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A due mesi dalle alluvioni

Due mesi fa i nubifragi che colpirono la Lunigiana (25 ottobre 2011) e poi l'isola d'Elba (7 novembre 2011), causando morti e distruzione (210 milioni di euro i danni stimati finora). All'indomani della tragedia, è scattata l'ora della solidarietà, con, in prima fila la Chiesa, attraverso Caritas e i centri di ascolto, impegnati a mettere insieme generi di prima necessità. Le offerte raccolte nelle chiese della Toscana saranno destinate a sostenere i nuclei familiari più colpiti. Ecco il punto su ricostruzione e aiuti agli alluvionati

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A due mesi dalle alluvioni

Lunigiana, distribuiti  i primi aiuti alle famiglie
di Renato Bruschi

Venticinque ottobre 2011: una data che resterà incisa nella storia della comunità lunigianese. Quel pomeriggio un'eccezionale ondata di pioggia, ha provocato l'esondazione del fiume Magra. In poche ore il volto della cittadina di Aulla è stato sfregiato, interi paesi sono rimasti senza via di accesso, strade e ponti interrotti, centinaia di persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e due vite umane spezzate: Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi. All'indomani della tragedia, è scattata l'ora della solidarietà, con, in prima fila la Chiesa, attraverso Caritas e i centri di ascolto, impegnati a mettere insieme generi di prima necessità. Una mobilitazione generale, con migliaia di volontari tra cui gli «angeli del fango», giovani studenti che hanno portato in salvo i libri della biblioteca e dell'archivio storico del Comune. I vescovi della Toscana, di fronte alla tragedia, hanno indetto una colletta straordinaria per la raccolta di fondi da destinare alle vittime dell'alluvione: ad oggi sono oltre 100mila gli euro affluiti nelle casse della Caritas diocesana di Massa. Soldi che saranno donati esclusivamente alle persone e non saranno usati per la riparazione dei danni a cose o edifici sacri. Nei giorni precedenti il Natale è iniziata la prima distribuzione a cinquantacinque famiglie, comprese tra Aulla e Mulazzo: è l'inizio di una serie di interventi previsti, dopo l'emergenza delle prime settimane.

MESSA NELLA NOTTE DI NATALE. A distanza di due mesi dalla tragedia, il 25 dicembre, il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, monsignor Giovanni Santucci, in segno di vicinanza e solidarietà, ha voluto essere presente ad Aulla, per celebrare nell'abbazia di San Caprasio, la messa della Notte di Natale. Durante l'omelia, rivolgendosi ai fedeli ha detto, tra l'altro: «Ho ricevuto molte telefonate di persone che mi hanno chiesto di portare i loro saluti alla comunità di Aulla. Si sono fatte sentire le nostre suore del Lieto Messaggio che vivono nel Centro dell'Africa: stanno pregando per tutti voi». Proseguendo nel commento alle letture della Messa, ha aggiunto: «Durante la notte di Natale celebriamo l'Incarnazione del Verbo, la nascita di un bambino e l'inizio della salvezza, affinché un popolo smarrito e perduto possa ritrovare pace e gioia. Dobbiamo fare lo sforzo di trovare nel Natale qualcosa di nostro. È una tradizione antichissima quella della notte in cui si celebra la nascita di Gesù dobbiamo accostarci con felicità e libertà al presepe del Signore».

IL «GRAZIE» DEL PREFETTO. Alla celebrazione di Aulla hanno preso parte le autorità civili; presenti il sindaco Roberto Simoncini e il prefetto Giuseppe Merendino. Con il vescovo Santucci hanno concelebrato don Giovanni Perini e monsignor Antonio Vigo, parroco di Bigliolo, arrivato a piedi, insieme ad alcuni fedeli, per donare, con la sua comunità, un contributo economico agli aullesi. Al termine della Messa il prefetto Giuseppe Merendino ha ringraziato quanti si sono spesi per portare aiuto alle persone colpite dall'alluvione. «Ho constatato – ha detto – una efficace sinergia tra istituzioni e volontari, per la gestione dell'emergenza  ed ho apprezzato il lavoro di Carabinieri, Esercito, Polizia di Stato, Vigili del fuoco, Croce Rossa e tantissimi volontari. Il mio augurio va a tutti i cittadini che si sono rimboccati le maniche e stanno cercando di tornare alla vita normale».

NATALE FUORI CASA. Il Natale per gli sfollati è stato assai difficile. C'è chi è rimasto dai familiari o dagli amici, lontano dalla propria casa, perché ormai non gli è rimasto granché, e c'è chi ha dovuto arrangiarsi. Scaduto il mese di soggiorno in albergo o nelle strutture indicate dal Comune, ha dovuto decidere se tornare, sotto la propria responsabilità, nelle abitazioni giudicate, dalla commissione tecnica, «inagibili per motivi di sicurezza» oppure andare in affitto da qualche parte. I più giovani, rimboccandosi le maniche, hanno scelto la seconda prospettiva, ma per gli anziani, spesso invalidi, con la pensione minima, trovare una residenza è apparso, da subito, quasi impossibile. E così ben quindici famiglie hanno deciso di «riprendersi», a proprio rischio e pericolo, la casa dalla quale erano stati allontanati. «Dove potevano andare? – racconta un pensionato –. Non abbiamo trovato appartamenti ad Aulla e comunque gli affitti sono troppo elevati per noi. Abito qui da tredici anni e abbiamo visto molte alluvioni, ma non ci hanno  mai chiesto di andare via». Qualcuno ha fatto notare che la proposta del Comune di offrire monolocali in zone lontane dal centro, era irricevibile poiché creava difficoltà a chi non ha auto e o per nuclei familiare che ne possiedono solo una. «Non ho un lavoro - ci ha confidato una signora - l'affitto di un appartamento non lo posso pagare. Se in albergo non posso stare, le feste natalizie le trascorrerò a casa mia».

C'è chi ha saputo trarre motivi di speranza dalle difficoltà, inventandosi un presepe realizzato interamente con i «sassi del fiume Magra», quelli stessi che furono trascinati fuori dall'alveo dalla tracimazione dello scorso ottobre. Sarà il primo di una serie e servirà ad andare avanti, nella speranza che il nuovo anno porti a tutti serenità e la forza per ricominciare.

Si lavora sui fiumi. E ad Aulla riapre la scuola
Dopo il conto dei danni – quantificato in 160 milioni di euro – ora si lavora sul fronte della ricostruzione. Nei giorni corsi si sono radunati ad Aulla esperti e tecnici per mettere mano al piano degli interventi più urgenti. «Tante le priorità nell'agenda dei lavori», sottolinea Maria Sargentini, responsabile del settore regionale della Protezione civile. In primis: la costruzione di un «guado» sul torrente Mangiola, sotto il paese di Mulazzo. Dovrebbe essere terminato entro marzo, così da permettere l'inizio dei lavori sulla strada per Montereggio e Parana. E resterà l'unico passaggio fruibile fino alla consegna del nuovo ponte. «Per quanto riguarda il fiume Magra – ha precisato la Sargentini – le zone con materiale in eccesso non sono così diffuse, e pertanto interverremo solo in quei punti con lavori di risagomatura degli argini e taglio della vegetazione». Secondo il commissario Enrico Rossi la Regione sarà l'ente attuatore degli interventi non solo sul Magra ma anche sugli altri torrenti e sarà coadiuvata dalla nuova «Unione dei comuni», nata dalle ceneri della Comunità Montana.

«Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra la manutenzione e il ripristino corretto dei sedimenti – hanno detto Giovanni Massini e Francesco Gabellini, esperti che con il loro staff si occuperanno del fiume – non c'è un progetto relativo a tutto il corso del Magra, opereremo a stralci, prima sulle criticità. L'asportazione dei detriti non è l'unica soluzione possibile, bisogna farlo con accuratezza e in modo equilibrato, altrimenti si può verificare il processo opposto, quello dell'erosione. Stiamo studiando l'intero corso dei fiumi per poter agire al meglio». Infine Maria Sargentini ha annunciato che per tutti i Comuni della Lunigiana ci sarà un unico piano di Protezione civile, che tenga conto degli elementi di criticità e che la Regione Liguria e la Regione Toscana hanno dato vita a un documento congiunto per accedere a fondi europei e così rimpinguare il settore degli stanziamenti – per ora solo 90 milioni – al fine di affrontare «il dopo» della tragica alluvione dello scorso ottobre. Nel frattempo ad Aulla il sindaco Simoncini, ha consegnato, al dirigente scolastico Paola Speranza, le chiavi della scuola prefabbricata situata nell'ex area ferroviaria dove gli alunni entreranno dopo le vacanze.

E la Fondazione «Città del Libro di Pontremoli» ha chiesto alle case editrici italiane di donare libri per ricostituire la biblioteca comunale. Il presidente Giuseppe Benelli si sta impegnando per ottenere dagli editori risposte positive in tal senso. Anche la Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi e l'Accademia Cappellini della Spezia faranno dono delle collezioni complete dell'Archivio (pubblicazione annuale del sodalizio) e delle Memorie. Il presidente dell'Associazione italiana editori Marco Polillo ha promesso di intervenire anche presso i piccoli editori per avere forniture di libri.

La Biblioteca di Aulla riceverà anche tutte le pubblicazioni dell'Associazione Culturale «Manfredo Giuliani» di Villafranca, un patrimonio di conoscenze concentrato in ben trentanove volumi di «Studi Lunigianesi», quattro monografie, sette Quaderni dell'Associazione, due Quaderni della memoria con dodici altri studi che hanno impegnato oltre cento autori. Un impegno notevole soprattutto, sul piano dell'assistenza legale e per individuare modalità di intervento, viene poi assicurato dal «Comitato Rinascita Aulla e Lunigiana» che nelle ultime settimane ha avanzato proposte su come agevolare famiglie ed imprese, dal punto di vita fiscale,  per una rapida ripresa della vita normale.

Isola d'Elba, gara di solidarietà ma anche tanta voglia di capire
Il 7 novembre scorso, il versante occidentale dell'Elba veniva colpito da una bomba d'acqua. A farne le spese soprattutto Marina di Campo, l'apprezzata e frequentata frazione del comune di Campo nell'Elba. Un fiume di acqua, fango e detriti travolgeva ogni ostacolo sul cammino verso il mare, invadendo case, negozi, uffici e garage. Una persona anziana è stata trovata morta in casa, forse a seguito di una caduta. Decine sono state salvate dalla furia delle acque, grazie soprattutto ai soccorsi con piccole imbarcazioni.

Immediato l'intervento della protezione civile elbana, a cui si sono aggiunti operatori provenienti dalla Toscana, alcuni dei quali da poco rientrati da Aulla o Genova. Centinaia e centinaia i volontari, quelli organizzati prima di tutto, ma anche parenti, amici, conoscenti e tantissimi giovani. In prima fila gli studenti delle scuole superiori, veri protagonisti, all'Elba come qualche giorno prima nella Lunigiana e in Liguria. E importante anche qui il ruolo svolto dai social network, a cominciare da facebook.
Queste festività di Natale hanno rappresentato un primo banco di prova della volontà di ripresa. I danni sono stati ingenti, sia pubblici che privati (richiesti quasi 50 milioni di risarcimenti). Gli abitanti si sono subito messi all'opera, non piangendosi addosso e rafforzati dalla solidarietà ricevuta. Pubblici esercizi e negozi aperti hanno testimoniato la ripartenza di una intera comunità che è consapevole che la vera sfida è la stagione estiva, che prenderà il via con le vacanze pasquali. Perciò è soprattutto necessario ripristinare la spiaggia e il lungomare, vanto dei campesi e punto di riferimento dei turisti.

Subito dopo l'alluvione, si è immediatamente intuito che la solidarietà sarebbe stata grande. Nel mese di dicembre, non c'è stata una sola iniziativa elbana (di scuole di ogni grado, associazioni culturali, sportive e ricreative, artisti, parrocchie e comitati) che non fosse orientata a raccogliere fondi in favore della popolazione colpita dall'evento. Solidarietà a cui ha partecipato anche la comunità cristiana con la giornata regionale di raccolta di fondi, gestiti poi attraverso la Caritas.

Ma c'è anche la voglia di capire e così, per esempio, gli studenti liceali hanno organizzato un'affollata assemblea invitando alcuni tecnici, dei quali hanno ascoltato le articolate analisi che sono state integrate dalle testimonianze degli studenti sulla vicinanza alle famiglie colpite, spalando fango, ripulendo case e negozi, distribuendo generi di prima necessità, ravvivando il morale con il proprio entusiasmo.

Si è discusso e si discuterà ancora sulle cause del disastro. Eccezionalità delle piogge, stato dei fossi e del territorio, incidenza delle costruzioni: forse un po' tutto questo. Però, voce quasi unanime è stata il richiamo all'urgenza della ricostruzione e della ripartenza, lasciando ad altri la ricerca di spiegazioni (la stessa magistratura ha avviato un'inchiesta).

Ora è importante insistere nella messa in sicurezza dei fossi e dell'intero reticolo idraulico, già oggetto di intervento dopo l'alluvione di nove anni fa. Un'opera di sistemazione, a forte valenza preventiva, a cui stanno lavorando gli enti competenti. Decisivo è l'intervento della Regione (ha stanziato 5 milioni di euro) a cui si aggiunge quello del Governo nazionale che ha riconosciuto lo stato di calamità naturale (sono stati richiesti 40 milioni di euro per i danni).

Intanto, il Comune ha ufficialmente aperto il primo cantiere riguardante un tratto di 600 metri del lungomare. Vanno Segnini è il sindaco di Campo nell'Elba. Dice: «In questo modo abbiamo tenuto fede agli impegni presi con la cittadinanza, cominciando subito con questi lavori sul lungomare che costituiscono il segno più tangibile che intendiamo riportare il paese alla normalità». 170mila euro per il completo rifacimento della  passeggiata (manto stradale, marciapiede, muretto di separazione con la spiaggia, impianto di illuminazione della zona e risistemazione del verde pubblico). Altri 100mila euro stanziati per i lavori urgenti alla passeggiata di Cavoli, altro rinomato centro del campese. E dopo le festività natalizie, altri lavori interesseranno il centro abitato, in attesa di quelli che faranno Regione e Provincia.

r.r.

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