Toscana

RAPPORTO ONU: NEL 2015 420 MILIONI DI POVERI

Se le politiche economiche non cambieranno, nel 2015 saranno 420 milioni le persone che nel mondo vivranno con meno di un dollaro al giorno. Ma nei paesi in via di sviluppo la povertà estrema può essere drasticamente ridotta “raddoppiando gli standard di vita media delle famiglie”. Esiste dunque una relazione tra crescita dei consumi e povertà. E’ quanto emerge dal Rapporto 2002 sui Paesi meno sviluppati presentato oggi a Ginevra dall’Unctad, la Conferenza sul commercio e lo sviluppo delle Nazioni Unite. Il Rapporto rileva che negli ultimi trenta anni, la povertà estrema è raddoppiata ma afferma anche che può essere drasticamente ridotta “incrementando gli standard di vita media delle famiglie”. Secondo le ultime statistiche delle Nazioni Unite, in un contesto di economia globale, i Paesi meno sviluppati sono diventati le zone dove maggiormente si verificano fenomeni di povertà estrema. “Ma questo non significa – scrive l’Unctad – che nei Paesi sviluppati non ci sia il problema della povertà. Anche in questi Paesi un alta percentuale della popolazione vive con meno di 2-3-4 dollari al giorno”. Anche nelle zone altamente industrializzate, l’incidenza della povertà è ancora molto alta ma qui – a differenza dei paesi più poveri – “anche se gli standard di vita si alzano”, le condizioni sociali non migliorano. “Molti poveri, per esempio, possono avere un televisore ma vivere in quartieri violenti ed avere un accesso limitato all’acqua pulita, ad un sistema di sicurezza sanitaria di base, all’educazione”. Alla luce del Rapporto, l’Unctad pone alla comunità internazionale “la sfida” di dimezzare l’incidenza della povertà estrema entro il 2015 nella convinzione che è possibile realizzare questo obiettivo, mettendo in atto “migliori politiche nazionali ed internazionali”. Sir