Vita Chiesa
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Prato, il fiesolano Giovanni Nerbini è il nuovo vescovo

Mons. Giovanni Nerbini, Vicario generale della Diocesi di Fiesole e parroco dell’Immacolata Concezione a Rignano sull’Arno (Firenze), è il Vescovo eletto di Prato.

Il momento dell'annuncio di mons. Meini a Fiesole: a destra mons. Giovanni Nerbini

La nomina è stata resa pubblica stamani in contemporanea dalla Sala Stampa della S. Sede, dalla Diocesi di Prato e da quella di Fiesole. 65 anni, nato a Figline Valdarno, insegnante nelle scuole elementari prima di entrare in Seminario e diventare sacerdote a 41 anni, don Giovanni ha speso il suo ministero tra le parrocchie di Caldine, frazione del Comune di Fiesole, Pelago, in provincia di Firenze e, infine Rignano.

A Prato è stato mons. Franco Agostinelli a dare comunicazione della nomina papale durante una convocazione diocesana in cattedrale, alla quale hanno partecipato i membri dei diversi Consigli diocesani e i direttori degli Uffici di Curia. Un nuovo Pastore fiesolano, dopo l’episcopato di mons. Gastone Simoni, anche lui - prima di essere chiamato alla guida della Chiesa di Prato - Vicario generale di Fiesole.

«Passo il testimone al Vescovo Giovanni - afferma mons. Franco Agostinelli - e vi dico subito che sono contento che la Provvidenza abbia fatto questa scelta». Il Santo Padre Francesco, nel disporre la nomina del nuovo Vescovo - il 27° da quando è stata istituita la Diocesi di Prato e il quarto residenziale - ha voluto che mons. Agostinelli divenga Amministratore apostolico. Questi lascia il mandato episcopale per raggiunti limiti di età. Lo scorso 1 gennaio, infatti, al compimento dei 75 anni, come prevede il diritto canonico, mons. Agostinelli ha rassegnato le sue dimissioni al Papa da Ordinario diocesano. Dimissioni che sono state accolte mercoledì mattina con la notizia della nomina di mons. Giovanni Nerbini a vescovo eletto di Prato.

La data della consacrazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di don Giovanni ancora non sono state stabilite.

Il primo messaggio alla Diocesi. «Sono tante le sfide che ci stanno di fronte e ci interpellano. Credo che, e da parte mia farò quello che è in mio potere, potremo fare molto lavorando insieme, mettendo a frutto le tante risorse e competenze che il mondo laicale e associativo particolarmente numeroso offre, e avvalendoci della collaborazione e della preghiera dei religiosi e delle religiose». Lo scrive mons. Giovanni Nerbini, nel messaggio inviato alla comunità diocesana di cui è stato chiamato ad esserne il pastore.

«Fin dal momento in cui mi è stata trasmessa la nomina a vescovo di Prato da parte del Santo Padre - confida - ho sentito il bisogno di rimettermi totalmente nelle mani del Signore misurando la sproporzione tra la responsabilità affidatami e la pochezza della mia persona, ma anche quello di accogliere con fiducia il dono che mi veniva elargito». «Ho iniziato da subito a pregare per questa nostra Chiesa che, per ora, ho conosciuto e apprezzato solo attraverso la figura del vescovo Franco, al quale già mi sento legato da fraterna amicizia e che ringrazio per quanto ha fatto in questi anni di servizio pastorale», prosegue mons. Nerbini.

Nel suo primo messaggio, il vescovo eletto rivolge « un particolare saluto ai fanciulli, agli adolescenti ed ai giovani ed al mondo della scuola che mi è particolarmente caro dal momento che mi ricorda una larga parte della mia esperienza professionale e di vita e nel quale mi trovo sempre a mio agio, come a casa». E poi un pensiero alle famiglie, alle persone che soffrono per diverse cause. Mons. Nerbini assicura poi «un dialogo franco e cordiale ed una fattiva collaborazione» con le autorità e chi si occupa della comunità civile ed esprime verso i sacerdoti «il desiderio di costruire con tutti un rapporto di amicizia e di comunione autentica, indispensabili non solo per un lavoro pastorale efficace ma soprattutto per una testimonianza autentica e credibile dell'amore che ci viene da Dio».

La scheda. Insegnante, sacerdote, parroco, vicario generale. Sono state queste le tappe salienti della vita di mons. Giovanni Nerbini. Nato a Figline Valdarno (provincia di Firenze e Diocesi di Fiesole) il 2 giugno 1954, dopo aver conseguito il diploma magistrale e quello triennale universitario in Vigilanza scolastica, ha insegnato nelle scuole elementari dal 1973 al 1989. 

Impegnato come educatore nell'Opera per la Gioventù «Giorgio La Pira», a 35 anni matura la scelta della vocazione alla vita sacerdote, decidendo di entrare in Seminario a Fiesole. Negli anni della formazione, ha frequentato il corso filosofico-teologico presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale. È stato ordinato sacerdote il 22 aprile 1995 dal Vescovo di Fiesole Luciano Giovannetti che subito lo ha impegnato nella vita parrocchiale: nei primi due anni di sacerdozio don Giovanni è stato vicario parrocchiale a Caldine, frazione del Comune di Fiesole; poi, per dieci anni, dal 1997 al 2007, parroco a Pelago, amministratore di Diacceto e moderatore di quella Unità pastorale. Nel 2007 diventa parroco di Rignano, il capoluogo del Comune del Valdarno, amministratore parrocchiale di S. Maria a Sociana-S. Clemente e moderatore di quella Unità pastorale. Tra i numerosi incarichi ricoperti, c’è stato anche, per qualche tempo, quello di consigliere di amministrazione della Cooperativa editrice del nostro settimanale.

Nel 2015, l’attuale Vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini, lo chiama come suo Vicario Generale, pur lasciandogli ancora il ministero di parroco a Rignano.

Per i parrocchiani, per i ragazzi di Rignano, don Giovanni è il sacerdote che vive tra la gente, attento ai bisogni di ciascuno, uomo del dialogo e dell’incontro. Sono i tratti distintivi della personalità del nuovo Vescovo che anche i pratesi impareranno presto a conoscere.

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