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Terremoto Centro Italia: Coldiretti, «70% di vendite in paesi svuotati». Agricoltori in piazza a Roma

«Nei paesi svuotati e con il turismo in lenta ripresa si registra ancora un crollo del 70% delle vendite che sta soffocando l'economia locale, a partire dagli agricoltori e gli allevatori che sono rimasti nonostante le difficoltà». Lo afferma un'analisi della Coldiretti in occasione dell'allestimento del più grande mercato degli agricoltori, dei pastori e degli allevatori terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo al Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo, a Roma, per fare un bilancio a due anni dalle scosse.

Villaggio della Coldiretti al Circo Massimo, a Roma

«Nelle zone terremotate è ancora lontano - sottolinea la Coldiretti - il ritorno alla normalità, dalle difficoltà abitative delle popolazioni locali ai problemi a far tornare i turisti, mentre si scontano i ritardi della ricostruzione». Il risultato è un «crollo delle vendite dei prodotti locali» che «gli agricoltori, a prezzo di mille difficoltà, sono comunque riusciti a salvare dalla macerie garantendo la continuità produttiva e, con essa, una speranza di ripresa in un territorio a prevalente economia agricola». In difficoltà sono stimate da Coldiretti 25mila aziende agricole e stalle censite nei 131 Comuni terremotati di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, dove «c'è una significativa presenza di allevamenti con oltre 100mila animali tra mucche, pecore e maiali, e un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo».

Per aiutare le aziende a risollevarsi, Coldiretti ricorda un'azione condotta negli ultimi due anni: la consegna gratuita di 565.260 litri di gasolio alle aziende agricole grazie all'impegno di Coldiretti, Consorzi agrari d'Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio cooperativo finanziario per lo sviluppo, senza alcun contributo pubblico. Sempre la Coldiretti assieme all'Associazione italiana allevatori e ai Consorzi agrari ha consegnato mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi.

«Gli agricoltori e gli allevatori terremotati - prosegue l'analisi di Coldiretti - hanno perso in due anni oltre mezzo miliardo di euro solo a causa del crollo delle produzioni e delle vendite senza contare i danni strutturali a stalle, case e fabbricati rurali». «Confrontando i dati del Pil agricolo pre-sisma nel 2015 con quelli dei due anni successivi, il crollo maggiore ha interessato - rileva Coldiretti - l'agricoltura umbra con la perdita secca complessiva di quasi 260 milioni di euro di valore delle produzioni. Nel Lazio sono stati ‘bruciati' 175 milioni di euro mentre nelle Marche il conto parla di 140 milioni di euro».

«Nel 2017 si è verificata una tiepida ripresa delle produzioni agricole rispetto all'annata precedente - aggiunge Coldiretti - ma la situazione è ancora lontana dal tornare alla normalità se si considera che il Pil agricolo è ancora complessivamente inferiore a quello del 2015, con punte del 13% in meno per l'Umbria e del 6% in meno per le Marche». Tra i settori più colpiti, segnala Coldiretti, quello dell'allevamento, dove «la produzione di latte è calata del 20% anche per la chiusura delle stalle, ma le difficoltà non hanno scoraggiato la maggioranza di agricoltori e allevatori che, a prezzo di mille difficoltà e sacrifici, non hanno abbandonato il territorio ferito e sono riusciti a garantire la produzione della maggior parte delle tipicità».

Fonte: Sir
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