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Suicidio assistito: per la Corte Costituzionale in certi casi può essere “non punibile”. Medici cattolici: “Pronti a fare obiezione di coscienza”

La Corte Costituzionale era chiamata a decidere sulla compatibilità con la Costituzione dell’articolo 580 del codice penale che punisce l’aiuto e l’istigazione al suicidio con la reclusione fino a 12 anni. In attesa di un “indispensabile intervento del legislatore”, la Corte Costituzionale ha “subordinato la non punibilità al rispetto delle modalità previste dalla normativa sul consenso informato, sulle cure palliative e sulla sedazione profonda continua (articoli 1 e 2 della legge 219/2017) e alla verifica sia delle condizioni richieste che delle modalità di esecuzione da parte di una struttura pubblica del Ssn, sentito il parere del comitato etico territorialmente competente”.

La Corte costituzionale ha previsto “specifiche condizioni e modalità procedimentali”, perchè l’aiuto al suicidio rientri nelle ipotesi non punibili, “per evitare rischi di abuso nei confronti di persone specialmente vulnerabili, come già sottolineato nell’ordinanza 207 del 2018”.Lo si legge in un comunicato della Consulta.

Intanto, il vicepresidente dell’Associazione medici cattolici italiani  (Amci), Giuseppe Battimelli, ha annunciato all’ANSA quale sarà la risposta dei camici bianchi iscritti all’associazione ad un’eventuale legge sulla materia. “Almeno 4mila medici cattolici sono pronti a fare obiezione di coscienza nel caso in cui, a seguito della pronuncia della Consulta, il Parlamento italiano legiferasse a favore del suicidio medicalmente assistito”. Ma “la grande maggioranza dei medici italiani – afferma Battimelli – è sulla nostra posizione”.