla Croce”. “Anche a noi, che possiamo conoscere il Signore mediante la fede nella sua Parola e nei sacramenti – ha precisato il Pontefice –, Gesù rivolge la proposta di seguirlo ogni giorno e anche a noi ricorda che per essere suoi discepoli è necessario appropriarci del potere della sua croce, vertice dei nostri beni e corona della nostra speranza”. Prendere la croce, ha chiarito il Pontefice, “significa impegnarsi per sconfiggere il peccato che intralcia il cammino verso Dio, accogliere quotidianamente la volontà del Signore, accrescere la fede soprattutto dinanzi ai problemi, alle difficoltà, alla sofferenza”.La santa carmelitana Edith Stein, ha proseguito Benedetto XVI, “ce lo ha testimoniato in un tempo di persecuzione”. Riprendendo un passo delle lettere della Santa in cui scriveva “Oggi capisco… che cosa voglia dire essere sposa del Signore nel segno della croce… Più si fa buio intorno a noi e più dobbiamo aprire il cuore alla luce che viene dall’alto”, il Papa ha affermato: “Anche nell’epoca attuale molti sono i cristiani nel mondo che, animati dall’amore per Dio, assumono ogni giorno la croce, sia quella delle prove quotidiane, sia quella procurata dalla barbarie umana, che talvolta richiede il coraggio dell’estremo sacrificio”. “Il Signore doni a ciascuno di noi di riporre sempre la nostra solida speranza in Lui, certi che, seguendolo portando la nostra croce, giungeremo con Lui alla luce della Risurrezione”, ha continuato. Poi il Pontefice ha affidato “alla materna protezione della Vergine Maria i nuovi sacerdoti oggi ordinati che si aggiungono alla schiera di quanti il Signore ha chiamato per nome: siano sempre fedeli discepoli, coraggiosi annunciatori della Parola di Dio e amministratori dei suoi doni della salvezza”.Sir