Vita Chiesa

TERRA SANTA: PIZZABALLA (CUSTODE), «NON RENDIAMO VANO IL NATALE»

“Non rendiamo vano questo ennesimo ma sempre nuovo Natale”: è l’appello che il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, lancia nel suo messaggio per il Natale 2010. “Il Natale – si legge nel testo – non può non metterci a disagio: è una festa che pare avere smarrito il suo senso più intimo e vero, e che quindi ci porta a interrogarci su chi è per noi quel Bambino, a vedere Dio in un bambino, a credere in un Dio che sceglie di racchiudere la sua grandezza nella piccolezza della nostra umanità. E’ impegno di conversione, il Natale. E’ accettare di rispondere alle attese di Dio. Natale viene a fissare la nostra attenzione sull’attesa di Dio: non rendiamolo vano. La Parola di Dio ci aiuta e ci guida a conservare la speranza, nell’attesa che venga il Signore della gloria. Natale sia per tutti questo convertire il nostro sguardo, accorgersi che il regno avanza, è presente; che io, noi, tutti, insieme, possiamo renderlo presente”. Il Custode esorta a “guardare il Medio Oriente, questa ‘nostra’ Terra Santa, con lo sguardo di Dio” e a “riconoscere in essa la culla di un disegno universale di salvezza nell’amore”. “Non rendiamolo vano. Rispondiamo all’attesa di Dio, che si è fatto Bambino perché potessimo andare a lui come se fosse lui ad aver bisogno di noi. Perché il cuore della nostra attesa è nel sapere che Dio ci attende, pazientemente, da lungo tempo”.“La presenza cristiana in Medio Oriente è importante, delicata, ricca di fede, ma fragile e quindi esposta” alle violenze anticristiane i cui “numeri in questo 2010 sono stati impietosi”, afferma in una intervista al SIR, il Custode di Terra Santa. “Ci lasciamo alle spalle un anno molto difficile – dichiara il francescano – ma purtroppo non è una novità. Forse quest’anno, più che nei precedenti, i numeri delle violenze sono stati impietosi ma se ne è anche parlato di più sui canali di informazione. L’interesse dei media alle violenze anticristiane è stato un dato positivo ed ha riportato l’attenzione di molta parte dell’opinione pubblica su questa grave situazione”. Per Pizzaballa “la persecuzione ci dice che la presenza cristiana in questa area è importante, delicata ma fragile e quindi esposta. Dobbiamo denunciarlo con forza muovendo i passi necessari perché tutto ciò finisca, e mantenendo viva l’attenzione attraverso i media. Ma la persecuzione ci ricorda anche che dopo 2000 anni non è cambiato molto: i cristiani restano una minoranza, sempre minacciata, ma nonostante tutto presente e ricca di fede”.Sir