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Sicurezza. Nardella: non violeremo legge, lunedì tavolo su Dl

«A Firenze non violeremo alcuna legge, non darò alcuna istruzione in questo senso, ma apriremo un tavolo con tutto il mondo del volontariato, del terzo settore, del lavoro e delle istituzioni locali per azzerare gli effetti nefandi e negativi di questo decreto in attesa che si apra una vertenza vera a livello nazionale non per sospendere la legge, ma per riscriverla in molte sue parti». Lo annuncia, nel corso di una breve conferenza stampa, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, tornando sul tema del decreto Sicurezza.

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Dario Nardella (Foto Dire)

Lunedì prossimo il primo cittadino riunirà le organizzazioni del volontariato per discutere di come sterilizzare gli effetti del decreto legge voluto dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini. E conta di poter ricevere un supporto anche dalla Toscana: «Se la Regione aiuta nel coinvolgimento di tutto il mondo del volontariato siamo ben contenti», sottolinea. La posta in gioco, del resto, è molto significativa per le amministrazioni comunali. La norma, punta il dito, «produce più clandestini perché genera caos ed aumenta l'insicurezza nelle nostre città. Ci troveremo da qui alle prossime settimane migliaia di immigrati, richiedenti asilo, in mezzo alle strade che finiranno fra le mani della criminalità organizzata o comune». Un ministro dell'Interno, prosegue, «si dovrebbe occupare di questo, non di intimidire i sindaci, ma di ascoltarli perché noi abbiamo a cuore la sicurezza dei nostri cittadini».

Nardella parla di numeri molto seri, rischia di finire sbattuto fuori dai centri di accoglienza (Cas) circa il 50% degli attuali richiedenti asilo. Un provvedimento che potrebbe riguardare 900 persone nella provincia di Firenze. Tuttavia, Nardella non si accoda all'approccio più conflittuale scelto dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: «Firenze ha un suo modello - fa notare -. Il nostro modello coniuga legalità ad accoglienza. Il mio è buonsenso, non è buonismo ed il nostro obiettivo è riscrivere una legge sbagliata e pericolosa, perché genera più insicurezza e soprattutto mette in mezzo alla strada migliaia di persone con il rischio di morire o di finire in mano alla criminalità visto che questo governo non sta facendo neanche i rimpatri che aveva promesso». È un fatto «molto chiaro – conclude -: il decreto non è contro gli immigrati, è contro i cittadini».

«Stiamo valutando insieme ai nostri avvocati e con alcuni costituzionalisti anche una strada perché si possa arrivare alla Corte Costituzionale, ben sapendo che i Comuni non hanno la facoltà di fare un ricorso diretto, ma possono appellarsi al giudice ordinario o al giudice amministrativo affinché venga posta la questione in via incidentale», ha poi risposto Dario Nardella ai giornalisti che gli chiedevano se il Comune pensi di portare lo scontro sul decreto Sicurezza anche sul terreno della controversia legale, alla luce dei dubbi di costituzionalità sollevati nelle ultime settimane da numerosi giuristi.

Fonte: Sir
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