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Cinque anni fa la Laudato si': puntare su periferie, consapevolezza e intraprendenza

In questi giorni in cui si parla tanto delle ricette per la ripartenza economica ricordiamo anche il quinto anniversario della pubblicazione della Laudato Si’. I due temi portano in evidenza un virus troppo a lungo trascurato, quello della disuguaglianza. 

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Enciclica Laudato Si'

Se è infatti vero che negli ultimi trenta anni centinaia di milioni di persone sono uscite da situazioni di povertà estrema, e anche vero che troppi sono ancora i poveri e troppe le disuguaglianze. La ripartenza post-Covid19 sarà più efficace se sarà basata sulla lotta alle disuguaglianze e può farlo tenendo presenti tre parole chiave: periferie, consapevolezza e intraprendenza.

Periferie. Sono anni che papa Francesco ci esorta a guardare il mondo dal punto di vista delle periferie. Questa pandemia ha costretto anche noi italiani ad adottare (un po’ di più) questa prospettiva. Quando i mezzi militari trasportavano i defunti fuori da Bergamo, quando mancavano i posti in ospedale e i dispositivi medici, quando anche andare a fare la spesa era un problema, abbiamo provato – per alcuni è stata una novità assoluta, per altri purtroppo no – la vulnerabilità, l’impotenza e la disperazione che milioni di poveri nel mondo provano quotidianamente. E che oggi tocca anche un numero crescente di italiani. L’esperienza della periferia non ci porta solo ad essere più umili ed empatici, ad avere minori aspettative edonistiche, ad essere – banalizzando – più buoni e sensibili, almeno per un po’ di tempo. Ci serve soprattutto perché, come suggerito anche dal recente Sinodo sull’Amazzonia, molte delle soluzioni economiche e sociali per il futuro del mondo verranno non dal Nord, ma da quelle periferie in cui dobbiamo immedesimarci maggiormente. Il futuro auspicabile non sta nella fine della globalizzazione, né in neo-nazionalismi di stile autarchico, ma piuttosto in una nuova stagione di globalizzazione ispirata dalla prospettiva delle periferie, dallo sguardo proveniente dal Sud del mondo.

Consapevolezza. Avremmo fatto certo a meno di questa pandemia la cui entità ad oggi non è ancora possibile calcolare. Ma questa emergenza ci sta dando una opportunità unica di riflettere su ciò che nella nostra vita è veramente indispensabile, sia in termini di relazioni interpersonali, che di beni e servizi. Abbiamo anche avuto esperienza della pochezza dei nostri comportamenti opportunistici, giacché abbiamo toccato con mano che solo insieme ci possiamo salvare. Avere consapevolezza di tutto ciò e farne memoria il più a lungo possibile ci sarà molto utile. Sarà utile avere consapevolezza di quanto sia meglio mettere gli altri al centro delle nostre relazioni, delle nostre attenzioni, dei nostri pensieri. Chi fa vita di fraternità, di relazioni intense, di gratuità, già lo sa. Ma questa esperienza in queste settimane la hanno fatta tutti. Un patrimonio di consapevolezza.

Intraprendenza. Nei suoi scritti il papa cita spesso gli imprenditori e più in generale quelli che intraprendono. La ripartenza ha senz’altro bisogno delle politiche economiche europee, nazionali e regionali, ma dipenderà anche dall’iniziativa di queste persone. Già oggi esistono imprese piccole e grandi che vogliono costruire un mondo migliore; sono sane dal punto di vista economico-finanziario, creano occupazione e si prendano cura dei territori e delle persone, spesso anche di quelle più fragili, da altri considerate come scarti inutili. Deve però crescere il numero di queste imprese e deve svilupparsi anche un terzo settore intraprendente, sempre più di natura ibrida, con un’identità in via si trasformazione, anch’esso in grado di valorizzare asset e talenti presenti nella nostra società, come per esempio edifici inutilizzati, giovani con capacità di varia natura, nuove attività economiche, anche di prossimità.

Un mio amico imprenditore mi ha detto che oggi è un po’ come se tutti godessimo di un mega condono. Buoni e cattivi, evasori e non evasori, hanno adesso la possibilità di ripartire tutti insieme. Lo si deve fare consapevoli che tutto è connesso e che ci si salva solo tutti insieme. Focalizzarsi sulla sofferenza delle periferie e sulla lotta alle disuguaglianze è probabilmente il tema più importante per far ripartire l’economia e per concretizzare il dibattito che in questi cinque anni si è sviluppato a partire dalla Laudato Si’.

Fonte: Tog
Cinque anni fa la Laudato si': puntare su periferie, consapevolezza e intraprendenza
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