Vita Chiesa

BENEDETTO XVI A TORINO, INCONTRO GIOVANI: IL CORAGGIO DI SCEGLIERE L’ESSENZIALE

“Oggi non è facile parlare di vita eterna e di realtà eterne, perché la mentalità del nostro tempo ci dice che non esiste nulla di definitivo: tutto muta, e anche molto velocemente. ‘Cambiare’ è diventata, in molti casi, la parola d’ordine, l’esercizio più esaltante della libertà, e in questo modo anche voi giovani siete portati spesso a pensare che sia impossibile compiere scelte definitive, che impegnino per tutta la vita”. Lo ha osservato, ieri pomeriggio, Benedetto XVI, nel suo incontro con i giovani di Torino e del Piemonte, durante la sua visita pastorale a Torino (testo integrale). In realtà accontentarsi di piccole e fugaci gioie momentanee non è “la vera libertà” o “felicità”. “Ognuno di noi – ha evidenziato il Papa – è creato non per compiere scelte provvisorie e revocabili, ma scelte definitive e irrevocabili, che danno senso pieno all’esistenza. Lo vediamo nella nostra vita: ogni esperienza bella, che ci colma di felicità, vorremmo che non avesse mai termine. Dio ci ha creato in vista del ‘per sempre’, ha posto nel cuore di ciascuno di noi il seme per una vita che realizzi qualcosa di bello e di grande”. Di qui l’invito: “Abbiate il coraggio delle scelte definitive e vivetele con fedeltà! Il Signore potrà chiamarvi al matrimonio, al sacerdozio, alla vita consacrata, a un dono particolare di voi stessi: rispondetegli con generosità!”. La parola amore, ha proseguito il Papa, “si presta a varie interpretazioni e ha diversi significati: noi abbiamo bisogno di un Maestro, Cristo, che ce ne indichi il senso più autentico e più profondo, che ci guidi alla fonte dell’amore e della vita. Amore è il nome proprio di Dio”. Nell’incontro con Cristo e nell’amore vicendevole “sperimentiamo in noi la vita stessa di Dio”. Non c’è nulla, quindi, “di più grande per l’uomo, un essere mortale e limitato, che partecipare alla vita di amore di Dio”. Oggi, ha sottolineato Benedetto XVI, “viviamo in un contesto culturale che non favorisce rapporti umani profondi e disinteressati, ma, al contrario, induce spesso a chiudersi in se stessi, all’individualismo, a lasciar prevalere l’egoismo che c’è nell’uomo. Ma il cuore di un giovane è per natura sensibile all’amore vero. Perciò mi rivolgo con grande fiducia a ciascuno di voi e vi dico: non è facile fare della vostra vita qualcosa di bello e di grande, è impegnativo, ma con Cristo tutto è possibile!”. Ciascuno, perciò, si senta “parte viva” della Chiesa, “coinvolto nell’opera di evangelizzazione, senza paura, in uno spirito di sincera armonia con i fratelli nella fede e in comunione con i Pastori, uscendo da una tendenza individualista anche nel vivere la fede, per respirare a pieni polmoni la bellezza di far parte del grande mosaico della Chiesa di Cristo”. Benedetto XVI ha, poi, indicato come modello un giovane torinese, il beato Piergiorgio Frassati, nel 20° anniversario della beatificazione: “La sua esistenza fu avvolta interamente dalla grazia e dall’amore di Dio e fu consumata, con serenità e gioia, nel servizio appassionato a Cristo e ai fratelli. Giovane come voi visse con grande impegno la sua formazione cristiana e diede la sua testimonianza di fede, semplice ed efficace”. “Cari giovani – ha detto il Papa -, abbiate il coraggio di scegliere ciò che è essenziale nella vita! ‘Vivere e non vivacchiare’ ripeteva il beato Piergiorgio Frassati. Come lui, scoprite che vale la pena di impegnarsi per Dio e con Dio, di rispondere alla sua chiamata nelle scelte fondamentali e in quelle quotidiane, anche quando costa!”. In effetti, “il percorso spirituale del beato Piergiorgio Frassati ricorda che il cammino dei discepoli di Cristo richiede il coraggio di uscire da se stessi, per seguire la strada del Vangelo”. “Giovani di Torino e del Piemonte – è stato l’esortazione finale -, siate testimoni di Cristo in questo nostro tempo! La sacra Sindone sia in modo del tutto particolare per voi un invito ad imprimere nel vostro spirito il volto dell’amore di Dio, per essere voi stessi, nei vostri ambienti, con i vostri coetanei, un’espressione credibile del volto di Cristo”.Sir