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LIBIA: OLIVERO (ACLI), NO A BOMBE ITALIANE. SÌ AD APERTURA CORRIDOI UMANITARI

Parole chiave: libia (322), africa (788), acli (111)

Il via libera ai bombardamenti italiani in Libia annunciato dal presidente del Consiglio trova contrarie le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani. “Da ex potenza coloniale dovremmo avere maggior cautela a intraprendere direttamente operazioni militari dopo gli eccidi compiuti nel secolo scorso”, spiega il presidente nazionale Andrea Olivero, secondo il quale l'Italia dovrebbe semmai impegnarsi “con maggiore generosità nell'accoglienza dei profughi, manifestando concreta amicizia al popolo libico. Un compito non meno gravoso che lanciare dal cielo bombe che intelligenti non sono mai”. “Né ci tranquillizza – aggiunge Olivero – la promessa che i nostri saranno bombardamenti ‘mirati'”. Per il presidente delle Acli “l'impegno militare italiano sarebbe invece accettabile per l'apertura di corridoi umanitari”. “Da tempo – afferma Olivero - chiediamo con altre organizzazioni un intervento urgente per la protezione e l'evacuazione dei rifugiati provenienti dall'Africa Sub-Sahariana, in particolare dal Corno d'Africa, che si trovano intrappolati in Libia e minacciati da tutte le parti in conflitto, così come per quelli che hanno già raggiunto il confine Libico-Tunisino e che non hanno possibilità di ottenere una effettiva protezione in Tunisia”. (Sir)

LIBIA: OLIVERO (ACLI), NO A BOMBE ITALIANE. SÌ AD APERTURA CORRIDOI UMANITARI
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