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Viareggio, convegno su Maria Valtorta: «I suoi scritti sono un mistero»

Sabato 21 ottobre appuntamento a Viareggio per un approfondimento con esperti internazionali sullo stato delle ricerche e degli studi su Maria Valtorta, la mistica viareggina, morta il 12 ottobre 1961. Una donna malata, inferma, a letto, con una cultura media, che ha scritto una “biografia” sulla vita di Gesù che è qualcosa di stupefacente»

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Maria Valtorta

Maria Valtorta, la mistica viareggina, morta il 12 ottobre 1961, che ha scritto di proprio pugno 13.193 pagine di quaderno in circa cinque anni (1943-1947) senza mai correggersi, continua a far discutere ed interrogare studiosi, uomini di cultura, religiosi ma anche persone semplici che, grazie alla lettura dei suoi libri, si sono accostate alla fede cattolica o ne sono stati infiammati come mai prima oppure ne hanno esplorato versanti, fino a quel momento, sconosciuti.

Per approfondire i suoi scritti e le sue intuizioni bibliche e teologiche e per studiarne i contenuti, come si ripete dal 2008, è stato organizzato un convegno annuale, sabato 21 ottobre a Viareggio: saranno presenti esperti internazionali dell’opera valtortiana che, proseguendo su quanto emerso lo scorso anno, informeranno e condivideranno lo stato degli studi e delle ricerche aventi per tema la persona e l’opera della mistica viareggina. 

«La figura di Maria Valtorta - spiega il presidente dell’omonima fondazione, don Ernesto Zucchini - attira, affascina e pone degli interrogativi. Una donna malata, inferma, a letto, con una cultura media, ha scritto una “biografia” sulla vita di Gesù che è qualcosa di stupefacente». In che senso? chiediamo al presidente. «Nel senso che fino al 2012 veniva considerata una bravissima autrice che però aveva scritto una “vita di Gesù malamente romanzata” (Osservatore Romano), con “svarioni storici, ambientali e letterari”. Come dire: bel romanzo, peccato che sia tutto inventato e privo di coerenza».

Poi cosa accadde? «Nel marzo 2012 un ingegnere francese pubblica in Francia L’enigma Valtorta: è attratto da alcuni particolari della narrazione apparentemente secondari come il nome dei luoghi, i fiori e le piante, la posizione del sole, della luna ecc., che l’autrice testardamente continua a citare senza neppure rendersene tanto conto. A un certo punto decide di verificare la validità storica, geografica e astronomica di questi dati. Intanto scopre che un altro francese, Jean Auligner, seguendo gli scritti di Maria Valtorta e verificando le sue indicazioni astronomiche, è riuscito a descrivere giorno per giorno la vita di Gesù, senza mai cadere in errore.

L’ingegner Lavère comincia le sue analisi. Così scopre, e fa scoprire ai suoi lettori, qualcosa di sorprendente e assolutamente inaspettato. Maria Valtorta non sbaglia mai i nomi di luoghi, dati geografici e astronomici e coltivazioni; perfino circa 200 sui 705 nomi delle persone citate sono rintracciabili storicamente. In altre parole, come il fotografo Secondo Giuseppe Felice Pia, che scattò la prima foto alla Sindone di Torino, scoprì che il negativo dava la visione precisa e dettagliata del corpo su cui era stata avvolta, così gli scritti valtortiani indicano dati sorprendenti e coerenti in tutto. Maria Valtorta descrive il mondo vero della Palestina prima della distruzione di Gerusalemme del 70 dopo Cristo. Strade, fontane, scalinate, persone, ville, rituali liturgici e quant’altro sembrano risorgere.

Quello che gli esegeti biblici con grande fatica hanno scoperto dopo il 1950, Maria Valtorta lo mostra senza dubbi o errori. Vista la dimensione dell’opera valtortiana stampata ci si deve domandare come abbia fatto. L’avesse scritta un biblista del Pontificio Istituto Biblico, saremmo ora colpiti dall’erudizione, dalle citazioni precise, del suo dottissimo autore. Ma qui la situazione è totalmente diversa».

In che senso? «Maria Valtorta scrive da una camera di Viareggio, inchiodata in un letto. Con la Linea Gotica che gli impediva qualsiasi collegamento. Sì, bisogna pur dirlo: e se fosse davanti a un miracolo storico come ormai molti studiosi affermano? Questo mettersi attorno a un tavolo di persone competenti, senza pregiudizi apologetici, vuol proprio confrontarsi dialetticamente anche su questa affermazione».

Il programma: Claudia Koll legge «L’Evangelo»

Il «Convegno Valtortiano» si svolge questo sabato 21 ottobre. Vi prende parte anche Claudia Koll che legge tre capitoli del «L’Evangelo come mi è stato rivelato» di Maria Valtorta. Sede: Hotel Residence Esplanade di Viareggio, in Piazza Puccini 18.

La giornata si apre alle 9 con la recita del Rosario, dalle 9,30 le relazioni di Francesco Marciante, Liberato De Caro, Fernando La Greca, Emilio Matricciani. Il convegno riprende alle alle 15 la lettura dei testi a cura di Claudia Koll; alle 16 gli interventi di Francois-Michel Debroise e Alberto Pucci. Alle 17,30 il punto della situazione dei Cenacoli della Fondazione Maria Valtorta; alle 18,30 la chiusura di don Ernesto Zucchini.

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