Vita Chiesa
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Il saluto e l'abbraccio del nuovo papa ai cardinali

Papa Francesco ai cardinali: Non cediamo mai al pessimismo

«Forse la metà di noi è ormai nella vecchiaia. Ma la vecchiaia è la sede della sapienza della vita, come il vecchio Simeone e Anna che in vecchiaia hanno riconosciuto il Signore. Doniamo la sapienza ai giovani come il buon vino che in anni diventa più buono». Lo ha detto oggi Francesco, incontrando i cardinali nella Sala Clementina. VIDEO

Il saluto del Papa al card. Betori

«In questi giorni abbiamo avvertito quasi sensibilmente l'affetto e la solidarietà della Chiesa universale, come anche l'attenzione di tante persone che, pur non condividendo la nostra fede, guardano con rispetto e ammirazione alla Chiesa e alla Santa Sede». Con queste parole Papa Francesco, entrando oggi nella Sala Clementina alle 11 in punto, dopo essersi seduto sul trono al centro della sala, ha descritto, rivolgendosi ai sui «fratelli» cardinali, questo periodo «carico di significato, non solo per il Collegio Cardinalizio, ma anche per tutti i fedeli».

«Da ogni angolo della terra - ha proseguito il Papa - si è innalzata fervida e corale la preghiera del popolo cristiano per il nuovo Papa, e carico di emozione è stato il mio primo incontro con la folla assiepata in Piazza San Pietro». «Con quella suggestiva immagine del popolo orante e gioioso ancora impressa nella mia mente», Papa Francesco ha manifestato la sua «sincera riconoscenza ai vescovi, ai sacerdoti, alle persone consacrate, ai giovani, alle famiglie, agli anziani per la loro vicinanza spirituale, così toccante e fervorosa».

Poi il ringraziamento al Collegio cardinalizio: «Sento il bisogno di esprimere la mia più viva e profonda gratitudine a tutti voi, venerati e cari fratelli cardinali per la sollecita collaborazione alla conduzione della Chiesa durante la Sede Vacante».

«A ciascuno», Papa Francesco ha rivolto «un cordiale saluto», ad iniziare dal decano del Collegio Cardinalizio, cardinale Angelo Sodano, «che ringrazio per le espressioni di devozione e per i fervidi auguri che mi ha rivolto a nome vostro», e dal cardinale Tarcisio Bertone, camerlengo di Santa Romana Chiesa, «per la sua premurosa opera in questa delicata fase di transizione».

«Il mio pensiero va con particolare affetto ai venerati cardinali che, a causa dell'età o della malattia, hanno assicurato la loro partecipazione e il loro amore alla Chiesa attraverso l'offerta della sofferenza e della preghiera», ha proseguito il Papa, che ha poi abbandonato il testo per informare i suoi fratelli che il cardinale Jorge María Mejia «ha avuto un infarto, è stato ricoverato alla clinica Pio XI, ma si crede che la sua salute sia ancora stabile, vi ha mandato un saluto a tutti».

Il «grazie» del Papa si è infine esteso «a quanti, nelle diverse mansioni, si sono adoperati attivamente nella preparazione e nello svolgimento del Conclave, favorendo la sicurezza e la tranquillità dei cardinali in questo periodo così importante per la vita della Chiesa».

«Un pensiero colmo di grande affetto e di profonda gratitudine rivolgo al mio venerato Predecessore Benedetto XVI, che in questi anni di Pontificato ha arricchito e rinvigorito la Chiesa con il suo magistero, la sua bontà, la sua guida, la Sua fede, che rimarranno un patrimonio spirituale per tutti». Per la seconda volta, dopo l'affaccio alla Loggia delle Benedizioni, Papa Francesco ha rivolto un pensiero a Benedetto XVI: «Il ministero petrino, vissuto con totale dedizione - le sue parole - ha avuto in Lui un interprete sapiente e umile, con lo sguardo sempre fisso a Cristo risorto, presente e vivo nell'Eucaristia». «Lo accompagneranno sempre la nostra fervida preghiera, il nostro incessante ricordo, la nostra imperitura e affettuosa riconoscenza», ha assicurato il Santo Padre: «Sentiamo che Benedetto XVI ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma: essa continuerà ad ardere perché sarà alimentata dalla Sua preghiera, che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino spirituale e missionario».

«Non cediamo mai al pessimismo e allo scoraggiamento: abbiamo la ferma certezza che lo Spirito Santo dona alla Chiesa, con il suo soffio possente, il coraggio di perseverare e anche di cercare nuovi metodi di evangelizzazione, per portare il Vangelo fino agli estremi confini della terra». È l'invito rivolto oggi ai cardinali, ai quali Papa Francesco ha oggi ricordato che «la verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell'esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l'unico Salvatore di tutto l'uomo e di tutti gli uomini».

Un «annuncio», questo, che «resta valido oggi come lo fu all'inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo». Il punto di partenza del suo invito, è stato, ancora una volta, l'esempio del Papa emerito: «Come ci ha ricordato tante volte nei suoi insegnamenti e, da ultimo, con quel gesto coraggioso e umile, il Papa Benedetto XVI - le parole di Papa Francesco - è Cristo che guida la Chiesa per mezzo del suo Spirito. Lo Spirito Santo è l'anima della Chiesa con la sua forza vivificante e unificante: di molti fa un corpo solo, il Corpo mistico di Cristo». E allo Spirito Santo il Papa ha dedicato un altro fuori testo, dopo quello dedicato ai cardinali.

Dopo aver citato la «cordialità» e la «reciproca conoscenza» dei vescovi in questi giorni di Conclave, il Papa ha commentato: «È buono, perché noi siamo fratelli, i cardinali sono i preti del Santo Padre. Questa comunità, amicizia, vicinanza, ci farà bene a tutti». Poi l'aggiunta a braccio sullo Spirito Santo, che «fa tutte le differenze nella Chiesa, ma dall'altra parte è quello che fa l'unità delle differenze, non nella ‘ugualità' ma nella armonia».

«Tornerete ora nelle rispettive sedi per continuare il vostro ministero, arricchiti dall'esperienza di questi giorni, così carichi di fede e di comunione ecclesiale», ha detto il Papa ai cardinali: «Tale esperienza unica e incomparabile, ci ha permesso di cogliere in profondità tutta la bellezza della realtà ecclesiale, che è un riverbero del fulgore di Cristo Risorto, rafforzando il nostro impegno ad essere sapienti testimoni di speranza e di pace». Prima della benedizione, il Papa ha affidato il suo ministero, «come pure le attese e le speranza di tutto il popolo di Dio», alla «potente intercessione di Maria, Madre della Chiesa». «Sotto il suo sguardo materno, ciascuno di voi possa camminare lieto e docile alla voce del suo Figlio divino, rafforzando l'unità, perseverando concordemente nella preghiera e testimoniando la genuina fede nella presenza continua del Signore», il congedo di Papa Francesco.

Papa Francesco, un gesuita da «un mondo lontano»

E' durato solo due giorni il Conclave seguito alla rinuncia di Benedetto XVI. Al quinto scrutinio, i cardinali elettori hanno scelto l'argentino di origini italiane Jorge Mario Bergoglio, gesuita, 76 anni da poco compiuti, arcivescovo di Buenos Aires (la scheda). Ha scelto di chiamarsi Francesco, un nome importante per la Chiesa, ma che nessuno dei suoi predecessori aveva mai usato.

Fonte: Sir
Papa Francesco ai cardinali: Non cediamo mai al pessimismo
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