Dossier

Caritas, le volontarie raccontano

Dalla psicologia all’impegno nel socialeMi sono laureata lo scorso luglio in psicologia e adesso sto svolgendo il mio secondo semestre di tirocinio post-lauream, oltre che il servizio civile presso la Caritas di Firenze. Il mio forte interesse per la psicologia mi ha sempre dato grandi spinte anche verso tutto ciò che concerne il sociale, per cui spesso mi sono dedicata ad agire verso, per e soprattutto con gli altri. Ho fatto esperienze di volontariato parrocchiale (animazione a bambini e anziani), volontariato internazionale tramite l’associazione Vides (Volontariato internazionale donna educazione sviluppo), sostegno ed educazione a portatori di handicap… Ho deciso di intraprendere il servizio civile Nazionale spinta dal desiderio di vivere un’esperienza nuova e arricchente, di dedicarmi agli altri per smuovere qualcosa che potesse contribuire al tanto sognato miglioramento di questa società e, perché no, per avviarmi verso una, benché minima, indipendenza economica.Francesca, 25 anni «Sentivo la voglia di mettermi alla prova»Questa è la mia prima vera esperienza nel sociale, escludendo un breve periodo di servizio presso le mense Caritas. Ciò che mi ha spinto a fare questo tipo di scelta è qualcosa di complesso, un insieme di motivazioni: sentivo la necessità di una nuova esperienza che potesse cambiarmi, mettermi alla prova, farmi crescere; volevo in qualche modo formarmi e avvicinarmi a quello che potrà poi essere un futuro lavoro, ma tutto questo non è sufficiente a spiegare quella spinta interna che mi ha portato qui. In questo momento mi sto dedicando ad un progetto di educazione alla mondialità, con incontri settimanali nei quali proponiamo delle attività prestabilite a bambini di scuola elementare. L’altra parte del nostro servizio è suddivisa in due diverse aree di intervento: una più pratica in una casa famiglia per donne e bambini in difficoltà e una, per il momento teorica, dedicata alla progettazione di un Centro minori diurno. Sicuramente questa scelta ha comportato notevoli sacrifici, più che rinunce. Non è semplice riuscire ad organizzare le giornate, incastrando tutti i vari impegni: studio, tirocinio, sport, famiglia, amici e fidanzati vari, senza sottovalutare anche il fatto che il tempo impiegato nei vari spostamenti (da una sede all’altra o da una sede a casa) è veramente perso! Ma spero e credo in una grande, bella e significativa esperienza di crescita.Sara, 23 anni