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Tra i nuovi Santi Charles de Foucauld, il “fratello universale”

C’è anche padre Charles de Foucauld, fondatore dei “Piccoli Fratelli del Sacro Cuore”, tra i nuovi santi e beati di cui il Papa ha autorizzato i decreti.

Percorsi: Santi e beati
charles de foucauld

Nell’udienza concessa al card. Angelo Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi – riferisce la Sala Stampa della Santa Sede – Papa Francesco ha autorizzato il decreto riguardante il miracolo attribuito all’intercessione del beato Charles de Foucauld (detto Carlo di Gesù), nato a Strasburgo (Francia) il 15 settembre 1858 e morto a Tamanrasset (Algeria) il 1° dicembre 1916.

Charles de Foucauld (si leggesul sito santiebeati.it ) Visse una giovinezza scapestrata, «senza niente negare e senza niente credere», impegnandosi solo nella ricerca del proprio piacere. Intraprese la carriera militare, ma fu congedato con disonore «per indisciplina aggravata da cattiva condotta». Si dedicò allora a viaggiare, esplorando una zona sconosciuta del Marocco, impresa che gli meritò una medaglia d’oro dalla Società di Geografia di Parigi. Tornò in patria scosso dalla fede totalitaria di alcuni musulmani conosciuti in Africa. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a «vivere solo per Dio», entrò dapprima tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa e abitarvi come Gesù, in povertà e nascondimento. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce. A cristiani, musulmani, ebrei e idolatri, che passavano per la sua oasi, si presentava come «fratello universale» e offriva a tutti ospitalità. In seguito si addentrò ancora di più nel deserto, raggiungendo il villaggio tuareg di Tamanrasset. Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera (a cui dedicava undici ore al giorno) e nel comporre un enorme dizionario di lingua francese-tuareg (usato ancor oggi), utile alla futura evangelizzazione. La sera del primo dicembre 1916, la sua abitazione – sempre aperta a ogni incontro – fu saccheggiata da predoni. Presso il suo cadavere fu ritrovata la lunula del suo ostensorio, quasi per un’ultima adorazione. È stato beatificato nella basilica di San Pietro a Roma il 13 novembre 2005, sotto il pontificato di Benedetto XVI. I suoi resti mortali sono venerati nel cimitero francese di El Golea in Algeria, vicino alla chiesa di San Giuseppe, retta dai Padri Bianchi.

Gli altri decreti firmati dal Papa riguardano il miracolo attribuito all’intercessione del beato Cesare de Bus, fondatore della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana (Dottrinari), nato il 3 febbraio 1544 a Cavaillon (Francia) e morto ad Avignone (Francia) il 15 aprile 1607; ; il miracolo attribuito all’intercessione della beata Maria Domenica Mantovani, cofondatrice e prima superiora generale dell’Istituto delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, nata il 12 novembre 1862 a Castelletto di Brenzone (Italia) e ivi morta il 2 febbraio 1934; il miracolo attribuito all’intercessione del venerabile servo di Dio Michele McGivney, fondatore dell’Ordine dei Cavalieri di Colombo, nato il 12 agosto 1852 a Waterbury (Stati Uniti) e morto a Thomaston (Stati Uniti) il 14 agosto 1890; il miracolo, attribuito all’intercessione della venerabile serva di Dio Paolina Maria Jaricot, fondatrice delle Opere del “Consiglio della Propagazione della Fede” e del “Rosario Vivente”, nata il 22 luglio 1799 a Lione (Francia) e ivi morta il 9 gennaio 1862; il martirio dei servi di Dio Simeone Cardon e 5 compagni, della Congregazione Cistercense di Casamari, uccisi a Casamari “in odio alla fede” tra il 13 e 16 maggio 1799; il martirio del servo di Dio Cosma Spessotto (al secolo: Sante), dell’Ordine dei Frati Minori, nato il 28 gennaio 1923 a Mansué (Italia) e ucciso a San Juan Nonualco (El Salvador) “in odio alla fede” il 14 giugno 1980; le virtù eroiche del servo di Dio Melchiorre Maria de Marion Brésillac, vescovo titolare di Prusa, già vicario apostolico di Coimbaore, fondatore della Società delle Missioni Africane, nato il 2 dicembre 1813 a Castelnaudary (Francia) e morto a Freetown (Sierra Leone) il 25 giugno 1859.

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