Vita Chiesa
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Chiesa e pandemia, a Camaldoli un convegno per dire cosa abbiamo imparato dal confinamento

Dal 24 al 28 agosto a Camaldoli esperti a confronto per parlare di liturgia, catechiesi, spiritualità. Piste di lavoro da offrire alle comunità cristiane per poter vivere come opportunità il tempo che ci sta davanti.

camaldoli

Nel primo convegno proposto dalla Comunità monastica di Camaldoli «La Chiesa alla prova della pandemia. Interpretazioni del presente ecclesiale» abbiamo cercato di leggere il tempo che abbiamo attraversato «a caldo» e, per certi aspetti, ancora pienamente immersi in quella situazione nuova che ha stravolto la vita del mondo intero. Nel secondo convegno che si svolgerà dal 24 al 28 agosto sempre presso la Foresteria del Monastero, vorremmo cercare di entrare in alcune problematiche teologiche e pastorali più delimitate, con l’intento anche di guardare al futuro. Il sottotitolo del convegno è, in questa prospettiva, «Riletture, esperienze, prospettive». 

Che cosa abbiamo imparato, come comunità cristiana, dal tempo del «confinamento»? Quali in quale direzione l’azione pastorale deve muoversi? Quali punti deboli del vissuto ecclesiale devono essere presi in considerazione? Quali esperienze virtuose sono emerse?
Sarebbe una sconfitta credere che tutto possa tornare come prima. Questo non vale solo per la società, per il nostro paese, per il mondo intero, ma estremamente urgente, anche come testimonianza, per la comunità ecclesiale. Dovremmo infatti essere noi cristiani i primi a testimoniare quella libertà evangelica, che permette di leggere i segni dei tempi come un invito alla conversione, in ascolto della Parola di Dio. In questo tempo abbiamo certamente scoperto le nostre fragilità, sia all’interno della comunità ecclesiale, sia nel nostro metterci in dialogo con la cultura contemporanea e con la società: ne abbiamo già parlato nel primo convegno e continueremo a interrogarci. Tuttavia abbiamo anche scoperto inedite possibilità, sono venute alla luce esperienze già esistenti che sono state preziose per vivere e annunciare il Vangelo. Soprattutto queste potenzialità scoperte o riscoperte, sono da valorizzare e da conoscere.
Nel convegno i temi che verranno toccati riguarderanno in modo particolare la Chiesa, la liturgia e i linguaggi. In un primo momento, con l’aiuto di Giuseppe Angelini, della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, rifletteremo sul rapporto Chiesa e città nel tempo della pandemia. Il secondo giorno del convegno sarà dedicato al volto della Chiesa «dopo» la pandemia, con l’intervento di Dario Vitali e Fulvio Ferrario. Cercheremo di affrontare il tema anche dal punto di vista ecumenico. Il giorno successivo il tema riguarderà la liturgia. Nel tempo della pandemia il grande «assente» è stata l’assemblea liturgica, l’esperienza fondamentale per la chiesa di radunarsi in assemblea «fisicamente». Abbiamo forse dimenticato l’importanza del corpo (Elena Massimi e Morena Baldacci). La riflessione riguarderà anche l’utilizzo dei mezzi di comunicazione a riguardo delle celebrazioni liturgiche (Lorenzo Voltolin).
Il quarto giorno sarà dedicato ai linguaggi: nel tempo della pandemia, la comunicazione a distanza ha fatto emergere l’importanza e la delicatezza del linguaggio. Vorremmo fare due approfondimenti: uno riguardo al linguaggio in riferimento al mondo giovanile con l’aiuto di Manuel Belli e uno riguardo al rapporto con l’arte contemporanea con l’intervento di Giuliano Zanchi. Nel giorno dedicato al tema dei linguaggi ci metteremo in ascolto di alcune esperienze «virtuose» nella pastorale del tempo del «confinamento» nell’ambito della catechesi, dell’insegnamento, della spiritualità e della preghiera. Concluderemo, nell’ultimo giorno, con un’ultima esperienza e con l’intervento di Stefano Biancu, dal titolo «L’etica che verrà».
Si tratta unicamente di piste di lavoro che vorremmo offrire alle comunità cristiane per poter vivere come opportunità il tempo che ci sta davanti e le sfide che la pandemia ha fatto emergere per le comunità cristiane. Il contributo dei partecipanti sarà fondamentale. Le relazioni saranno degli sputi di riflessione, delle provocazioni, ma il lavoro del convegno dipenderà anche dal contributo di tutti i partecipanti nei momenti di condivisione e di confronto. Il frutto dei due convegni sarà raccolto in una pubblicazione che vorremmo realizzare a breve.
*Monaco di Camaldoli

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