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Benedetto XVI in Polonia: La roccia che regge la casa

Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa. “Tanto più in un cuore giovane c'è il grande anelito ad una casa propria, che sia solida, nella quale non soltanto si possa tornare con gioia, ma anche con gioia si possa accogliere ogni ospite che viene”. Sono le parole di Benedetto XVI ai giovani, sabato sera 27 maggio, nel parco di Błonie a Cracovia. Ragazzi e ragazze che sono cresciuti con Giovanni Paolo II, hanno affrontato ancora una volta il freddo e i disagi per ascoltare il successore di Pietro che li inviatava a costruire solidamente la propria vita, come la casa sulla roccia. Davvero, la casa è la metafora della vita.
DI MARCO DOLDI

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Benedetto XVI in Polonia: La roccia che regge la casa

di Marco Doldi
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa. “Tanto più in un cuore giovane c'è il grande anelito ad una casa propria, che sia solida, nella quale non soltanto si possa tornare con gioia, ma anche con gioia si possa accogliere ogni ospite che viene”. Sono le parole di Benedetto XVI ai giovani, sabato sera 27 maggio, nel parco di Błonie a Cracovia. Ragazzi e ragazze che sono cresciuti con Giovanni Paolo II, hanno affrontato ancora una volta il freddo e i disagi per ascoltare il successore di Pietro che li inviatava a costruire solidamente la propria vita, come la casa sulla roccia. Davvero, la casa è la metafora della vita.
Se ogni uomo ha il desiderio di una casa nella quale il pane quotidiano sia l'amore, il perdono, la necessità di comprensione, nella quale la verità sia la sorgente da cui sgorga la pace del cuore, “questa nostalgia non è che il desiderio di una vita piena, felice, riuscita”. Non si deve avere paura di questo desiderio! Non si può sfuggirlo! Non ci si deve scoraggiare per le case crollate, per desideri vanificati, per i legami vanificati.

Benedetto XVI è certo: “Dio Creatore, che infonde in un giovane cuore l'immenso desiderio della felicità, non lo abbandona poi nella faticosa costruzione di quella casa che si chiama vita”.

Come costruire la casa? Come impostare la propria vita? È la domanda che ogni giovane si pone, consapevole che la vita è proprio il bene maggiore affidatogli da Dio. “Costruire sulla roccia vuol dire prima di tutto costruire su Cristo e con Cristo. Non si tratta di ascoltare una persona qualunque, ma di ascoltare Gesù. Non si tratta di compiere una cosa qualsiasi, ma di compiere le parole di Gesù.
“Costruire su Cristo e con Cristo significa – ha detto il Papa - costruire su un fondamento che si chiama amore crocifisso”. Vuol dire costruire con Qualcuno che, conoscendoci meglio di noi stessi, ci dice: "Tu sei prezioso ai miei occhi, … sei degno di stima e io ti amo" (Is 43, 4). Vuol dire costruire con Qualcuno che è sempre fedele. Vuol dire costruire con Qualcuno che si china costantemente sul cuore ferito. Vuol dire costruire con Qualcuno, che dall'alto della croce stende le sue braccia. Costruire su Cristo vuol dire, infine, fondare sulla sua volontà tutti i propri desideri, le attese, i sogni, le ambizioni e tutti i propri progetti. “Amici miei, non abbiate paura di puntare su Cristo! Abbiate nostalgia di Cristo, come fondamento della vita! Accendete in voi il desiderio di costruire la vostra vita con Lui e per Lui! Perché non può perdere colui che punta tutto sull'amore crocifisso del Verbo incarnato”.
Costruire sulla roccia significa costruire su Cristo e con Cristo. “In cammino sulle strade della vita, forse a volte non siamo consapevoli della presenza di Gesù. Ma proprio questa presenza, viva e fedele, la presenza nell'opera della creazione, la presenza nella Parola di Dio e nell'Eucaristia, nella comunità dei credenti e in ogni uomo redento dal prezioso sangue di Cristo, questa presenza è la fonte inesauribile della forza umana. Gesù di Nazaret, Dio che si è fatto Uomo, sta accanto a noi nella buona e nella cattiva sorte e ha sete di questo legame, che è in realtà il fondamento dell'autentica umanità”.

Costruire sulla roccia significa anche costruire su Qualcuno che è stato rifiutato. Questo rifiuto di Gesù da parte degli uomini si protrae nella storia dell'umanità e giunge anche ai nostri tempi. “Non occorre una grande acutezza di mente – ha affermato il Papa - per scorgere le molteplici manifestazioni del rigetto di Gesù, anche lì dove Dio ci ha concesso di crescere. Più volte Gesù è ignorato, è deriso, è proclamato re del passato, ma non dell'oggi e tanto meno del domani, viene accantonato nel ripostiglio di questioni e di persone di cui non si dovrebbe parlare ad alta voce e in pubblico”.

Costruire sulla roccia vuol dire essere consapevoli che si avranno delle contrarietà. “Cristo non promette che su una casa in costruzione non cadrà mai un acquazzone, non promette che un'onda rovinosa non travolgerà ciò che per noi è più caro, non promette che venti impetuosi non porteranno via ciò che abbiamo costruito a volte a prezzo di enormi sacrifici”. Se un edificio costruito sulla roccia non equivale ad una costruzione sottratta al gioco delle forze naturali, iscritte nel mistero dell'uomo, però aver costruito sulla roccia significa poter contare sulla consapevolezza che nei momenti difficili c'è una forza sicura su cui fare affidamento. Essere saggi “significa sapere – ha concluso il Papa - che la solidità della casa dipende dalla scelta del fondamento”.

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