Toscana
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Dal n. 31 del 5 settembre 2004

Forza italia, il gruppo è spaccato in due

Tutto chiaro sull'avvicendamento alla guida del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale toscano. Ma non tutto tranquillo. Infatti, tra le due fazioni la battaglia è solo all'inizio. Tutto è iniziato venerdì scorso quando, un comunicato su carta intestata del gruppo, rendeva noto che Maurizio Dinelli era stato eletto nuovo presidente al posto di Lorenzo Zirri. Di lì a poco è scoppiato l'inferno. La replica di alcuni consiglieri azzurri – lo stesso Zirri, Leopoldo Provenzali, Paolo Marcheschi e Roberto Caverni – non lasciava spazio a dubbi: «A noi non risulta nessun avvicendamento». Il gruppo adesso è diviso.

Tutto chiaro sull'avvicendamento alla guida del gruppo di Forza Italia del Consiglio regionale toscano. Ma non tutto tranquillo. Infatti, tra le due fazioni la battaglia è solo all'inizio. Tutto è iniziato venerdì scorso quando, un comunicato su carta intestata del gruppo, rendeva noto che Maurizio Dinelli era stato eletto nuovo presidente al posto di Lorenzo Zirri. Di lì a poco è scoppiato l'inferno. La replica di alcuni consiglieri azzurri – lo stesso Zirri, Leopoldo Provenzali, Paolo Marcheschi e Roberto Caverni – non lasciava spazio a dubbi: «A noi non risulta nessun avvicendamento».

Il gruppo adesso è diviso: su nove membri, tre sono con Zirri, quattro con Dinelli (Annamaria Celesti, Jacopo Ferri, Piero Pizzi, Angelo Pollina). La replica di Dinelli non si è fatta attendere: «L'avvicendamento è ufficiale. La votazione c'è stata e cinque consiglieri si sono espressi a favore della mia elezione». E il nuovo capogruppo ha indetto subito una riunione di gruppo per mercoledì scorso. Riunione disertata dai quattro «dissidenti». «Io sono tranquillo. Sono il capogruppo di nove consiglieri – ha spiegato Dinelli – e ho convocato la riunione seguendo il regolamento. Da parte mia c'è la volontà di raccogliere le proposte e di lavorare sodo con tutti i consiglieri del mio gruppo e con tutta la Casa delle Libertà, per costruire l'alternativa alla sinistra».

Per Zirri la situazione «si commenta da sola». «I ruoli – ha sottolineato l'ex capogruppo – non si scelgono, ci vengono attribuiti e riconosciuti. Dinelli dovrebbe riflettere sul fatto che alcuni consiglieri non lo riconoscono come capogruppo. E l'unità del gruppo è fondamentale». Ed ha spiegato così la sua assenza alla prima riunione dopo l'avvicendamento: «Il 1º settembre c'era la preapertura della caccia. E io, come responsabile nazionale di Forza Italia per la caccia, ero nel luogo che la mia responsabilità richiedeva».

Pizzi – che ha scelto decisamente la parte di Dinelli – fa un richiamo all'unità «cercando le cose che ci uniscono più di quelle che ci dividono». Comunque tutta la vicenda è solo l'epilogo di una spaccatura tra correnti interne al gruppo di Forza Italia che va avanti da un po' di tempo. Ed è dovuta anche alle diverse opinioni sulla nuova legge elettorale regionale approvata dall'aula, che non prevede l'istituto delle preferenze. Il testo è stato votato da tutto il gruppo, ma la parte legata a Zirri non ha mai nascosto le sue perplessità ed ha più volte dichiarato di averla votata solo per disciplina di partito.
S.P.

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