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Da Coldiretti Toscana gli auguri di buon lavoro al nuovo Consiglio regionale. Ora istituire assessorato regionale

Da Coldiretti Toscana gli auguri di buon lavoro al nuovo consiglio regionale, presieduto da Antonio Mazzeo, neo eletto dalla massima assise regionale che ha, assieme alla squadra di Governo e al presidente della Giunta Giani, il compito ambizioso di riportare l’agricoltura al centro dell’agenda programmatica, attraverso l’istituzione dell’Assessorato regionale dell’Agroalimentare.

Consiglio regionale

È quanto afferma Coldiretti Toscana, in occasione della riunione del Consiglio Regionale tenutosi oggi, ribadendo la necessità di un cambio di passo per l’agricoltura regionale, alle prese con gli effetti della pandemia da Covid sull’economia agricola e agroalimentare.

“In 10 anni la mancanza di visione strategica ha portato all’abbandono del 6% della terra e ad un crollo della produttività in media del 23%, dal -8% del vino al -15% dell’allevamento di ovini, fino al - 47% per l’olio. E’ indispensabile l’istituzione dell’Assessorato regionale dell’Agroalimentare, centrale nello sviluppo e nell’identità del sistema Toscana per rafforzare la filiera agroalimentare Made in Toscana dal campo alla tavola, un assessorato con una trasversalità di deleghe, capace di mettere in atto e finanziare politiche incentivanti non solo per i singoli settori ma anche tra i singoli settori, dalla produzione alla trasformazione, dalle attività economiche e produttive di filiera al turismo, fino alla grande distribuzione”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

Il valore aggiunto di agricoltura e agroalimentare è pari a 3,5 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi (pari al 65%) prodotti dalla sola agricoltura, con l’export regionale del Made in Toscana che supera i  2,5 miliardi, un patrimonio da promuovere – aggiunge Coldiretti Toscana - anche attraverso il ricambio generazione in agricoltura, realizzando modelli agricoli sostenibili ed inclusivi, creando filiere corte e lunghe.

“Sono alcuni degli obiettivi di una politica agricola moderna attenta alle esigenze dei giovani, per cui chiediamo – insiste il presidente Filippi - un impianto normativo che sostenga la vendita diretta dei prodotti agricoli, i distretti del cibo, l’agricoltura sociale, il contenimento del consumo di suolo agricolo e il coordinamento delle attività di valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale e agroalimentare dei Comuni attraverso l’istituzione di marchi collettivi e di certificazione”.

L’emergenza Covid-19 ha aggravato un bilancio fortemente negativo – aggiunge Coldiretti Toscana - incidendo su un tessuto imprenditoriale agroalimentare già fragile, erodendo liquidità per resistere e ripartire. In Toscana il fatturato è diminuito di oltre 37% rispetto all’anno precedente, una perdita secca superiore al dato nazionale di quasi 10 punti percentuali. Ciò significa che le nostre imprese agricole hanno subito più che in altre regioni d’Italia i gravi effetti economici indiretti della pandemia, con numeri da profondo rosso – insiste Coldiretti Toscana - per il settore florovivaistico, l’agriturismo e il comparto lattiero – caseario che hanno perso oltre l’80% del fatturato in 3 mesi.

Serve una stretta per risolvere l’annoso problema della fauna selvatica “con un provvedimento regionale che autorizzi l’agricoltore in possesso di licenza di caccia, in caso di mancanza d’intervento da parte della Polizia Provinciale – stigmatizza il presidente Filippi - ad intervenire direttamente sul proprio fondo con tutti i mezzi previsti dalle azioni di controllo, oltre a riconoscere all’imprenditore agricolo venga riconosciuto il risarcimento del 100 % del danno accertato e quantificato”.

Affinché le proposte di Coldiretti Toscana possano realizzarsi va data una spallata alla burocrazia che ‘ruba’ fino a 100 giorni l’anno al lavoro in azienda e rallenta la nascita di nuove attività imprenditoriali di giovani e donne, per cui il presidente Filippi ha chiesto al candidato Giani di “dare piena attuazione alla Legge regionale del 20 gennaio 2015, n. 7, con cui la Regione Toscana ha intrapreso un percorso orientato alla semplificazione dei procedimenti amministrativi in agricoltura, ma che ha bisogno di procedure attuative per non vanificare la spinta alla sburocratizzazione richiesta dalle imprese agricole della Toscana”, ha concluso il presidente Filippi.

Fonte: Comunicato stampa
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