Toscana
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Il reportage

La mobilitazione delle Misericordie per sconfiggere freddo e indifferenza

Dal volontariato una risposta concreta all’ondata di gelo che ai primi di gennaio ha investito il Paese, portando in poche ore alla morte di sei clochard. In tutta la Toscana, ma anche in altre parti d’Italia, sedi aperte, dormitori e pasti caldi.

Volontari della Misericordia soccorrono un senza tetto

Nella prima settimana di gennaio un’ondata di gelo ha investito tutta l’Italia provocando, nel giro di 48 ore, la morte di sei clochard per assideramento. È davvero emergenza e Papa Francesco, durante l’Angelus dell'8 gennaio, si rivolge così ai fedeli «In questi giorni di tanto freddo penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono per la strada, colpite dal freddo e tante volte dall’indifferenza».

Alberto Corsinovi, responsabile dell’Area Emergenza della Confederazione, raccoglie immediatamente l’invito del Papa e lo diffonde a tutte le Misericordie d’Italia e ai loro volontari: «Le sedi delle Misericordie Italiane diventino un rifugio per tutti coloro che stanno soffrendo a causa del freddo. Le nostre Misericordie devono diventare delle case aperte per soccorrere e dare un tetto a tutti coloro che sono senza casa e chiedono un aiuto per ripararsi. Tutte le Misericordie in tutta Italia risponderanno all’appello di Papa Francesco, chiunque busserà troverà aperte le nostre porte».

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Le Misericordie si mobilitano immediatamente. In Toscana, già dalla sera stessa, la Misericordia di Firenze ha allestito, presso la sede di piazza Duomo (nella foto), una decina di posti letto per i senza tetto ed ha attivato un servizio di ronde con squadre di Misericordie dell’area fiorentina (Misericordie di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e S. Mauro a Signa) che, strada per strada, sono andate a distribuire coperte, indumenti e bevande calde.

Le Misericordie, infatti, oltre a mettere a disposizione dei locali per accogliere i senza tetto sono andate ogni notte a cercarli nei sottopassi, nelle stazioni, nei giardini pubblici per far conoscere loro questa possibilità di accoglienza e alla fine il passaparola tra i clochard ha fatto sì che alcuni si presentassero spontaneamente ai centri di accoglienza come è accaduto a Empoli.

Già da tempo la Misericordia di Empoli aveva presentato un progetto di accoglienza notturna coinvolgendo Caritas, che ha fornito i locali situati nel complesso della Collegiata di Sant’Andrea, e la CRI per la collaborazione nella gestione notturna ma il freddo intenso di inizio gennaio ha fatto anticipare l’apertura del locale ed il dormitorio da 6 posti letto è stato velocemente ripristinato e gestito dalla Misericordia che lo terrà aperto fino al 31 marzo.

In provincia di Livorno la Misericordia di Montenero, in collaborazione con Caritas e comunità di S. Egidio, ha aperto le porte della propria sede allestendo 4 posti letto che per due settimane hanno accolto i senza tetto mentre i volontari, a turno, preparavano anche la cena e la colazione per gli ospiti.

Nella settimana di freddo più intenso la Misericordia di Montenero, in accordo con la parrocchia, ha inoltre predisposto 15 posti letto in alcuni locali del Santuario tenendoli aperti 24 ore su 24 con l’aiuto dei volontari e della popolazione.

A volte, ai confratelli impegnati nelle ronde è capitato di imbattersi in uomini e donne che, nonostante il gelo terribile, hanno preferito comunque rimanere per strada piuttosto che accedere alle strutture notturne e in quel caso, come racconta un confratello della Misericordia di Massa che aveva allestito in sede 3 posti letto con pasti caldi, non è rimasto altro che consegnare loro coperte o sacchi a pelo. 

Alla Misericordia di Pisa, che ha operato in accordo con la Società della Salute e altre associazioni del territorio, una ventina di confratelli si sono occupati della gestione dell’accoglienza notturna. Nella sede della Misericordia sono stati predisposti 10 posti letto che, per ventidue notti consecutive, hanno ospitato 5 ospiti per sera per un massimo di 10 persone alle quali sono stati distribuiti anche generi di conforto.

La Misericordia di Capannori si è attivata distribuendo pasti e bevande calde e in Versilia le Misericordie di Camaiore e Lido di Camaiore hanno aperto le loro sedi all’accoglienza notturna garantendo un posto letto ed un pasto caldo. La Misericordia di Viareggio, che garantisce il servizio gratuito di Asilo notturno dal 1926, ha visto un incremento degli accessi nelle giornate più fredde di gennaio e per questo è stata presa la decisione di aprire dei locali anche nel pomeriggio presso la sede della Misericordia per chi avesse voluto ripararsi dal freddo in attesa dell’orario di apertura della struttura notturna.

Anche le Misericordie di San Miniato, Borgo a Mozzano, Poggibonsi e Rapolano Terme hanno dato la loro disponibilità all’accoglienza attivando ronde sul territorio e chiedendo ai cittadini di segnalare qualsiasi caso di difficoltà.

Ma la mobilitazione delle Misericordie in quei giorni di emergenza si è estesa a tutta Italia: in Sicilia le Misericordie di Valledolmo, Sant’Angelo di Brolo, Bompietro, Piana degli Albanesi, San Giovanni la Punta, San Piero Patti, Pedara e Nicolosi si sono preparate ad accogliere chiunque busserà alle loro sedi nonostante fossero già impegnate ad alleviare le conseguenze della forte nevicata, che in quei giorni ha colpito anche la Sicilia. La stessa disponibilità è arrivata anche dalla Misericordia di Isola Capo Rizzuto in Calabria.

In Abruzzo i confratelli delle Misericordie di Chieti e Guardiagrele, in collaborazione con l’associazione Aelion Quad, hanno raggiunto con i quad luoghi isolati dalla neve per consegnare medicinali salvavita mentre in Emilia Romagna le Misericordie di Valle del Savio e Sarsina hanno soccorso e assistito gli automobilisti rimasti bloccati dalla neve sulla E45.

Ancora una volta le Misericordie, con i loro fratelli e sorelle, si sono fatte strumento di misericordia mettendosi al servizio di chi soffre, testimoniando con gesti quotidiani quanto affermato da Papa Francesco: «…dovunque c’è una richiesta di aiuto, là giunge la vostra attiva e disinteressata testimonianza».

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