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Infrastrutture. Toninelli non risponde, Confindustria chiama Conte

Confindustria Toscana è stanca di attendere sulle infrastrutture. E dopo aver vanamente sollecitato negli ultimi mesi il ministro Danilo Toninelli, adesso gli industriali chiedono un'interlocuzione diretta col presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Le priorità che intendono sottoporre al capo dell'esecutivo si articolano in cinque macro-aree: la Tirrenica, la Due Mari, l'aeroporto di Firenze e in generale il sistema aeroportuale toscano, i porti, il sistema ferroviario a partire dalla risoluzione del nodo del sottoattraversamento fiorentino dell'Alta velocità. 

Il cantiere del sottoattraversamento Tav di Firenze, fermo da tempo

«Abbiamo deciso di chiedere un incontro al presidente Conte proprio su questi temi - spiega il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Ranaldo, nel corso di una conferenza stampa-siamo onestamente un pò stanchi di aspettare, di avere promesse che poi non vengono mantenute, di avere teorie sulle quali tutti possiamo ribattere». È arrivato il momento delle scelte, ad avviso degli imprenditori. «La campagna elettorale è finita - ammonisce Ranaldo - non abbiamo più tempo, è giusto che ognuno si prenda le proprie responsabilità: siamo aziende, siamo abituati ad avere dei sì o dei no chiari». Allo stesso modo il presidente dell'associazione di categoria non vuole cavalcare la polemica del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che proprio a Firenze, lunedì scorso, ha attaccato Danilo Toninelli per i troppi no alle opere pubbliche.

«Cerchiamo un dialogo col governo- chiarisce- andiamo da Conte perché è la massima autorità, da Toninelli non abbiamo ricevuto risposta nei mesi scorsi. Tuttavia non abbiamo pregiudizi. Noi vogliamo semplicemente delle risposte. E a questo punto credo che ce le debbano». La speranza di ottenere qualche risultato netto attraverso il filo diretto con Palazzo Chigi viene alimentata dalla stessa svolta pro-Tav di Conte, in relazione allinea Torino-Lione: «È senz'altro positivo che abbia dato una svolta - riconosce Ranaldo -. Il problema è che abbiamo perso diverso tempo e risorse finora». Un discorso che vale tanto per l'Italia che, a maggior ragione, per la Toscana: «O agiamo subito e torniamo a essere la regione che ci meritiamo di essere- sostiene il presidente degli industriali- oppure il rischio è di avere un gap che poi non recuperiamo». E allora un primissimo banco di prova potrebbe essere proprio l'Alta velocità: serve una decisione incontrovertibile sul tunnel e sulla stazione Foster. Un'opera pubblica sulla quale ormai neppure gli esperti sembrano muovere più obiezioni, la stessa analisi costi-benefici del ministero delle Infrastrutture è in procinto di promuoverla, come raccontato dal Corriere Fiorentino. L'imperativo è fare presto.

Altrimenti, rileva Ranaldo, «rischiamo che i treni ad Alta velocità bypassino Firenze». A pagarne dazio, del resto, già oggi sono le imprese: «Il punto cruciale anche in questo caso non è solo che si sblocchi l'opera, ma dopo quanto. Le aziende chiudono con tempi di risposta così lunghi».

Fonte: Agenzia Dire
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