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Migranti: al via campagna «Voci di confine», per cambiare in positivo la narrazione sulle migrazioni

Prende il via oggi in tutta Italia, soprattutto attraverso la radio e il web, la campagna di comunicazione «Voci di confine. La migrazione è una bella storia», per cambiare la narrazione sulle migrazioni e raccontare storie, dati e fatti positivi.

Percorsi: Immigrati - Italia
Manifesto dell'iniziativa

Si tratta di un progetto realizzato da una rete di organizzazioni ed enti locali, di cui è capofila Amref Health Africa, finanziato dall'Agenzia italiana cooperazione allo sviluppo. L'obiettivo è raggiungere 4 milioni di contatti da oggi fino al 19 maggio 2018, dimostrando che «il fenomeno migratorio rappresenta una grande opportunità di sviluppo e arricchimento della nostra società».

Alcuni esempi? Grazie ai dati del Centro studi e ricerche Idos si ricorda che in Italia sono almeno 570mila le aziende italiane guidate da migranti, il 9,4% di tutte le aziende registrate. Nell'approfondimento dedicato alle entrate e alle spese finanziarie legate alla migrazione, si afferma che il «risultato è a favore delle casse pubbliche: più di 2 miliardi di euro solo nel 2015». Inoltre, i lavoratori immigrati versano ogni anno 9 miliardi di contributi previdenziali, un apporto essenziale per il sistema pensionistico italiano. 

Accanto all'aspetto economico, «Voci di confine» racconta la realtà sociale, con dati su razzismo, religioni, corridoi umanitari, seconde generazioni, minori stranieri non accompagnati, criminalità, ecc.. Tra i temi, oltre a quello del lavoro degli immigrati, la campagna toccherà anche il tema dell'amore e dei matrimoni misti, che sono circa il 10% del totale delle unioni nel nostro Paese, variando tra i 20 e 17mila celebrati ogni anno.

La campagna racconterà, soprattutto via radio, storie positive di migrazione: da una chef peruviana che usa materie prime italiane d'eccellenza ad un parroco pugliese che ha scelto di sottotitolare le sue omelie per farle seguire ai migranti accolti nel paese. Dalla storia d'amore da cui è nata la graphic novel «La sposa yemenita», fino alla storia di Leonart, ribattezzato «Leonart Mani di forbice» perché la sua arte è scolpire siepi per abbellire parchi e giardini. Vi sono poi video da alcuni Paesi africani. Secondo le stime fornite da Idos l'Africa risulta - paradossalmente  - il continente con la più bassa percentuale di migranti internazionali nel mondo (13,4%).

Fonte: Sir
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