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ECUMENISMO, DOPO INCONTRO A RAVENNA TRA CATTOLICI-ORTODOSSI, KASPER: «IL DIALOGO VA AVANTI»

Anche se lo scopo ultimo della piena unità non è stato ancora raggiunto, sono stati fatti “passi importanti sulla via lungo la quale ci invita a camminare Nostro Signore”. Il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani e co-presidente della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa, ha affidato a questa frase, sabato scorso durante la celebrazione eucaristica nel duomo di Ravenna, la soddisfazione per il lavoro compiuto durante il decimo incontro della Commissione, conclusosi ieri. Da lunedì 8 ottobre, per una settimana, i membri cattolici e ortodossi della commissione si sono confrontati a Ravenna sul tema “Le conseguenze ecclesiologiche e canoniche della natura sacramentale della Chiesa: comunione ecclesiale, conciliarità e autorità nella Chiesa”. Sull'argomento, già discusso nel 2006 in occasione della sessione plenaria a Belgrado, cattolici e ortodossi hanno redatto un documento comune, “messaggio positivo – secondo Kasper – per il futuro”, segno che “Oriente e Occidente sono sulla strada del riavvicinamento” e premessa affinché “la Chiesa possa tornare a respirare con due polmoni”. Dopo aver discusso di conciliarità e sinodalità a livello locale (diocesi) e regionale (metropolia e patriarcato), cattolici e ortodossi si sono confrontati sul primato universale, giungendo al documento approvato, che rappresenta, ha rimarcato il card. Kasper, “una buona base comune” per la prossima sessione, che si terrà nel 2009 in un paese ortodosso e avrà a tema la figura del vescovo di Roma. Un tema, ha evidenziato il co-presidente per parte ortodossa della Commissione, il metropolita Ioannis di Pergamo, “cruciale per la piena comunione e l'unità”. Già Giovanni Paolo II, ha ricordato, “aveva invitato tutti i cristiani a studiare a fondo il problema del primato del vescovo di Roma”. Questione che l'appuntamento di Ravenna ha affrontato “in modo positivo”, gettando le basi per “poter in futuro, con la grazia di Dio, compiere dei progressi”. L'esponente ortodosso ha infine portato l'attenzione sull'abbandono dei lavori da parte della delegazione del Patriarcato di Mosca, a motivo del mancato riconoscimento della Chiesa autonoma ortodossa estone. Un “deplorevole incidente”, che però non mina il dialogo ecumenico, dal momento che, ha concluso il patriarca, “esiste un accordo panortodosso per cui il dialogo va avanti anche quando uno dei membri abbandona i lavori”.
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