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Festival delle religioni: a Firenze basilica di San Miniato gremita per Enzo Bianchi e Sergio Givone

E’ entrato nel vivo il Festival delle Religioni, dopo l’anteprima del 25 aprile, con Padre Enzo Bianchi e la sua lectio magistralis “il tempo della preghiera”. Basilica di San Miniato colma di persone, oltre mille presenze nell’abbazia benedettina di Firenze per l’intervento del Fondatore della momunità monastica di Bose.

Festival delle religioni: a Firenze basilica di San Miniato gremita per Enzo Bianchi e Sergio Givone

Il tempo della preghiera deve essere vissuto con piena partecipazione: “A noi cristiani - ha detto Enzo Bianchi - non bastano i riti, serve l’adesione del cuore e dell’intelletto. Non basta ripetere formule di cui non si sa il significato: chi prega deve capire ciò che dice, e in questo senso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II è stata fondamentale per una fede più pensata, che non sia solo devozione”.

Bianchi ha messo in gioco anche il suo vissuto personale: “La ma preghiera da bambino era una preghiera che oggi non farei più: Dio sa quante candele ho acceso prima di un esame o di un compito a scuola. Era un modo di pregare spontaneo, sincero: ma oggi abito altre forme di preghiera”. 

A margine dell’incontro, Enzo Bianchi ha voluto ribadire l’importanza sociale delle religioni, e il rischio che portano le strumentalizzazioni: “Il discorso che riguarda le religioni e la loro presenza nel mondo è quanto mai attuale. Basti pensare alla strumentalizzazione che stanno facendo le forze politiche ogni volta in cui si scatena la violenza - penso al caso dello Sri Lanka, ma anche in tante altre parti del mondo - dove ci sono dei veri martiri cristiani. Che le religioni dialoghino e manifestino il loro messaggio di pace è fondamentale per la convivenza civile.”

Alla riflessione di Enzo Bianchi è seguita quella del filosofo Sergio Givone, che a proposito del tempo ha richiamato la “distinzione illuminante” della lingua greca: quella tra kronos, il tempo che scorre, e kairos, il “tempo opportuno”. La preghiera, ha sottolineato Givone, è il “libro delle ore” in cui la quotidianità (anche con le sue povertà e le sue banalità) incontra il tempo dello spirito. Mettendo nella preghiera ciò che ci sta a cuore, giorno dopo giorno, portiamo a Dio la nostra vita. Perché il senso della vita, che si misura con l’eternità, si decide però nel tempo che passa.

La giornata si concluderà stasera con un momento di preghiera guidato da Padre Bernardo Gianni, l’abate di San Miniato che poche settimane fa ha predicato gli esercizi spirituali al Papa e alla Curia vaticana.

La giornata di domani invece vede, alle 17,30, la conclusione delle celebrazioni per il millenario dell’abbazia di San Miniato al Monte: sarà il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, a presiedere la celebrazione liturgica e la chiusura della Porta Santa della Basilica. Prima, nella mattina, il dialogo tra il cardinale Parolin e Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicos di tutti gli Armeni. Alle ore 15.30 il Festival ospiterà il noto filosofo Massimo Cacciari, chiamato a presentare il tema de “L’Ora in Kierkegaard”. Alle 21, le riflessioni di sociologi Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, sociologi, nonché marito e moglie: a loro il compito di parlare di come i social network influenzano il tempo in famiglia.

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