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Tar Toscana, cala arretrato. Accolto 54% ricorsi

Si riduce l'arretrato del contenzioso amministrativo in Toscana. Nel 2017 il Tribunale amministrativo regionale ha visto una limatura dei ricorsi pendenti da 5.751 a 5.178 unità. Le materie sulle quali si concentrano maggiormente le controversie giudiziarie in Toscana sono l'urbanistica e gli appalti pubblici.

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Tar della Toscana (Foto Dire)

È quanto sta emergendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario, in corso a Firenze. «Le statistiche danno conto di come l'impegno di questo tribunale abbia portato, nell'anno 2017, a un'ulteriore diminuzione dell'arretrato, nonostante il contenzioso che pende di fronte a noi sia particolarmente qualificato e impegnativo- afferma nella propria relazione il presidente del Tar, Manfredo Atzeni -. Un ulteriore passo in questa direzione virtuosa viene fornita dalle udienze straordinarie di smaltimento dell'arretrato». L'anno scorso sono stati definiti con sentenza di merito 997 ricorsi: 543 con sentenza di accoglimento, totale o parziale, della doglianza; 454 con pronuncia di rigetto; altri ancora hanno visto una definizione con sentenze di rito, di inammissibilità o di difetto di giurisdizione. (SEGUE) (Cap/ Dire) 12:27 02-03-18 NNNN

Atzeni difende la necessità del contenzioso nella materia di urbanistica ed edilizia, perché «pretendono un'attenzione moltiplicata nell'ambito di un gioiello come la regione Toscana, nella quale tutti i poteri pubblici sono chiamati alla tutela di questo straordinario patrimonio di tutta l'umanità, assicurando il coordinamento fra le esigenze di sviluppo e quelle, particolarmente pregnanti, di salvaguardia». Ma al tempo stesso riconosce l'importanza dell'accesso alla giustizia amministrativa per le imprese che si contendono gli appalti pubblici.

«È noto come molti commentatori vedano nel frequente ricorso a questo strumento di tutela un elemento di precarietà del nostro sistema, nel quale viene iniettata una dose di incertezza incompatibile con l'attività imprenditoriale», rammenta il presidente del Tar. «Mi permetto di dissentire da questa opinione, pur autorevolmente sostenuta - prosegue -. Nell'ambito della realtà italiana la spesa pubblica costituisce uno dei massimi volani, e l'accesso a tali risorse è fondamentale per l'esistenza di tantissime imprese, grandi, piccole e medie». Pertanto, «è naturale, quindi, che le imprese combattano per l'acquisizione di commesse pubbliche non solo all'interno del confronto concorrenziale gestito dalla stazione appaltante, ma anche dopo la sua conclusione portando il confronto nelle aule dei tribunali amministrativi». 

Fonte: Agenzia Dire
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