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Dialogo interreligioso: messaggio per la festa indù di Deepavali, «essere costruttori di fraternità e coesistenza pacifica», come Gandhi

«Essere costruttori di fraternità e coesistenza pacifica ovunque si trovino». Questo l'invito - che vale «per ogni persona», ma «in particolare per cristiani e induisti» - al centro del messaggio inviato dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso per la festa di Diwali, celebrata da tutti gli indù ed è conosciuta come Deepavali ossia «fila di lampade ad olio».

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Cerimonia induista (Wikipedia)

Simbolicamente fondata su un'antica mitologia, essa rappresenta la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male. La celebrazione vera e propria, in programma quest'anno il 27 ottobre, dura tre giorni segnando l'inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle, e l'adorazione a Dio». «Accanto ad uno sviluppo senza precedenti in molti campi - si legge nel messaggio, inviato anche in lingua hindi, a firma del presidente, card. Miguel Ángel Ayuso Guixot, e del segretario, mons. Indunil Kodithuwakku Janakaratne Kankanamalage - viviamo in un'epoca in cui, da un lato, vengono compiuti sforzi verso il dialogo interreligioso e interculturale, la cooperazione e la solidarietà fraterna. Dall'altro lato, è presente apatia, indifferenza e persino odio tra alcune persone religiose nei confronti di altre».

«Questo accade spesso per il mancato riconoscimento dell''altro' come fratello o sorella», il monito presente nel testo: «Un simile atteggiamento può sorgere da sentimenti fuorvianti, ingenerosi, di antipatia che sconvolgono e destabilizzano il tessuto stesso della convivenza armoniosa della società».

«La religione ci insegna a rispettare la dignità inviolabile e i diritti inalienabili degli altri senza alcun pregiudizio ingiustificato nei confronti del loro credo o cultura», si ricorda del testo: «Solo quando i seguaci delle religioni esigono da se stessi una vita coerente con la loro etica religiosa, essi potranno essere visti come persone che veramente svolgono il loro ruolo di costruttori di pace e di testimoni della nostra umanità condivisa».

«Sebbene le notizie negative dominino i titoli dei giornali, questo non deve diminuire la nostra determinazione a spargere semi di fraternità», la conclusione del messaggio, in cui si cita il 150° anniversario della nascita del Mahatma Gandhi, «uno straordinario e coraggioso testimone di verità, amore e non violenza e valoroso protagonista della fratellanza umana e della coesistenza pacifica».

Fonte: Sir
Dialogo interreligioso: messaggio per la festa indù di Deepavali
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