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Dal n. 34 del 26 settembre 2004

Ambiente, tutta questione di educazione

A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico in Toscana, un'altra campanella si appresta a suonare. È quella della scadenza dei nuovi bandi per l'educazione ambientale, prevista per giovedì 30 settembre. Per quella data, le scuole che lo desiderano – ma anche altri soggetti interessati – dovranno aver presentato alla propria Provincia i propri progetti per accedere ai finanziamenti regionali, stanziati per il secondo anno consecutivo nonostante i tagli decisi dal governo. Una scelta strategica chiaramente motivata dall'assessore regionale all'ambiente Tommaso Franci, in occasione del convegno che, lo scorso luglio, fece il punto sull'attuazione della programmazione toscana nel settore.
DI MARCO LAPI

Ambiente, tutta questione di educazione

di Marco Lapi
A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico in Toscana, un'altra campanella si appresta a suonare. È quella della scadenza dei nuovi bandi per l'educazione ambientale, prevista per giovedì 30 settembre. Per quella data, le scuole che lo desiderano – ma anche altri soggetti interessati – dovranno aver presentato alla propria Provincia i propri progetti per accedere ai finanziamenti regionali, stanziati per il secondo anno consecutivo nonostante i tagli decisi dal governo.

Una scelta strategica chiaramente motivata dall'assessore regionale all'ambiente Tommaso Franci, in occasione del convegno che, lo scorso luglio, fece il punto sull'attuazione della programmazione toscana nel settore. «L'educazione ambientale – sostenne – è la vera educazione civica di questi anni, perché è sempre più indispensabile sviluppare nella comunità, a partire dai suoi appartenenti più giovani, una coscienza ecologica».

I risultati della prima esperienza sono stati incoraggianti e hanno tra l'altro testimoniato il forte interesse per questo tipo di iniziative. I progetti presentati sono stati in tutto 335, 178 dei quali approvati e finanziati. Oltre alle risorse stanziate dalla Regione, che lo scorso anno decise di raddoppiare l'originario apporto ministeriale di 600 mila euro, ne erano state attivate altre da parte delle amministrazioni provinciali e degli stessi proponenti dei progetti, per un investimento totale di un milione e 900 mila euro. Per quest'anno lo stanziamento globale attivato raggiunge già quasi il milione di euro.

Ma si fa presto a dire educazione ambientale. Non ci sono solo i soggiorni per studenti nei parchi o comunque a contatto con la natura: ugualmente importante, se non di più, appare infatti l'apprendimento di un corretto rapporto con l'ambiente inteso come tutto ciò che materialmente ci circonda nella vita di tutti i giorni. Come ha avuto infatti modo di dire nel convegno di luglio l'assessore regionale all'istruzione, formazione e lavoro Paolo Benesperi (coinvolto nell'iniziativa al pari del suo collega all'ambiente), «la chiave di tutte le iniziative sarà l'educazione alla sostenibilità, un tema che passa trasversalmente tutti i settori e coinvolge anche l'economia e il sociale». Non a caso, tra i progetti approvati e finanziati lo scorso anno, abbondavano quelli dedicati all'acqua e al riciclaggio dei rifiuti e non mancavano i temi del risparmio energetico, dell'ecologia urbana, dell'educazione al consumo e a una corretta alimentazione.

C'è poi una filosofia più complessiva che va al di là degli stessi bandi indirizzati alle scuole, anche se non necessariamente solo a loro. La scommessa dell'educazione ambientale si basa infatti su un'idea di educazione permanente che investe tutti i settori, dai singoli cittadini allo stesso mondo delle imprese. Un'occasione per incontrare capillarmente la gente sarà ad esempio rappresentata dal progetto regionale «Ecobus: la Toscana per l'ambiente» che dal 28 ottobre porterà in giro per la Toscana il suo messaggio ecologico affidato a nove terminali situati al suo interno. La partenzà avverrà da Portoferraio in coincidenza con la conferenza straordinaria dell'ambiente marino e costiero in programma fino al 30 dello stesso mese all'Elba. Per quanto riguarda invece le imprese, Sergio Ventrella, responsabile di comunicazione ed aducazione ambientale del Dipartimento politiche ambientali e territoriali della Regione, ci ricorda tra l'altro di aver preso parte all'accordo per la chiusura dello scarico di Rosignano Solvay che è all'origine del fenomeno delle «spiagge bianche», per un percorso di «ecoefficienza».

Grazie ai cofinanziamenti di Regione e ministero, è stata stabilita per questo la scadenza del 2008.
Ma se l'educazione ambientale vuol essere anzitutto educazione a uno sviluppo sostenibile (capace cioè di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la stessa possibilità per le generazioni future), c'è anzitutto da promuovere comportamenti e scelte di consumo consapevoli.

Ogni iniziativa per la diffusione della raccolta differenziata e del riciclaggio dei rifiuti sarebbe infatti a lungo andare di per sé insufficiente se non si cominciasse a incidere a monte, cercando di far evitare sempre più sprechi e abitudini scorrette dal punto di vista ecologico. Non a caso, a questo tema dedica particolare attenzione il Praa, ovvero il Piano regionale di azione ambientale per il 2004-2006, a partire dal concetto di sostenibilità legato alla cosiddetta «impronta ecologica». Secondo questo particolare indicatore – definibile come «l'area di terra produttiva e di mare necessaria a sostenere i nostri consumi di materie prime e di energia e ad assorbire i nostri rifiuti» – la Toscana non sarebbe di per sé assolutamente autosufficiente, potendo sostenere con gli attuali standard di vita solo circa la metà della sua popolazione attuale.

Per di più, la sua impronta ecologica (pari a 4,011 ettari pro capite) è già un po' più alta della media nazionale (3,84) e quasi il doppio di quella mondiale (2,11). Su dieci province, infine, solo Siena e soprattutto Grosseto possono vantare una «capacità biologica» (indicatore, al contrario, ecologicamente positivo) superiore alla propria «impronta».
A livello toscano, il Praa si propone quindi come lo strumento di riferimento non solo per l'azione ambientale in genere, ma per ogni iniziativa educativa in merito. Per questo, accanto al voluminoso «Disciplinare di piano» destinato agli addetti ai lavori, è stata pubblicata su carta riciclata anche un'agile versione divulgativa dallo stesso titolo, «La via dell'ecoefficienza», diffusa la scorsa primavera nell'ambito della mostra-convegno «Terrafutura».

Accanto alle «aree di azione prioritaria» e ai «macrobiettivi» vi sono presentate le 24 «zone di criticità ambientale» individuate nel territorio regionale con tanto di obiettivi e relative azioni per il loro conseguimento. «Vogliamo che il Praa – afferma Paolo Rosati, dirigente del Dipartimento – sia il patto che lega i soggetti attuatori dell'educazione ambientale, attraverso l'adesione alle sue stesse politiche, in tutte le fasi». Sarà così possibile portare avanti una strategia capace di generare, grazie anche ad opportune iniziative di comunicazione, una sempre maggiore condivisione e corresponsabilità su queste tematiche.

Intanto, anche a livello nazionale la Toscana sembra acquisire in questo settore un ruolo di rilievo sempre maggiore. Oltre ad essere regione capofila del progetto ministeriale per gli indicatori di qualità sull'educazione ambientale, si è candidata ad ospitare la seconda conferenza nazionale in materia. Dovrebbe tenersi a Lucca nel marzo 2005, anche se tutto è ancora da confermare.

Dalla conferenza di Genova
ai «tagli» statali
Infea, ovvero «Informazione educazione ambientale». Dietro questa sigla si cela il progetto nazionale nato nel 2000 in concomitanza con la prima Conferenza nazionale dell'educazione ambientale, promossa dai ministeri della Pubblica Istruzione e dell'Ambiente e svoltasi a Genova dal 5 all'8 aprile di quell'anno. Nell'occasione, le Regioni presentarono un documento con la richiesta di trovare sedi e modalità di confronto adeguate all'elaborazione e verifica di strategie sul tema. Lo strumento fu individuato nell'istituzione di un tavolo tecnico all'interno della Conferenza Stato-Regioni. Ogni Regione nominò un proprio coordinatore e il ruolo di capofila fu rivestito dal Piemonte. Per la Toscana aderì in un primo momento solo l'assessorato all'istruzione, visto il disinteresse sull'iniziativa mostrato dall'allora assessore all'ambiente Claudio Del Lungo. Con l'arrivo di Tommaso Franci, poi le cose cambiarono.

Nel 2001, il ministero dell'Ambiente finanziò poco più di 600 mila euro per ogni Regione o Provincia autonoma, indipendentemente dalla sua grandezza, per atti di programma biennali. Ad aderire furono in 19; si ritirarono invece la Valle d'Aosta e la Provincia di Bolzano.

In Toscana, ambiente e istruzione cominciarono a lavorare in sinergia coinvolgendo anche altri assessorati come quello del diritto alla salute, e «invadendo» altri campi altrui come l'educazione alimentare, il turismo sostenibile ecc. Un'idea che poi si è rivelata vincente anche per la capacità di convogliare nel settore dell'educazione ambientale una molteplicità di risorse che altrimenti non sarebbe stato possibile attivare. Si giunse così al primo bando-tipo regionale suddiviso in dieci bandi provinciali. I progetti vincitori furono finanziati a ottobre-novembre 2003.
Successivamente, la decisione dell'allora ministro Tremonti di «tagliare» i fondi statali per il 2004-2005 ha provocato l'abbandono del progetto da parte delle Regioni più deboli, mentre le altre hanno deciso di proseguire con le loro gambe. Tra queste ultime, anche la Toscana, che attinge le risorse principali dal Praa, il Piano regionale di azione ambientale per il 2004-2006, il cui bilancio totale assomma a 136 milioni di euro.
Campagna e parchi come «scuole di natura»
Anche un azienda agrituristica può diventare un ottimo centro di educazione ambientale. Presso Dicomano, in Val di Sieve, la fattoria di Frascole ha realizzato un percorso didattico che attraversa sia coltivi (vigneto e oliveto) sia ambienti naturali (siepi e bosco). Lungo il percorso ci sono 5 punti di sosta con pannelli esplicativi che trattano rispettivamente il ciclo della vite e quello dell'olivo, il bosco, l'ecosistema siepe e la trasformazione dei prodotti agricoli (vinificazione e produzione dell'olio).
«Abbiamo fatto anche degli opuscoli sia per adulti sia per gli alunni delle scuole elementari – ci racconta Federica, animatrice dell'iniziativa – che approfondiscono o semplificano, nel caso dei bambini, i temi trattati nei cartelloni. I bambini fanno il percorso con me e durante il tragitto viene loro spiegata la differenza tra gli ambienti naturali e quelli coltivati, gli vengono fatte riconoscere le tracce di animali e le piante. I livelli di difficoltà sono proporzionati alle diverse classi». Non solo: «Abbiamo anche un percorso didattico sul vino che prevede una parte pratica (i bambini vendemmiano, ammostano l'uva e provano anche a fare il vino) ed una teorica con differenti livelli di difficoltà. Inoltre, stiamo anche progettando un percorso didattico sull'olio».

Il successo non manca. «Abbiamo iniziato l'attività lo scorso anno con le scuole elementari di Dicomano – racconta ancora Federica – e la stiamo proseguendo tutt'ora. Quest'anno faremo degli incontri anche con le elementari di Vicchio e ci hanno contattato anche scuole di Firenze».
Del resto, la campagna si propone di per sé come uno degli ambienti più idonei all'ideazione e allo sviluppo di esperienze di educazione ambientale. Ne è ben consapevole la Coldiretti, che lo scorso 28 maggio ha proposto una giornata nazionale di «educazione alla campagna amica». A livello toscano, l'iniziativa è riuscita a coinvolgere circa 4000 bambini di elementari e medie che hanno aderito a un progetto didattico comprendente anche l'insegnamento dell'abc dell'agricoltura e la sperimentazione in fattoria delle proprie conoscenze. Ma non era una novità, visto che ormai da anni la Coldiretti entra nelle classi per stimolare la curiosità e arricchire le conoscenze dei piccoli consumatori.

E se la campagna è un'ottima palestra per imparare un corretto rapporto con l'ambiente, i parchi naturali non sono da meno. In Toscana, fortunatamente, c'è l'imbarazzo della scelta. Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi propone ad esempio come punto di riferimento un centro di educazione ambientale situato a Serravalle di Bibbiena, realizzato in un ex scuola elementare e dotato di un laboratorio multimediale, un laboratorio creativo e anche di una camera oscura. Dall'altra parte della regione, nei «monti del marmo», c'è addirittura l'imbarazzo della scelta: non a caso, il Parco regionale delle Alpi Apuane ha fatto dell'educazione ambientale una delle sue priorità e, oltre alla divulgazione di materiale didattico tra cui un prezioso «manuale dell'ambiente» con le 10 «regole verdi» che tutti siamo tenuti a seguire, propone una nutrita serie di iniziative, tra cui numerose escursioni della durata di due o tre giorni, con pernottamento nei rifugi della zona («Del Freo», «Rossi», «Forte dei Marmi», Alpe di Sant'Antonio) o presso il Centro residenziale di educazione ambientale di Legambiente situato a Vinca, sul versante lunigianese della catena. Le guide del Parco, poi, sono sempre a disposizione per altre escursioni, incontri e lezioni, a cifre decisamente abbordabili. E per dare l'immagine di cosa sia un'esperienza di educazione ambientale nei parchi, la Regione ha addirittura realizzato un manifesto dal titolo «A piedi nel Parco e dintorni» sulla base di due soggiorni settimanali dell'estate 2003 svoltisi a Stazzema e Fivizzano nell'ambito del progetto «Mare, costa e dintorni».

Acqua, in un cartoon l'invito a salvaguardarla
Non ha vinto, ma l'essere stato selezionato tra i finalisti del Premio Laigueglia 2004 per la comunicazione ambientale è comunque un onore di cui il suo autore e i promotori possono andare fieri. Stiamo parlando del cartone animato «Acqua. È il momento di riflettere», un progetto di educazione ambientale voluto dalla Regione. Il corto, realizzato nel 2003 – anno internazionale dell'acqua – da Michael Marc Fantacci con l'animazione e il design dell'autore fiorentino Josh Held, è stato presentato anche a Kyoto in occasione del Forum mondiale sull'acqua e ha riscosso ovunque un notevole successo per la poesia e la semplicità del suo messaggio, in grado di coinvolgere tutti, e in particolare i giovani. Si tratta di un omino nasuto che, specchiandosi come Narciso in un corso d'acqua, s'innamora della sua immagine ma pian piano «assorbe» anche le conseguenze dell'inquinamento, finché il corso si secca e lui si trasforma in uomo d'argilla. Rimirandosi, non ha fatto niente per salvare il fiume, ma nell'ultima, commovente sequenza, una lacrima sgorga dai suoi occhi e, correndo nel letto ora vuoto, ridà vita a una pianta acquatica ormai avvizzita. Come ha sottolineato l'assessore Franci, questo cartoon si propone come «strumento di grande impatto comunicativo per rafforzare la consapevolezza su quanto sia preziosa e vulnerabile la risorsa acqua e sulle responsabilità dell'uomo nei confronti di questo bene».

Una nuova rivista
«Toscana, l'Uomo, l'Ambiente». Questa la testata del nuovo trimestrale di informazione e formazione ambientale diretto da Gianni Marucelli ed edito da Nuova Toscana Editrice. Nel primo numero, datato luglio-settembre 2004, si parla dei Monti della Calvana e del Casentino ma anche del «fiore della Madonna» e delle tradizioni natalizie in relazione agli alberi. Non mancano nemmeno un excursus storico, dedicato al rapporto tra etruschi e ambiente naturale, e una bella fiaba ecologica, «Rondine d'autunno». Si parla poi della «Toscana felix» dello scrittore Francis Mayes e un lungo servizio, «La scuola e la grande sfida dello sviluppo sostenibile», è dedicato infine proprio all'educazione ambientale.

La rivista, distribuita a livello regionale in edicola, in libreria e per abbonamento, ha una foliazione di 32 pagine a colori e una tiratura di cinquemila copie. Il prezzo di copertina è di 4 euro. Per maggiori informazioni ci si può rivolgere all'indirizzo e-mail nte@nettuno.it.
Come è bella la scuola del mare...
Si è parlato di educazione ambientale e gestione dei parchi marini in un convegno svoltosi nei giorni scorsi a Piombino, da dove è partito un nuovo invito al ministero dell'Ambiente per l'istituzione di tre aree marine protette in Toscana (Arcipelago, Formiche di Grosseto e Secche della Meloria). Se ne riparlerà a fine ottobre all'Elba, in occasione della conferenza straordinaria dell'ambiente marino e costiero. Non a caso: le acque che bagnano costa e isole della nostra regione rappresentano infatti tra l'altro una grande opportunità in questo settore. Non a caso, a Porto Santo Stefano, grande successo hanno fatto registrare le proposte del Centro didattico di biologia marina dell'Argentario e dell'Accademia Mare Ambiente sub Mascioli, con le visite delle scolaresche all'acquario e le escursioni marine in collegamento audio-video con i sub del centro. Ragazzi, così sì che è la scuola è bella...

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