Vita Chiesa

BENEDETTO XVI IN GIORDANIA: A BETANIA OLTRE IL GIORDANO, «CRESCERE NELL’AMORE CRISTIANO»

“È con grande gioia spirituale che vengo a benedire le prime pietre delle due chiese cattoliche che saranno costruite al di là del fiume Giordano”: lo ha detto, ieri, Benedetto XVI a Betania oltre il Giordano, per la benedizione delle prime pietre delle chiese latina e greco-melkita. Per il Papa, infatti, i due edifici “serviranno ad edificare, ognuno secondo le tradizioni della propria comunità, l’unica famiglia di Dio”. “La prima pietra di una chiesa – ha spiegato il Santo Padre – è simbolo di Cristo. La Chiesa poggia su Cristo, è sostenuta da Lui e non può essere da Lui separata. Egli è l’unico fondamento di ogni comunità cristiana, la pietra viva, rigettata dai costruttori ma preziosa agli occhi di Dio e da Lui scelta come pietra angolare”. “Con Lui – ha chiarito Benedetto XVI – anche noi siamo pietre vive costruite come edificio spirituale, luogo di dimora per Dio. Sant’Agostino amava riferirsi al mistero della Chiesa come al Christus totus, il Cristo intero, il pieno e completo Corpo di Cristo, Capo e membra”. La Chiesa, ha aggiunto, “è in Cristo una comunità di vita nuova, una dinamica realtà di grazia che promana da Lui. Attraverso la Chiesa Cristo purifica i nostri cuori, illumina le nostre menti, ci unisce con il Padre e, nell’unico Spirito, ci conduce ad un quotidiano esercizio di amore cristiano”. “Entriamo nella Chiesa – ha ricordato Benedetto XVI – mediante il Battesimo. La memoria del battesimo stesso di Cristo è vivamente presente davanti a noi in questo luogo”. Il Sacramento del Battesimo, secondo il Pontefice, “sarà particolarmente tenuto in considerazione dalle comunità cristiane che si raccoglieranno nelle nuove chiese”. “Sforzandovi di essere fedeli al vostro impegno battesimale di conversione, testimonianza e missione – è stato l’auspicio – sappiate che siete fortificati dal dono dello Spirito Santo”. Nel nome di san Paolo, poi l’esortazione “a crescere nella intera serie di nobili atteggiamenti che vanno sotto il nome benedetto di agape, amore cristiano. Promuovete il dialogo e la comprensione nella società civile, specialmente quando rivendicate i vostri legittimi diritti”. “In Medio Oriente, segnato da tragica sofferenza, da anni di violenza e di questioni irrisolte – ha osservato – i cristiani sono chiamati a offrire il loro contributo, ispirato dall’esempio di Gesù, di riconciliazione e pace con il perdono e la generosità”. “Continuate ad essere grati – ha concluso – a coloro che vi guidano e vi servono fedelmente come ministri di Cristo. Fate bene ad accettare la loro guida nella fede sapendo che nel ricevere l’insegnamento apostolico che essi trasmettono, accogliete Cristo e accogliete l’Unico che l’ha inviato”.Sir