Italia

GOVERNO: AL VIA LE CONSULTAZIONI. TOCCA A MONTI

(ASCA) – Mentre ieri sera alle 21 Silvio Berlusconi era ricevuto dal presidente Giorgio Napolitano per confermare le proprie dimissioni da premier, Pier Luigi Bersani sceglieva di recarsi in via Giubbonari, a Campo dei Fiori, dove ha sede un circolo del Pd che per l’occasione era affollatissimo di iscritti. Il segretario del Pd non ha trattenuto la propria soddisfazione: “Oggi è una giornata di liberazione. Siamo noi che l’abbiamo mandato a casa”. Poi, ai microfoni di Sky Tg24, Bersani illustra ulteriormente la sua posizione: “Da domani si può cominciare a lavorare senza favole e mistificazioni. Per noi la garanzia è Mario Monti. La politica ha il compito di sbloccare ad esempio la legge elettorale e il dimezzamento dei parlamentari. Il governo invece deve affrontare il tema drammatico della finanza”. Il segretario del Pd polemizza con il comunicato dell’Ufficio di presidenza del Pdl che pochi minuti prima aveva posto dei paletti al sì a Monti: “Non mettiamo tempi a questo governo. è difficile dire quanto durerà una tempesta. Non si può far partire un governo azzoppandolo in partenza. A Napolitano dirò che il Pd è a disposizione di un tentativo per un governo di emergenza e transizione, un governo a sostanziale profilo tecnico”. Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc, spiega la posizione del Terzo polo: “Il governo Monti deve avere tutto il tempo per risolvere i problemi dell’Italia. Per quanto ci riguarda, sosteniamo lealmente Monti, il suo governo e chiunque ne faccia parte”. Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, boccia soluzioni alternative a un esecutivo presieduto da Monti: “La melina del Pdl sul varo del governo è un atteggiamento antinazionale e le soluzioni alternative di cui si parla sono minoritarie in Parlamento e senza altro sbocco che le elezioni anticipate”. In casa Pdl, Berlusconi ha dovuto mettere in campo tutta la sua autorevolezza per convincere la maggioranza dei parlamentari a dare semaforo verde a Monti. L’ex premier avrebbe battuto soprattutto sulla convinzione che il Pdl è in grado di staccare la spina quando lo riterrà più opportuno, anche se non prima che si realizzino le riforme per far fronte alla crisi economica. Questa sera torna a riunirsi l’Ufficio di presidenza del Pdl, dopo che il segretario Angelino Alfano – alle 17,15 – sarà l’ultimo leader politico a essere ricevuto al Quirinale dal capo dello Stato per le consultazioni. Il presidente Napolitano darà l’incarico in serata a Monti e domani, in coincidenza con la riapertura di Borse e mercati, il nuovo governo dovrebbe prendere forma con la lista dei ministri e il giuramento di rito. Grazie a una dichiarazione di Gianni Letta è caduta pure la pregiudiziale del Pdl che chiedeva per l’ex sottosegretario il ruolo di vicepremier: “Non voglio costituire un problema, né un ostacolo e neanche un pretesto per alcuni. Quindi, con senso di responsabilità e dello Stato, faccio un passo indietro”. Roberto Maroni conferma la scelta del Carroccio di passare all’opposizione: “Lunedì ci sarà un nuovo governo e la Lega non ne farà parte. Nemmeno io. La posizione della Lega rimane immutata. Non cambiamo idea ogni minuto, siamo un partito serio che valuta e poi decide”. A differenza della Lega, l’Idv cambia posizione dopo che nei giorni scorsi era stata annunciata la collocazione all’opposizione. Dice Antonio Di Pietro, partecipando in tv a una edizione straordinaria di “Ballarò”: “L’Idv si impegna a fare il proprio dovere e aspettiamo con fiducia il professore Monti. Da domani inizia la ricostruzione. Noi faremo il nostro dovere”. Susanna Camusso, segretaria della Cgil, nella stessa trasmissione televisiva, riservandosi un giudizio sul governo Monti quando ne sarà noto il programma, puntualizza: “Gli storici si domanderanno se il premier si è dimesso in ragione dello spread o del giudizio del paese. Forse dobbiamo cominciare a dire che si è dimesso in ragione del giudizio del paese”. La notizia delle dimissioni dell’ex presidente del Consiglio campeggia sulle prime pagine dei giornali internazionali. Titola il quotidiano francese “Le Monde”: “Berlusconi lascia l’Italia come l’ha trovata”. Lo spagnolo “El Pais”, sulla sua pagina web, dà all’avvenimento il titolo principale: “L’uscita di scena di Berlusconi apre una nuova era in Italia”.