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STRISCIA DI GAZA, OFFENSIVA ISRAELIANA: VITTIME CIVILI E OSPEDALI AL LIMITE

Al termine del terzo giorno di bombardamenti israeliani, i palestinesi rimasti uccisi sono almeno 321 secondo diverse fonti, palestinesi e israeliane, ma il bilancio è parziale anche perché corpi senza vita potrebbero trovarsi sotto le macerie degli edifici andati distrutti; altre fonti riportano fin da adesso stime più gravi. Secondo l’agenzia di stampa palestinese ‘Maan’ i feriti sono almeno un migliaio e 200 di questi si trovano ricoverati in gravi condizioni. Gli ospedali che in queste ore stanno tentando di far fronte all’arrivo di centinaia di persone bisognose di cure non hanno i mezzi per poter provvedere ai bisogni: l’anno e mezzo di assedio israeliano, che ha preceduto l’attacco, ha ridotto al minimo o completamente azzerato le scorte medicinali e le attrezzature. La situazione umanitaria è resa più difficile dalla carenza di qualsiasi genere di prima necessità; in una sua nota, la Croce Rossa internazionale ha sottolineato che mentre le strade di Gaza sono generalmente deserte, davanti ai panifici ci sono lunghe code di gente anche se i prezzi stanno aumentando in maniera evidente. Diverse fonti locali riferiscono inoltre l’alta incidenza percentuale di bambini e donne tra le vittime. In base alla testimonianza di padre Manuel Musallam, l’unico sacerdote cattolico di Gaza sentito dalla MISNA, il 10% dei feriti sarebbe composto da bambini con meno di 10 anni d’età, e un altro 7-8% da donne. L’ultimo rapporto diffuso dal Centro per i diritti umani al-Mezan (Gaza) indica che nelle ultime 12 ore su 30 palestinesi uccisi ci sono 12 bambini e una donna, e su 158 feriti 25 bambini e 14 donne; lo stesso rapporto riferisce che 3000 abitazioni hanno subito vari tipi di danni, quattro moschee sono state distrutte e così 34 officine, 16 siti della sicurezza, tre imbarcazioni; bombardata anche la sede dell’Università islamica. Tra le vittime, riferisce l’agenzia ‘Maan’, i 120 poliziotti che sabato stavano assistendo a una cerimonia e che sono stati il primo obiettivo dell’offensiva israeliana. I bilanci in circolazione in queste ore, pur tenendo conto di una situazione in continua evoluzione, non sono riportati con le stesse modalità da tutti i media: quelli israeliani stanno evitando commenti sulle vittime civili, ancor di più lo stanno facendo i mezzi di informazione occidentali, soprattutto le televisioni, che hanno finora dato più peso all’unica vittima israeliana rimasta uccisa per l’esplosione di un razzo lanciato da Gaza.Misna