Cultura & Società
stampa

Lecore, un presepe fatto di bende

«Un presepe fatto di bende dedicato a te don Paolo, perché ti sei liberato delle tue bende di sofferenza facendone una missione nella missione; in quelle bende che hai offerto al Signore c’è tutta la dignità dell’uomo e la sua grandezza, perché le tue erano bende d’amore. Per due mesi, entrando in chiesa per costruire il presepe fatto di bende che ci avvolgono, ci soffocano e da cui non riusciamo a liberarci, sentivo il vento leggero del Signore, la Sua presenza e la tua. Grazie don Paolo perché accompagni i giorni della mia vita». 

Percorsi: Natale - Presepi - Tradizioni
Lecore, un presepe fatto di bende

Così Sauro Mari, come sempre cuore e mente dell’ormai celebre presepe di Lecore, ha voluto dedicare a don Paolo Bargigia l’allestimento di quest’anno, ricordando con affetto la sua visita a quello precedente, nel gennaio 2017, con la sua carrozzina e la mantella viola.
E proprio le bende avvolgono appunto quest’anno il paesaggio della Natività, che – come ha sottolineato in occasione della sua visita il vescovo di Livorno Simone Giusti – appare da lontano fiabesco, ma avvicinandosi si manifesta tragico, gravido di una sofferenza entro la quale è generata però la speranza incarnata da Gesù che nasce. E ad evidenziare come quel Bambino possa liberare il mondo dalle sue bende c’è accanto a Betlemme un altro villaggio e un’altra grotta, Betania e il sepolcro dal quale viene fuori Lazzaro, ancora completamente avvolto ma chiamato di nuovo alla vita. «Il tema del presepe di Lecore di quest’anno – ha commentato come in passato il proposto di Cascina don Paolo Paoletti – risulta molto affascinante e impegnativo: “Nella speranza c’è il sogno di Dio”. Guardare la grotta e contemplare il bambino Gesù nella mangiatoia ci porta a pensare all’infinito amore di Dio che si fa uomo tra noi per darci l’opportunità di aprire il nostro cuore alla fiducia, di guardare la vita con gli occhi luminosi dell’ottimismo e della speranza e di riempire le mani di gesti di carità e tenerezza verso coloro che ci vivono accanto. (...) Due grotte sono al centro della scena del presepe: la grotta dove è collocato in fasce il Figlio di Dio e la grotta dove si trova Lazzaro che Gesù riporta all’esistenza terrena, manifestando che Lui è “risurrezione e vita”. Colui che nasce per amore è colui che per amore ridona la vita all’amico Lazzaro. Gesù ci riporta in vita tirandoci fuori dalla nostra grotta buia, liberandoci da quelle bende che impediscono di muoverci verso la luce, la gioia dell’esistenza e le dinamiche dell’amore. (...) Solo l’amore riesce a sconfiggere situazioni di tristezza e angoscia, solo chi ama sperimenta la gioia della vita, anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Solo chi si sente amato acquista fiducia e riceve forza per continuare a vivere e a sperare».
Il presepe è ancora visitabile fino al 28 gennaio, i sabati dalle 17 alle 19,30 e le domeniche dalle 15,30 alle 19,30.

Fonte: Tog
Lecore, un presepe fatto di bende
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento