Vita Chiesa
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Pasqua, mons. Agostinelli: «Facciamo un gesto di vicinanza verso chi ha bisogno»

«Se la Pasqua non incrocia la vita della gente, nelle sue molteplici contraddizioni, nelle fatiche, nelle speranze, nelle gioie e delusioni di ogni giorno, quella non è la Pasqua di Gesù». Lo scrive il vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel suo messaggio di auguri alla Diocesi e alla città. Il testo integrale.

Mons. Franco Agostinelli

Ecco il testo integrale del messaggio di auguri pasquali del vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli.

Buona Pasqua. Colgo l’opportunità che mi è data per porgervi gli auguri per la Pasqua, che voglio condividere con voi tutti in modo fraterno e sinceramente amicale.

La Pasqua è il fatto determinante, l’evento assolutamente prioritario della fede cristiana. Ma lo è anche dal punto di vista umano, perché la Pasqua è la tensione verso tutto quello che di bello e positivo abbiamo sempre sognato e che la vita talvolta ci ha negato.

Credo che sia importante, per tutti noi, ristabilire un rapporto vero con la Pasqua, di ridare dignità a questo fatto sconvolgente la storia dell’umanità, per ritrovare rapporti di serenità, di pace, di condivisione e di solidarietà, che siano per tutti garanzia di un futuro possibile. È necessario farlo, altrimenti, come capite bene, la Pasqua risulterebbe un fatto devozionale fine a se stesso, estraneo alla vita concreta di tutti i giorni, con le sue molteplici variabili, mentre il Signore Gesù ha scelto la via della storia, dell’incarnazione fino alla sofferenza e alla morte. Si è fatto uomo e compagno di viaggio, con noi e accanto a noi. Per questo, se la Pasqua non incrocia la vita della gente, nelle sue molteplici contraddizioni, nelle fatiche, nelle speranze, nelle gioie e delusioni di ogni giorno, quella non è la Pasqua di Gesù, ma solo tradizione sterile, che serve soltanto per allontanarci dal vissuto quotidiano. Vorrei che tutti noi potessimo recuperare in pieno la verità della Pasqua, ma solo se non la confiniamo nelle spire mortifere di un’ideologia o di un placebo che ci distraggono di fronte agli impegni della vita. La Pasqua deve invece darci il coraggio di guardare proprio questa vita, di guardarla in faccia, per recuperare la dimensione della relazione con le persone, affinché la persona stessa possa tornare a essere prioritaria delle nostre premure e preoccupazioni e del nostro impegno.

Desidero farvi pervenire i miei auguri, perché possiate celebrare la Pasqua nella verità, scegliendo ancora una volta la via concreta della storia. È l’augurio che desidero esprimere a tutti, invitandovi ad alzare lo sguardo con un scatto di ottimismo, che ci renda forti e coraggiosi nel pensare e costruire un mondo dove vi sia posto per tutti. A voi che condividete la Fede nel Signore Risorto, auguro che la Pasqua vi coinvolga e vi accompagni a ritornare per le strade di tutti i giorni con la conferma che il Signore è con noi e che noi vogliamo annunciare, nei gesti della carità, a tutti i nostri fratelli e sorelle.

Facciamo allora qualche gesto che esprima questa nostra convinzione. Un gesto verso una persona che conosciamo, una famiglia che ha bisogno. Potrà essere una parola, un gesto di vicinanza, una visita, un aiuto concreto, perché dobbiamo davvero essere appassionati della concretezza storica della Pasqua, con un gesto che raggiunga le persone maggiormente bisognose affinché per noi e per loro sia veramente Pasqua.

Vi auguro buona Pasqua in Cristo Risorto e ve lo auguro con tutto cuore e con la simpatia che mi lega a tutti voi.

+ Franco Agostinelli
Vescovo di Prato

Pasqua, mons. Agostinelli: «Facciamo un gesto di vicinanza verso chi ha bisogno»
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