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Migranti: Caritas, da Tunisi una contro-agenda euro-mediterranea in 4 punti

(dall’inviata Sir a Tunisi) - Una contro-agenda euro-mediterranea in quattro punti da proporre all’Unione europea in vista dell’imminente vertice del 25/26 giugno. Si chiude così il Migramed, meeting in corso a Tunisi dal 15 giugno per iniziativa di Caritas italiana, in collaborazione con Caritas internationalis e Caritas Europa. 

Si è dato il via ad una contro-agenda euro-mediterranea in quattro punti che sarà elaborata nei prossimi giorni: no ai campi profughi nei Paesi nordafricani e all’esternalizzazione delle frontiere; la quota di 40mila profughi da ripartire tra i 28 Paesi europei è «insufficiente» se paragonata a una media europea di circa 400mila richieste d’asilo l’anno, serve quindi una accoglienza più realistica; sì al reinsediamento (il cosiddetto «resettlement») dei profughi dai campi nei Paesi terzi (ad esempio i campi in Giordania e Libano dove sono accolti i siriani); ma soprattutto, sono necessari canali legali d’ingresso tramite visti e decreti flussi, «l’unico strumento per evitare migliaia di morti in mare e nel deserto».

Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana e di Caritas Europa, evidenzia la preoccupazione per la tragedia umanitaria che sta avvenendo nel Mediterraneo e nell’Africa sub-sahariana, che si scontra con l’atteggiamento di chiusura europeo. «Visto che l’Europa manca di visione e lungimiranza – precisa – proporremo una contro-agenda che tenga conto del contributo dei Paesi di origine e transito dei migranti e della tutela dei diritti umani». Forti critica ancora una volta tutte le misure di tipo emergenziale prese nei confronti di un fenomeno che non si sa e non si vuole governare: così le quote europee sono «una goccia nel mare», lo sgombero a Ventimiglia dimostra «il fallimento dell’Europa» e anche il cosiddetto «piano B» del governo italiano è praticamente inapplicabile. Stasera i 130 delegati Caritas visiteranno il museo del Bardo, dove è avvenuto l’attentato terroristico il 18 marzo scorso, con una commemorazione nel piazzale per ricordare le vittime e una messa in cattedrale.