Vita Chiesa

ASSEMBLEA CEI: MONS. CATELLA SU NUOVO MESSALE, «FEDELTA’ E BELLEZZA»

“Un atto importante di magistero ed un rilevante apporto al servizio pastorale della Chiesa”: così mons. Alceste Catella, presidente della Commissione episcopale per la liturgia, ha illustrato oggi ai giornalisti il lavoro svolto dai vescovi in vista dell’approvazione della prima parte dei testi del Messale Romano di cui oggi si è parlato alla 62° assemblea generale della Cei in corso ad Assisi. “Un libro da usare e non da tenere sugli scaffali” ha detto mons. Catella che ha spiegato i motivi alla base di questa terza edizione italiana del messale: “la Chiesa ritiene l’esperienza celebrativa un momento educativo forte e fondamentale, un luogo capace di rivelare l’uomo a se stesso e il primato di Dio”. Nel corso di questa sessione autunnale l’Assemblea Cei ha esaminato alcune questioni generali per approvare, in particolare, “l’ordo Missae, l’ossatura della celebrazione, i prefazi, cuore dell’azione celebrativa, le preghiere eucaristiche e il Proprio del tempo. A questa stesura – ha aggiunto mons. Catella – hanno lavorato circa 70 persone, suddivise in 5 gruppi, tra esperti e studiosi, preti e laici, tra cui anche un membro dell’Accademia della Crusca”. La traduzione, ha spiegato il presidente della Commissione episcopale per la liturgia, “ha prestato molta attenzione alle indicazioni dell’Istruzione conciliare ‘Liturgiam authenticam’ che raccomanda la fedeltà al testo latino originale senza, tuttavia, perdere la bellezza della lingua italiana da coniugare con una grande sobrietà”. Il Messale adegua alcuni passi alla nuova edizione della Bibbia della Cei senza stravolgere “la struttura celebrativa così come le risposte dei fedeli. Tra le diverse modifiche sono state sottoposte al voto – ha affermato mons. Catella – nel caso dell’inno del Gloria, la modifica dell’espressione ‘e pace in terra agli uomini di buona volontà’ in ‘pace in terra agli uomini che Egli ama’ e, nel caso del Padre nostro, da ‘non ci indurre in tentazione’ a ‘e non abbandonarci alla tentazione’. L’esito della votazione sarà rimesso alla superiore autorità”. Nell’assemblea Cei del prossimo maggio 2011 è prevista l’analisi della seconda parte dei testi. Tutto il materiale, licenziato in via definitiva, a quel punto sarà rimesso alla Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei Sacramenti, cui spetterà l’autorizzazione a pubblicare la versione italiana della terza edizione del Messale Romano.