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TERRA SANTA, CARITAS GERUSALEMME: ATTACCHI DEI COLONI CONTRO AGRICOLTORI PALESTINESI

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"Fermare la confisca di terre, le vessazioni, gli atti di vandalismo e la violenza contro i coltivatori di olive e coloro che si occupano della loro sicurezza". E' l'appello, lanciato oggi, dalla Caritas Gerusalemme all'indomani degli scontri scatenati – secondo quanto riportano i giornali locali – da circa 70 coloni dell'insediamento di Itamar nei confronti di 50 poliziotti che avevano l'incarico di proteggere l'area, nei pressi della stessa colonia, dove alcuni agricoltori palestinesi erano intenti a raccogliere olive. Un fatto non nuovo, secondo la Caritas, per la quale "ogni giorno, durante il periodo della raccolta delle olive in Palestina, si verificano casi del genere, in cui agricoltori palestinesi vengono derubati, attaccati, feriti, ed in alcuni casi anche uccisi, mentre sono intenti al loro lavoro". La denuncia della Caritas di Gerusalemme non si ferma qui.

"Negli ultimi quattro anni – afferma, infatti, l'organismo umanitario cattolico – le forze di occupazione israeliana hanno sradicato circa 400mila ulivi per un valore stimato di circa 60 milioni di dollari. Un attacco sistematico che vìola la IV convenzione di Ginevra, art. 33, 53, e 147, e che rappresenta un vero e proprio disastro – con conseguenze anche per le generazioni future - per la già martoriata società palestinese".

Secondo dati forniti dalla Caritas le piante di ulivo rappresentano il 40% dell'area coltivata della Cisgiordania e della Striscia di Gaza e l'80% di tutti gli alberi da frutta. Si stima che siano oltre dodici milioni le piante d'ulivo. Queste rappresentano il 4,6% del prodotto interno lordo dell'economia palestinese.
Sir

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