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Giappone, cresce il numero delle vittime

60 MILA TONNELLATE DI ACQUA RADIOATTIVA IN SEMINTERRATI FUKUSHIMA(ASCA) – Roma, 5 aprile – Circa 60.000 tonnellate di acqua radioattiva si pensa abbiano completamente allagato i piani in seminterrato della centrale nucleare di Fukushima. L’acqua radioattiva verrà immagazzinata in serbatoi presso un impianto per lo smaltimento dei rifiuti nucleari, un’ isola galleggiante artificiale chiamata ‘megafloat’. Lo riferisce l’agenzia Kyodo news, citando il ministro dell’Industria giapponese Banri Kaieda. Intanto la Tokyo Electric Power Co (Tepco), società che gestisce l’impianto, ha iniziato a riversare ieri acqua radioattiva in mare. L’operazione ha riguardato 11.500 tonnellate di acqua contenente radioattività in quantità circa 100 volte superiore alla norma. In tal modo si potrà liberare il bacino di stoccaggio per far posto all’acqua ancor più contaminata che fuoriesce dalla turbina del reattore numero 2. A mezzogiorno già 3.430 tonnellate di acqua contaminata è stata riversata nell’Oceano Pacifico. Ad annunciarlo la stessa Tepco. Kaieda ha tuttavia rassicurato che la contaminazione delle acque marine non comporterà alcun rischio per la salute dei cittadini. La Tepco ha anche cominciato a lavorare per fermare la fuoriuscita in mare di acqua altamente radioattiva del reattore numero 2, dove le barre di combustibile sono parzialmente fuse. Funzionari della società nipponica hanno rivelato che un campione di acqua di mare estratto sabato e contaminato dal liquido radioattivo del secondo reattore ha mostrato una concentrazione di iodio-131 pari a 7,5 milioni di volte oltre la norma.ACQUA RADIOATTIVA IN MARE, FALLITI TENTATIVI DI BLOCCARE FALLA(ASCA) – Roma, 4 aprile – Stanno fallendo in Giappone tutti i tentativi di chiudere la falla di uno dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, dalla quale esce acqua altamente radioattiva che si sta riversando direttamente in mare. Ieri è stato fatto colare cemento nel pozzo danneggiato per fermare la fuga di acqua contaminata, ma al termine delle operazioni le perdite non si sono arrestate. Inoltre, la TEPCO, la società esercente, ipotizza che il percorso verso il mare interessi una serie di trincee e tunnel utilizzati per il passaggio dei cavi di alimentazione delle pompe di prelievo dell’acqua di mare per il condensatore e dell’acqua servizi per l’edificio reattore e per l’edificio turbine. Quanto alla situazione della centrale, secondo l’ultimo bollettino dell’Ispra, negli edifici turbina delle Unità 1, 2 e 3 è presente acqua altamente contaminata. Per l’Unità 2, si ipotizza che essa sia stata a contatto direttamente con il nocciolo parzialmente fuso, per poi trafilare all’esterno del contenitore primario attraverso una via ancora non individuata. Per le Unità 1 e 3 la NSC (Nuclear Safety Commission of Japan) ipotizza che si tratti di vapore condensato proveniente dal contenimento oppure acqua iniettata nell’edificio reattore danneggiato per raffreddare il combustibile esaurito. La stessa acqua altamente contaminata si è raccolta anche nelle trincee adiacenti agli edifici turbina 1, 2 e 3. Si sta cercando di deviarla all’interno della piscina di soppressione del contenitore primario, al fine di limitare i rilasci di contaminazione all’esterno. Il monitoraggio della radioattività ambientale in altri paesi europei dice che in Francia tracce di I-131 continuano ad essere apprezzate su prelievi di particolato atmosferico effettuati tra il 29 marzo e il 2 aprile a concentrazioni variabili tra 0,07 e 1,28 mBq/m3. Misure su campioni di iodio in forma gassosa effettuate il 28 marzo hanno evidenziato una concentrazione di 4,1 mBq/m3. è confermata la presenza di tracce I-131 in acqua piovana (un campione del 30 marzo ha mostrato una concentrazione di 1,27 Bq/L). Le ultime analisi dei prelievi effettuati tra il 25 aprile e il 30 marzo non presentano alcuna concentrazione di attività riconducibile all’incidente alla centrale di Fukushima. Tracce di iodio sono state trovate su un campione di latte di mucca (0,15 Bq/L) prelevato il 28 marzo. Secondo l’ISPRA e il sistema delle Agenzie Regionali e delle Province Autonome per la Protezione dell’Ambiente che effettuano il monitoraggio della radioattività ambientale, tra il 23 marzo e il 2 aprile è stata registrata la presenza di piccole tracce di Iodio 131 e, in un campione, piccole tracce di Cesio 137. Sono state inoltre rilevate tracce di Iodio 131 nella deposizione al suolo. Le concentrazioni sono in generale accordo con quelle rilevate in altri paesi Europei. I valori riscontrati – assicura l’Istituto – non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario.PARZIALE FUSIONE A FUKUSHIMA. NUOVA SCOSSA DA 6.5

(ASCA) – Roma, 28 marzo – Continua a crescere l’allarme radioattività in Giappone: al reattore numero 2 della centrale giapponese di Fukushima i livelli sono 100 mila volte superiori alla norma, a causa, probabilmente, dalla parziale fusione delle barre di combustibile nucleare. Lo ha ammesso il portavoce del governo, Yukio Edano. La Tepco, la società che gestisce l’impianto, ieri aveva reso noto che la soglia massima era stata superata di 10 milioni di volte. Poi si è corretta: 1.000 millisievert/ora, appunto 100 mila volte oltre la norma. Il portavoce dell’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, Hidehiko Nishiyama, ha spiegato che l’esposizione a questo livello di radiazioni “per 4 ore aumenta il rischio di morte entro 30 giorni”. I lavoratori all’opera presso il reattore sono stati costretti all’evacuazione immediata. L’Aiea ha anche riferito della fuoriuscita di fumo bianco dai reattori 1 e 4. Dal primo reattore, ha comunicato l’agenzia atomica, è stata rilevata la presenza di iodio 131, cesio 137 e cesio 134 a pari livelli di quelli registrati nel reattore 3, che lo scorso giovedì provocò il ferimento dei tre operai. I quali, si apprende dall’Afp, sono stati dimessi ieri “senza alcun rischio per la salute”.

Stamane è stata registrata al largo delle coste nordorientali del Giappone una nuova scossa sismica di magnitudo 6,5. Mentre sale a 10.489 morti e 16.621 dispersi il bilancio del terremoto/tsunami che l’11 marzo ha devastato le coste orientali nipponiche. Ne dà notizia la polizia nazionale, precisando che nella prefettura di Miyagi si contano 6.333 vittime, ad Iwate 3.152 e a Fukushima 946, dove ancora mancano all’appello migliaia di residenti. Un’indagine pubblicata dall’agenzia Kyodo news ha inoltre rivelato che il 58% dei cittadini giapponesi condanna la risposta del governo alla crisi nucleare di Fukushima, mentre il 39,3% approva l’intervento delle autorità nipponiche. In un sondaggio telefonico condotto su scala nazionale l’agenzia ha anche appurato che il consenso verso il Primo Ministro Naoto Kan è cresciuto di 8,4 punti percentuali rispetto ai primi di febbraio. L’agenzia Efe, citata dal quotidiano spagnolo El Pais, ha anche informato di una manifestazione di 300 persone tenuta ieri per chiedere al governo nipponico la chiusura della centrale di Hamaoka, edificata su un’aera ad alto rischio scosse, a 200 chilometri da Tokio.

ALLARME AL REATTORE 2: ALLONTANATI I TECNICI DALLA CENTRALE DI FUKUSHIMA

AMBASCIATA ITALIANA, SITUAZIONE FUKUSHIMA POTREBBE AGGRAVARSI(ASCA) – Roma, 26 marzo – “Vista l’incertezza circa l’evolversi della criticità dei reattori e dell’esito tuttora imprevedibile dei lavori di contenimento in corso, resta evidente il rischio di un aggravamento della situazione a Fukushima con riflessi di possibile contaminazione progressivamente più estesa”. è quanto si legge sul sito dell’ambasciata italiana a Tokyo. “Attualmente, la situazione nella Capitale non presenta motivi di preoccupazione in quanto tutti gli indici sono nella norma o al di sotto di essa. Tuttavia – prosegue la nota – anche nella Capitale, non si possono escludere nei prossimi giorni rischi di riflessi, pur attenuati, di un eventuale aggravarsi della situazione nella centrale di Fukushima”. “Alitalia – si legge nella nota dell’ambasciata – conferma che oggi sono previsti regolarmente voli in partenza da Tokyo e da Osaka”. CRESCE PAURA RADIAZIONI, OLTRE 10 MILA MORTI CERTI(ASCA) – Roma, 26 marzo – Cresce la paura radiazioni in Giappone: ieri alcuni tecnici sono rimasti ustionati nel tentativo di raffreddare i reattori nella centrale nucleare di Fukushima e in queste ore lattuga contaminata è stata trovata in un mercato giapponese, proveniente da una fattoria di Koga, nella prefettura di Ibaraki, che confina con Fukushima. Lo riferiscono funzionari governativi. Il ministero della Salute ha reso noto che il livello di iodio radioattivo della verdura si aggira intorno ai 2.300 becquerel per chilogrammo, al di sopra della soglia limite dei 2.000.

“E’ deplorevole la notizia che numerosi prodotti alimentari contengono livelli di radioattività al limite”, ha dichiarato il portavoce del governo nipponico, Yukio Edano, nel corso di una conferenza stampa, precisando tuttavia che “le verdure contaminate non costituiscono una minaccia immediata per la salute umana”. Intanto la prefettura di Chiba raccomanda che i bambini non bevano acqua del rubinetto. Le autorità locali hanno lanciato l’appello in seguito alla notizia di un impianto per il trattamento delle acque risultato contaminato. Stamane l’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare ha riferito che il tasso di iodio radioattivo nel tratto di mare nei pressi della centrale di Fukushima è 1250 volte superiore alla norma. Un portavoce dell’agenzia ha perfino avvertito che “se si bevono 50 centilitri di acqua corrente con questa concentrazione di iodio si raggiunge nel corpo il limite naturale che si può assorbire”.

La Tepco ha invece reso noto che ha iniziato l’iniezione di acqua dolce nel cuore del reattore numero 2 per aumentare l’efficienza del raffreddamento. Mentre sale a 10.151 morti e 17.053 dispersi il bilancio del terremoto/tsunami che ha devastato le coste orientali nipponiche. La stima è data dalla polizia nazionale, che parla di 240.000 rifugiati in 1.900 centri di evacuazione. Oggi 17 camion di aiuti umanitari sono giunti a Sendai e il commissario europeo per gli aiuti umanitari, Kristalina Georgieva, si è recato in visita in Giappone, in occasione della consegna di 70 tonnellate di aiuti, tra cui materassi , sacchi a pelo e coperte, inviati dall’Unione Europea alla popolazione nipponica. “Ho visitato la città di Kita-Ibaraki. Lo tsunami ha distrutto villaggi di pescatori, ospitati temporaneamente nelle scuole elementari” della città, ha detto Georgieva all’Afp, precisando che “i rifugiati, compresi bambini e anziani, sono ben organizzati, hanno il morale alto e non si lamentano” dei disagi.

TRE LAVORATORI CONTAMINATI DA ALTE RADIAZIONI A FUKUSHIMA(ASCA) – Roma, 24 marzo – Tre lavoratori all’opera presso la centrale nucleare di Fukushima 1 sono stati ricoverati in ospedale perché contagiati da alte radiazioni. Lo hanno reso noto l’agenzia di sicurezza nucleare giapponese e la Tepco, citate dall’agenzia Kyodo news. I tre uomini, tra i 20 e i 30 anni, sono stati esposti a radiazioni pari a 173-180 millisievert mentre erano a lavoro al reattore numero 3 dell’impianto. A due di loro sono state diagnosticate possibili ustioni da raggi beta, quindi nelle prossime ore saranno inviati all’Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche nella Prefettura di Chiba, spiega l’agenzia. 26 MILA TRA VITTIME E DISPERSI. 2.777 I FERITI(ASCA-AFP) – Osaka, 24 marzo – Sale a 26 mila il bilancio delle vittime e dei dispersi in Giappone. L’11 marzo scorso un violento terremoto/tsunami ha colpito le coste orientali nipponiche. La Polizia nazionale nel suo ultimo aggiornamento ha reso noto che sono 9.737 le vittime certe e 16.423 i dispersi. Circa 2.777 persone sono invece rimaste ferite in seguito al sisma. Centinaia di migliaia gli sfollati che hanno trovato rifugio nelle strutture d’emergenza. FUMO NERO DA REATTORE 3 CENTRALE FUKUSHIMA, EVACUATI TECNICI (ASCA-AFP) – Osaka, 23 marzo – Una colonna di fumo nero si è levata oggi dal reattore numero tre della centrale di Fukushima, colpita dal terremoto e dallo tsunami che hanno colpito il Giappone lo scorso 11 marzo. I tecnici, che stavano lavorando per ripristinare il sistema di raffreddamento, sono stati evacuati dalla sala di controllo del reattore. Lo rende noto la Tepco, la società che gestisce l’impianto, aggiungendo di non essere a conoscenza della causa del nuovo incidente. ELETTRICITÀ TORNA IN TUTTI E 6 REATTORI DI FUKUSHIMA(ASCA) – 22 marzo – Tutti i sei reattori della centrale nucleare di Fukushima 1 sono stati ricollegati all’elettricità di un alimentatore esterno. Lo riferisce l’agenzia Kyodo news, citando la Tepco, addetta alla gestione dell’impianto. Secondo il ministro nipponico dell’Industria, Barni Kaieda, i progressi sono una buona notizia, ma la situazione rimane ancora “estremamente difficile”. La Tepco ha anche reso noto che è vicina a ripristinare l’illuminazione nella sala di controllo del reattore numero 3 e numero 4. Il portavoce dell’Agenzia giapponese per la sicurezza nucleare, Hidehiko Nishiyama, nel corso di una conferenza stampa ha inoltre dichiarato che è “improbabile che la situazione” possa peggiorare fino a sfiorare nuovamente una fusione del nocciolo. ANCORA FUMO DA FUKUSHIMA, 9 MILA MORTI CERTI(ASCA) – 22 marzo – Ancora una fuoriuscita di fumo e vapore da due dei reattori della centrale nucleare di Fukushima, mentre sale il rischio fusione e resta l’allarme radiazioni. Si tratta della più grave crisi nucleare mondiale da 25 anni a questa parte, provocata l’11 marzo dal violento terremoto e il conseguente devastante tsunami. Si parla di 9.000 morti accertati e oltre 12.600 dispersi. Secondo quanto scrive Kyodo news, i tecnici al lavoro nelle operazioni di soccorso attorno all’impianto nucleare hanno riconnesso i cavi elettrici di tutti e sei i reattori, riuscendo ad avviare una pompa di raffreddamento per bloccare il surriscaldamento delle barre di combustibile nucleare. La Tepco ha reso noto che “sono state individuate radiazioni nel vicino Pacifico”. Lo iodio radioattivo in alcuni campioni marini “é 126,7 volte i limiti consentiti, mentre la presenza di cesio è di oltre 24 volte”, ma i livelli “non rappresentano” ancora una minaccia immediata. Cresce tuttavia, anche all’estero, il timore dell’intensa presenza di tracce di radioattività in verdure, acqua e latte. Dopo aver riscontrato alti livelli di iodio radioattivo nell’acqua, il governo giapponese ha anche invitato alcuni abitanti nelle zone vicine alla centrale a non bere dal rubinetto delle proprie abitazioni. Ad oggi, spiega ancora Kyodo news, la priorità è dunque sistemare il reattore numero 2, in modo da far ripartire l’elettricità. Secondo l’authority Usa per il nucleare la crisi sembra vicina a essere stabilizzata. MSF, MANCANO MEDICINALI, COPERTE E ACQUA21 marzo – Medicinali per malattie croniche, coperte e acqua sono i bisogni più urgenti in Giappone, dopo il terremoto e il successivo tsunami. È il commento di Medici senza frontiere (Msf) che si è mobilitata immediatamente, grazie agli operatori giapponesi coordinati dalla sede di Msf a Tokyo, per un’azione di supporto all’ampio intervento del governo. L’équipe di Medici senza frontiere ha stabilito una base operativa a Tome, nel nord della prefettura di Miyagi, spostandosi poi nelle varie zone. Per la maggior parte delle visite si è trattato di pazienti anziani con malattie croniche, molti dei quali erano a corto di medicine per l’ipertensione e il diabete. Le condizioni meteo sono state pessime, con neve e con temperatura sotto zero: sono stati individuati casi di ipotermia e infezioni respiratorie, anche dovuti alle condizioni di affollamento dei centri. “Per il momento, nei centri di evacuazione che abbiamo visitato, le principali criticità sono legate alle malattie croniche delle persone più anziane: hanno interrotto le loro cure abituali, perciò i nostri medici stanno cercando di ripristinarle per scongiurare che il loro stato di salute peggiori”, dichiara Eric Ouannes, direttore generale di Msf Giappone. A Tokyo, l’èquipe di Msf che coordina l’emergenza si è attivata per trovare donazioni di alimenti dirette ai centri sfollati. FUMO DA REATTORE 3 FUKUSHIMA, EVACUATO PERSONALE(ASCA-AFP) – Osaka, 21 marzo – Evacuato il personale della centrale nucleare di Fukushima in Giappone dopo che una nuvola di fumo si è alzata dal reattore numero 3. Lo ha reso noto la Tepco, la società che gestisce la centrale. L’evacuazione è avvenuta intorno alle 6 di questa mattina, ora italiana, dopo che “un pennacchio di fumo grigio chiaro” si è alzato dal reattore, ha spiegato un portavoce di Tepco. “A causa di questo problema, abbiamo deciso di far uscire temporaneamente il personale per monitorare il sito”. Un altro funzionario di Tepco ha precisato che ad essere evacuato è il personale che lavora al reattore numero 3″. POLIZIA AGGIORNA BILANCIO, 20 MILA TRA MORTI E DISPERSI(ASCA-AFP) – Osaka, 19 marzo – Ha raggiunto quota 20 mila il bilancio di vittime e dispersi, a seguito del terremoto e dello tsunami che hanno travolto il Giappone una settimana fa. C’é il timore che il bilancio si aggravi ulteriolmente. L’agenzia di polizia nazionale ha parlato di 7,653 morti e 11,746 ufficialmente dispersi, per un totale di 19,399 persone. GIAPPONE: RADIOATTIVITÀ ‘ANORMALÉ IN LATTE, SPINACI E ACQUA DI TOKYO(ASCA-AFP) – Osaka, 19 marzo – Dopo l’emergenza nucleare, in Giappone fa capolino l’allarme per cibo e acqua contaminati dalle radioazioni. Livelli di radioattività “superiori ai limiti legali”, ha reso noto oggi il portavoce del governo giapponese Yukio Edano, sono stati riscontrati nel latte prodotto nei pressi della centrale nucleare di Fukushima e negli spinaci coltivati nella vicina prefettura di Ibaraki. Tracce di iodio radioattivo sono state inoltre trovate nell’acqua di rubinetto a Tokyo e nelle prefetture vicino alla zona di Fukushima, come riferito da un funzionario del ministero della Scienza, che ha però assicurato che i livelli sono ben al di sotto del limite legale. Il latte contaminato è stato trovato nella prefettura di Fukushima, fino a 30 chilometri dal primo reattore nucleare, mentre livelli anormali sono stati riscontrati anche negli spinaci coltivati nell’altra prefettura vicina, quella di Ibaraki. Il portavoce del ministero della Salute ha fatto sapere che si studia la provenienza dei prodotti e dove vengono distribuiti in modo da sospenderne la vendita. Edano ha anche sollecitato i consumatori a rimanere calmi spiegando che anche il consumo di latte radioattivo continuato per un anno ha un livello di contaminazione pari a quello di una tac. Un funzionario della prefettura di Fukushima ha riferito che ai produttori di latte nella città di Kawamata, dove è stato trovato il campione contaminato, è stato chiesto di astenersi dalle spedizioni fino a nuovo avviso e di non consumare latte. Stessa cosa è stata chiesta agli agricoltori nel raggio di 30 chilometri. La Tepco (Tokyo Electric Power), la compagnia che gestisce l’impianto nucleare, si è scusata per la contaminazione dei prodotti alimentari avanzando l’ipotesi di dare dei rimborsi agli agricoltori colpiti. MINISTERO SALUTE, TRACCE DI IODIO 131 IN 14 PERSONE RIENTRATE(ASCA) -18 marzo – Tracce di iodio 131 nelle urine, probabilmente da mettere in relazione con l’incidente nucleare, sono state riscontrate in 14 persone rientrate dal Giappone. Lo rende noto il Ministero della Salute che ribadisce, comunque, che non esistono danni per la salute. Ad oggi, riferisce, hanno effettuato controlli 23 persone, di cui 3 in Lombardia, presso l’ospedale Niguarda Cà Grande di Milano e 20 in Toscana di cui 14 presso l’Azienda Ospedaliera Careggi di Firenze e 6 presso l’Azienda Ospedaliera di Pisa. Tutti i soggetti controllati sono risultati negativi all’esame radiometrico esterno per la rilevazione di contaminazione cutanea o tiroidea. In 14 delle persone esaminate, 11 in Toscana e 3 in Lombardia, sono state rilevate lievi tracce di iodio 131 nelle urine, da mettere probabilmente in correlazione con l’incidente nucleare. Questo lieve aumento è comunque inferiore al limite della normale esposizione ambientale consentita e quindi si escludono rischi per la salute. L’esame, precisa il Ministero, è stato eseguito con strumenti di ultima generazione ad altissima sensibilità che registrano anche quantità infinitesimali di radioattività. Il Ministro della Salute ringrazia per la fattiva collaborazione le Regioni e le Province autonome, in modo particolare il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e l’Assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’Assessore toscano alla Sanità Daniela Scaramuccia per aver organizzato tempestivamente i controlli in modo da dare risposta immediata ai cittadini rientrati dal Giappone. Attualmente sono attivi 23 centri ospedalieri in dieci Regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Toscana, Valle d’Aosta, Emilia Romagna e Sardegna (l’elenco, in costante aggiornamento, è consultabile nel portale internet del Ministero www.salute.gov.it). OSPEDALE FIRENZE, IN 11 POSITIVI IODIO 131 SOTTO 40 BECQUEREL(ASCA) – Firenze, 18 marzo – Gli 11 soggetti trovati positivi a Firenze “mostrano piccole tracce di iodio 131, con valori non superiori a 40 Becquerel”. Lo afferma il dottor Cesare Gori, direttore della Fisica sanitaria di Careggi. I controlli a Firenze e Pisa sono stati disposti dalla Commissione regionale per la prevenzione dei rischi da radiazioni ionizzanti che ha stabilito un protocollo secondo cui gli utenti devono essere presi in carico dalla struttura operativa individuata dall direzione sanitaria. Oltre alla anamnesi individuale, devono essere annotati su un’apposita scheda anche la zona del Giappone da cui provengono (in particolare la distanza da Fukushima) e il periodo di soggiorno. Prima l’utente sarà sottoposto ad una misurazione strumentale esterna per ricercare la presenza di un’eventuale emissione di radiazioni. Poi all’utente viene consigliata la raccolta di urine delle 24 ore, previa acquisizione di consenso informato. A coloro che aderiscono viene consegnato il contenitore per la raccolta, con le indicazioni su come consegnare il campione e come ritirare il referto. Sul campione di urine viene effettuata la ricerca dello Iodio 131 e del Cesio 137.

AGENZIA NUCLEARE ALZA A 5 LIVELLO ALLARME FUKUSHIMA

FREDDO E GELO, DIFFICILI GLI AIUTI. 430MILA SENZA TETTO(ASCA) – Neve e freddo continuano a rendere molto difficoltose le operazioni di aiuto alla popolazione colpita dal violento terremoto e dal conseguente tsunami in Giappone. L’ultimo bollettino diffuso dall’OCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs) fotografa una situazione apocalittica con 5.178 vittime accertate e 2.285 feriti e 8.913 dispersi, oltre 23mila persone ancora isolate nelle zone più colpite nel nord est del Paese e più di 430mila senza tetto che hanno trovato rifugio nelle apposite strutture di evacuazione allestite dal Governo. Grandi quantità di aiuti stanno arrivando da tutto il mondo, ma raggiungere chi ha bisogno è difficile per la distruzione del territorio portata dal terremoto ma anche dall’onda alta ben 15 metri (oltre il doppio di quanto inizialmente riportato) che ha colpito la zona di Miyagi. Al momento sono state ripristinate 18 grandi strade, 5 aeroporti e 6 porti ed è da qui che si cerca di far affluire gli aiuti, malgrado la scarsità di carburante. Secondo quanto riferiscono le fonti governative, anche la situazione sanitaria è gravissima: mancano farmaci e presidi sanitari, stufe, ma soprattutto manca l’acqua pulita. Già 14 persone evacuate dagli ospedali, sono decedute, in gran parte anziani, e molti si stanno ammalando nei centri a causa del freddo intenso e della scarsa igiene. Intanto si lavora alacremente per ripristinare i servizi base: si calcola che circa 451mila persone siano senza elettricità, ma erano 600mila solo ieri, e approssimativamente 2 milioni e mezzo di famiglie non hanno accesso all’acqua. Oggi un elicottero USA ha tentato una ricognizione sulla zona colpita dallo tsunami per valutare i danni, ma dopo un controllo sulla piccola città di Oarai, nella prefettira di Ibaraki, è dovuto rientrare per il maltempo. BILANCIO VITTIME, 14.650 TRA MORTI E DISPERSI(ASCA-AFP) – Tokyo, 17 marzo

– E salito a 14.650 il numero dei morti e dispersi del devastante terremoto e dello tsunami che hanno colpito il Giappone. A renderlo noto la polizia. Sono 5.321 i morti e 9.329 i dispersi del duplice disastro che ha messo in ginocchio il Paese nipponico. Almeno 2.383 le persone rimaste ferite. Il bilancio, però, è destinato ad aggravarsi ulteriormente. Il sindaco della città di Ishinomaki ha detto che il numero dei dispersi potrebbe salire a quota 10 mila nella sola devastata prefettura di Miyagi, scrive l’agenzia Kyodo News.

AL VIA CONTROLLI RADIOATTIVITÀ SU CIBO(ASCA-AFP) – Tokyo, 17 marzo – Il Giappone ha avviato i controlli dei livelli di radioattività sui prodotti alimentari a seguito degli incidenti avvenuti nella centrale nucleare di Fukushima dopo il sisma e lo tsunami dell’11 marzo. è la prima volta che il Paese nipponico ha fissato dei limiti radioattivi sui propri prodotti alimentari, ha spiegato una fonte ufficiale del ministero della Salute. I limiti fanno parte di un programma anti-disastro preparato in precedenza dalla commissione del governo che si occupa di sicurezza atomica. Tali limiti variano a seconda del tipo di cibo e sono stati stabiliti secondo i livelli accettati internazionalmente e secondo le caratteristiche della dieta giapponese. L’Unione Europea ha raccomandato ai Paesi membri di misurare il livello di radioattività dei prodotti alimentari importati da Tokyo. Stessa misura verrà intrapresa da diverse nazioni asiatiche. USA, LIVELLI «ESTREMAMENTE ALTI» DI RADIAZIONE IN REATTORE 4(ASCA-AFP) – Washington, 17 marzo – I livelli di radiazione sono “estremamente alti” nel reattore 4 della centrale atomica di Fukushima, nel Giappone devastato dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo. L’allarme è stato lanciato da Gregory Jaczko, capo della Nrc, la Nuclear Regulatory Commission, l’ente nucleare americano. Gli Usa hanno inoltre avvisato i cittadini che vivono a 50 miglia (80 chilometri) dalla centrale di evacuare o trovare immediatamente rifugio altrove. “Crediamo che non ci sia più acqua nella piscina del reattore 4 della centrale di Fukushima e che il sistema secondario di contenimento sia andato distrutto. A questo punto – ha detto Jaczko nel corso di un’audizione alla Commissione Energia e Commercio della Camera Usa – pensiamo che il livello di radiazioni sia estremamente alto. Sembra impossibile prendere misure adeguate a risolvere il problema”. L’ambasciata americana a Tokyo, in una nota, ha “raccomandato, per precauzione, ai cittadini americani che vivono entro un raggio di 80 chilometri dalla centrale di Fukushima di abbandonare l’area o, se impossibilitati a farlo, di trovare al più presto rifugio in posti chiusi”. CARITAS: PRONTI A LAVORARE A FIANCO DEL GOVERNORoma (Agenzia Fides ) – La Caritas del Giappone, con il sostegno del network della Caritas Internationalis, è pronta a lavorare a fianco del governo giapponese per l’emergenza e la riabilitazione delle popolazioni colpite dal terremoto e dallo tsunami: è quanto dichiara all’Agenzia Fides p. Bonnie Mendes, Direttore del Dipartimento Asia di Caritas Internationalis, che da Bangkok sta svolgendo un ruolo di coordinamento fra il Giappone, il network internazionale e gli uffici centrali. “L’opera della Caritas in Giappone – spiega a Fides – per ora è quella di prepararsi e attrezzarsi per rispondere alle necessità che il governo solleverà nel campo degli aiuti umanitari. Per questo abbiamo istituito un Centro di Emergenza a Sendai. Le operazioni di soccorso sono condotte da personale della protezione civile nipponica, altamente specializzato, a livello di risorse e tecnologie. Dunque, in questo caso, dove il disastro ha colpito una società molto ben organizzata, non occorrono volontari armati solo di buona volontà, ma servono aiuti mirati. La Caritas è una delle organizzazioni che, se chiamate in causa, saranno pronte a entrare in campo per cogestire l’emergenza”. P. Mendes rimarca, infatti, anche “il problema della possibile contaminazione nucleare, che impone massima prudenza e personale specializzato anche fra i soccorritori”. “Il nostro lavoro – puntualizza il Direttore di Caritas Asia – si farà più utile, ampio e intenso nella seconda fase, quella della riabilitazione post-emergenza. Allora ci sarà da profondere il massimo sforzo”. P. Mendes si dice “molto incoraggiato dalla risposta che giunge dai paesi asiatici: hanno raccolto fondi le Caritas di Singapore, Macao, Taiwan e anche di Myanmar e Vietnam, paesi molto poveri e con difficoltà interne. Molto attiva risulta la Caritas Corea che, con altri gruppi cristiani, si sta attivando per sostenere con risorse umane e tecnologiche la Caritas giapponese. Anche in India e Pakistan le comunità cattoliche hanno avviato collette e stanno accompagnando il popolo giapponese con la preghiera. E’ una grande manifestazione di solidarietà che ci conforta molto”. Sull’atteggiamento che oggi vivono i cattolici e tutto il popolo giapponese, p. Mendes cita le parole del salmo 50: “Un cuore contrito e affranto, tu o Dio non disprezzi”. “Sono certo – conclude – che il Signore accoglierà il grido e le preghiere di questo popolo provato dalla sofferenza”. La solidarietà della Caritas: ecco come contribuireTerremoto in Giappone, 1700 morti e 10 mila dispersi