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Costa Concordia: Gabrielli, 31 gennaio 2013 fine stato emergenziale

Entro quella data verrà individuata l'amministrazione ordinariamente competente a livello statale che garantirà che le operazioni per la rimozione della nave vengano portate a compimento secondo i programmi previsti. Circoscritta la fuoriuscita di materiale oleoso dal relitto

Parole chiave: naufragio concordia (144), giglio (91)

(ASCA) - Lo stato emergenziale per il naufragio della Costa Concordia terminerà il 31 gennaio 2013. Lo ha comunicato il commissario delegato Franco Gabrielli, ieri, incontrando la popolazione dell'Isola del Giglio. Entro quella data, informa in una nota la struttura commissariale, verrà individuata l'amministrazione ordinariamente competente a livello statale che, operando a stretto contatto con la Regione e con il coinvolgimento di Provincia e Comune, garantirà che le operazioni per la rimozione della nave vengano portate a compimento secondo i programmi previsti. ''Il Commissario Delegato - conclude la nota - infine ha espresso grande apprezzamento per l'importante impegno dell'Osservatorio e rinnovata fiducia nell'operato e nelle competenze delle aziende coinvolte nel progetto''.

Gli operatori del consorzio Micoperi-Titan hanno circoscritto la fuoriuscita di materiale oleoso apparso nella giornata di ieri a pochi metri al largo della Costa Concordia, a seguito della forte mareggiata che ha colpito l'Isola del Giglio nei giorni scorsi. Sono in corso le analisi sui campioni prelevati, all'esito delle quali saranno assunte le necessarie determinazioni. Lo comunica la struttura del Commissario delegato per la rimozione della Concordia, d'intesa con l'Osservatorio per il monitoraggio della nave e con Costa Crociere.

Nella mattinata di ieri, infatti, appena verificatasi la fuoriuscita, informa la struttura commissariale, il consorzio ha attivato il piano di intervento previsto per la salvaguardia dell'ambiente, con personale e mezzi dedicati: è stata immediatamente circoscritta la zona interessata attraverso l'utilizzo di panne d'altura e di panne assorbenti, così come sono stati posizionati i mezzi skimmer necessari per recuperare il materiale fuoriuscito all'interno dell'area interessata. A ciò si affiancano le immersioni svolte da parte degli operatori sub allo scopo di individuare la causa dello sversamento. Sebbene le strumentazioni abbiano registrato dei movimenti - in corso di verifica da parte degli ingegneri e degli esperti delle società Micoperi-Titan e probabilmente legati alla deformazione dello scafo - la forte mareggiata di questi giorni ha, inoltre, dimostrato la capacita' del relitto di non subire spostamenti di scivolamento, effetto ottenuto anche grazie alla messa in sicurezza del relitto completata nella giornata di ieri.

Fonte: Ansa
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