Toscana
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Dal n. 16 del 25 aprile 2004

Csi: obiettivo strade, oratori e scuole

Oratori parrocchiali, scuole e strade: saranno questi i luoghi privilegiati in cui il Centro sportivo italiano intende, per il prossimo futuro, promuovere attività. Delle linee strategiche dell'associazione che verrà , si parlerà nella prossima assemblea regionale elettiva in programma domenica 25 aprile a Montepulciano (sala del Palazzo del Capitano, Piazza Grande). Con Marcello Tognoni, presidente uscente (non potrà più essere confermato per limite di mandati), ne anticipiamo i contenuti.
DI ANDREA BERNARDINI

di Andrea Bernardini
Oratori parrocchiali, scuole e strade: saranno questi i luoghi privilegiati in cui il Centro sportivo italiano intende, per il prossimo futuro, promuovere attività. Delle linee strategiche dell'associazione che verrà , si parlerà nella prossima assemblea regionale elettiva in programma domenica 25 aprile a Montepulciano (sala del Palazzo del Capitano, Piazza Grande). Con Marcello Tognoni, presidente uscente (non potrà più essere confermato per limite di mandati), ne anticipiamo i contenuti.

Presidente, quali scelte associative per il Csi per il prossimo futuro?

«L'impegno a porre al centro la funzione educativa dello sport: noi rifiutiamo lo sport “di consumo” e crediamo che questo possa dare ricchezza e spessore umano, oltre che tecnico, ai praticanti. Vede, di fronte a dinamiche sociali come la crisi della famiglia, l'imposizione di modelli televisivi, è sempre più difficile lavorare per educare: occorre la pazienza di chi ha idee chiare, coraggio ed ostinazione. La pazienza di educare con lo sport, insomma».
Quale valore dà il Csi alla società sportiva?
«La società sportiva è un luogo di relazioni umane privilegiate, spesso l'unico luogo dove i giovani sperimentano emozioni, impegni, regole, assunzioni di responsabilità altrimenti non vissute. Noi facciamo il tifo per quelle società sportive capaci di dare una possibilità concreta di accoglienza, di integrare, far crescere il senso etico della vita e dell'inclusione sociale».

Quali sono gli ambiti privilegiati in cui intende investire l'associazione?

«La parrocchia, promuovendo i circoli culturali sportivi parrocchiali; la scuola, grazie ad iniziative congiunte e attraverso i circoli giovanili di studenti; infine la strada, intesa come simbolo di tutte le marginalità. L'attività sportiva deve trovare spazi nuovi di ricerca, di progettualità autentica e non di facciata».

Cosa chiede il Csi ai suoi operatori?

«Di essere ispirati da passione e competenza. Educare è una questione di cuore, ma è anche una questione di competenza che dà vita alla passione di fare, con la risorsa del volontariato che è sostenuto e valorizzato nelle motivazioni e formato attraverso tappe esigenti di preparazione».

Uno sguardo ai rapporti istituzionali…

«Con la Chiesa, in particolare con i vescovi, vi sono contatti, pur non frequentissimi, di spessore, essendo evidente la stima riferita alla nostra associazione nei diversi momenti ed attività. Con il Coni e le federazioni non sono in essere particolari impegni, mancando protocolli nazionale».

Con quale stato d'animo lascia la presidenza dell'associazione?

«Il momento del congedo rende ancor più forte il senso di gratitudine verso chi è stato assiduo e premuroso compagno di viaggio, viaggio faticoso e splendido nella generosità del servizio gratuito e continuo. La presidenza ha offerto il proprio appassionato lavoro e presenta una associazione viva, che sa scegliere ed operare. Abbiamo davanti il disagio diffuso nella società e soprattutto nei giovani, il malessere sociale, gli allarmi per la sicurezza sociale, le grandi questioni etiche che assillano le famiglie e i cittadini: temi importanti che sollecitano anche il nostro forte contributo per offrire alla società uno sport ricco di educazione, portatore di solidarietà e pulizia, preziosa esperienza di maturazione dei giovani. Il Csi non si sottrae al compito, non si nasconde nel proprio “privato” ma è determinato a mettersi in gioco perché continui la sua lunga stagione di testimonianza per uno sport veramente educativo».

La scheda
35 mila tesserati
in Toscana
Sono oltre 35 mila i tesserati ai vari comitati provinciali del Csi in Toscana. Provengono per lo più da Prato (8770), Pisa (5658), Lucca (5516) e Firenze (4236). Di questi 2764 non sono atleti, per cui, a conti fatti, gli atleti del Csi sono 26173, più maschi (15.253) che femmine (10.290). Il Csi conta 610 società sportive, 150 del solo comitato di Prato, 128 di Pisa, 78 di Lucca e ben 49 del comitato di Volterra. Numeri che fanno parlare di una associazione in discreta salute, anche perché in quasi tutti i comitati provinciali il numero dei tesserati è cresciuto nell'ultima stagione sportiva.

L'assemblea regionale di Montepulciano sarà chiamata ad eleggere il nuovo presidente (candidato unico è il pratese Pier Paolo Barni, una vita vissuta all'interno dell'associazione, un presente da consigliere nazionale) ed il nuovo consiglio. Ai partecipanti al congresso la lettera dei consulenti ecclesiastici, che ricordano a tutti alcuni punti salienti del patto associativo del Csi: la persona umana, soggetto e fine dell'attività dell'associazione, il senso di appartenenza alla Chiesa, la scelta educativa, l'attribuzione di un profondo valore etico al servizio di promozione sportiva.

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