Toscana

A LIVORNO QUASI UN ANNO PER UNA MAMMOGRAFIA. MUGNAI (PDL): LISTE D’ATTESA IN TOSCANA, SITUAZIONE CRITICA

Dai 200 ai 300 giorni. Per fare una visita specialistica oppure un esame. A prendersi la briga di effettuare il monitoraggio su scala regionale delle liste d’attesa sanitarie è stato il Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale Stefano Mugnai (Pdl). “Peggio di tutti – spiega il cosigliere regionale – sono messe le pazienti che hanno da fare una mammografia in Bassa Val di Cecina, alle quali toccherà di aspettare 297 giorni suonati, praticamente un anno. Sono però in buona compagnia, dato che le loro ‘colleghe’ di Livorno città aspettano 276 giorni e 254 quelle della Val di Cornia, con un’attesa media per questa prestazione che, mitigata dai 60 giorni di attesa all’Elba, si attesta a 264 giorni considerando l’intera Asl 6 di Livorno. Non molto meglio va a chi deve effettuare una ecografia capo e collo a Livorno città: costui si vede appioppare proprio lì dove ha il dolore, lì lì tra capo e collo, un’attesa di 264 giorni. Se invece a un aretino servisse una risonanza magnetica della colonna beh, tanti cari auguri e santa, santissima pazienza è quanto necessario per affrontare tempi d’attesa che nella Asl 8 di Arezzo vanno dai 113 giorni del Valdarno ai 232 di Arezzo città. Volendo organizzarsi, il paziente potrebbe aspettare facendo un briscolino con chi nella Asl 9 di Grosseto deve affrontare i 220 giorni di attesa per fare una mammografia, o i 179 per una risonanza magnetica al cranio o cervicale. Fiorentini, avete reumatismi? Teneteveli. Beh, per lo meno per 210 giorni, giusto il tempo necessario per ottenere una visita dallo specialista nella Asl 10 di Firenze“.

I dati li hanno forniti direttamente le varie Asl o attraverso i loro siti internet, o dietro espressa richiesta dello stesso Mugnai: «Il fenomeno delle liste d’attesa in sanità – commenta l’esponente del Pdl – rimane uno di quelli più critici, e anche percepiti come tali dai cittadini che vi si scontrano quotidianamente, del sistema sanitario regionale. La Regione ne parla, ammette il problema, afferma di stanziare fondi per fronteggiarlo… poi? Si aspetta quasi un anno in alcune zone per alcune prestazioni. Qualcosa non va, ed è solo lavorando sulle criticità che si può incidere sul margine di miglioramento. Proprio, anche, per rendere efficaci le cospicue somme di denaro pubblico che la Regione dichiara di investire per arginare il fenomeno delle liste d’attesa in sanità. Del resto – osserva ancora Mugnai – con questi tempi d’attesa il diritto alla sanità rimane sulla carta; un diritto sospeso. E invece un diritto, per essere tale, deve essere esigibile».

Anche perché quelle criticità di cui Mugnai parla sono spalmate in maniera piuttosto omogenea sul territorio regionale. Oltre ai casi eclatanti di Livorno, Arezzo, Grosseto e Firenze citati poc’anzi, non è che altrove si vada a razzo. Accade infatti nella Asl 4 di Prato che un vecchietto si veda costretto ad aspettare 170 giorni per effettuare una visita geriatrica, con effetto collaterale da presa in giro assicurato, ma anche che di giorni ne servano 290 per vedere un nefrologo. Nella Asl 7 di Siena, per effettuare un esame poco simpatico come la colonscopia bisogna pure far la fatica di aspettare fino a 240 giorni in Amiata o in Val d’Orcia. A Massa Carrara (Asl1), il picco di 168 giorni di attesa tocca in sorte a chi debba sottoporsi a risonanza magnetica con mezzo di contrasto, esame sempre critico nella Asl 2 di Lucca dove comunque, nel male comune, si tocca il mezzo gaudio di 113 giorni di attesa. Meno peggio va nel resto della Toscana, con il picco critico della Asl 5 di Pisa rappresentato dagli 88 giorni di attesa per la maggior parte di ecografie ed ecocolordoppler mentre quello della Asl 12 della Versilia consiste in 71 giorni per effettuare una Tac al rachide dorsale. L’oculista nella Asl 3 di Pistoia? “Sì come no: col binocolo; – conclude Mugnai – per vederne uno si aspettano più di due mesi”.