Vita Chiesa
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Mons. Agostinelli ai sacerdoti: «Siate servi e non padroni del gregge»

Nel giorno in cui Cristo ha istituito il Sacramento dell'Eucaristia e dell'Ordine sacerdotale, il clero diocesano pratese si è ritrovato questa mattina in cattedrale per celebrale la solenne messa crismale. Per l'occasione è tornato mons. Gastone Simoni, vescovo emerito di Prato, al quale mons. Franco Agostinelli, attuale ordinario diocesano, ha rivolto un saluto a nome dei presenti.

«Ringraziamo l’amico e fratello Gastone – ha detto il Presule – per la testimonianza che ha dato e che resta un ricordo imperituro per tanti sacerdoti e fedeli che lo hanno conosciuto, stimato, ascoltato e amato. Grazie per la tua presenza umile e orante».

La messa è stata concelebrata da oltre un centinaio di sacerdoti e religiosi. A loro e al prezioso ministero che svolgono quotidianamente è andato il pensiero del Vescovo: «Siate servi e non padroni del gregge!». L’invito di mons. Agostinelli è rivolto in particolare ai parroci: «Torniamo a sentirci, come diceva Sant’Ignazio d’Antiochia, “incaricati della diaconia di Gesù Cristo”, il quale ha detto: “chi vuole essere grande tra voi si farà vostro servitore”».

E ai tanti fedeli presenti alla celebrazione ha chiesto di essere sempre vicini ai propri parroci: «Chiedo a voi carissimi di far sentire ai sacerdoti la stima, l’amicizia, il consiglio e la preghiera costante, siate corresponsabili anche voi nel comune ministero sacerdotale. Vi chiedo con umile consapevolezza – ha aggiunto il Vescovo – di avere pazienza di fronte alle nostre incongruenze e inadeguatezze».

Tornando al ruolo del ministero sacerdotale, mons. Agostinelli ha voluto dettare al clero alcune semplici regole, come quelle di «vivere e difendere la fede; che non sia però una fede ideologica e teorica», ha sottolineato, e poi ha ribadito con forza di dare importanza alla vita spirituale, «se trascuriamo la preghiera e la riflessione ci potremo trovare a essere preti secolarizzati».

Poi una indicazione di tipo pastorale: «Essere comunione e missione». Un binomio che mons. Agostinelli ha anticipato essere «l’inizio di una riflessione che costituirà il nostro prossimo progetto diocesano, nel quale rileggeremo la realtà della parrocchia, istituzione secolare benemerita che necessita di essere riletta nell’attualità mediante un lavoro in rete».

E per il futuro della Chiesa il Vescovo ha chiesto che in tutte le parrocchie, in ogni messa feriale e festiva, nella preghiera dei fedeli sia fatta una intenzione per il seminario e per avere nuove vocazioni. «Ai giovani – ha concluso mons. Agostinelli – non manchi il coraggio del primo passo».

In questo giorno, il Giovedì Santo, nella messa nella quale si consacrano gli olii santi – il Crisma, l’olio degli infermi e quello dei catecumeni – il clero è chiamato a rinnovare le proprie promesse sacerdotali. E così mons. Agostinelli ha voluto ricordare i sacerdoti che festeggiano gli anniversari della loro ordinazione. Tra questi segnaliamo i venticinque anni di sacerdozio per don Jean Jacques Ilunga, don Andrej Dolba e il missionario pratese in Ecuador don Giovanni Finocchi. I Quaranta anni per don Marco Natali e don Tarcisio Stucchi; cinquanta per don Giovanni Baldi e don Silvano Vannucchi e 60 per i canonici Guido Razzoli e Vinicio Dolfi. Un saluto infine al sacerdote più anziano della diocesi, don Alfio Bonetti, che quest’anno festeggia 72 anni di messa.

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