Toscana

Crisi dell’editoria e del giornalismo, via al confronto in Regione

Un codice di autoregolamentazione per definire i criteri per l’impiego delle risorse pubbliche nel settore dell’informazione e della comunicazione, sulla base di regole chiare e trasparenti, ma anche una proposta di revisione dell’attuale normativa sull’erogazione dei contributi pubblici all’emittenza radiotelevisiva. Sono state queste le principali proposte su cui si è concentrato l’incontro sulla crisi dell’editoria e del lavoro giornalistico convocato questa mattina dall’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, con Associazione Stampa Toscana e sindacati confederali: prima occasione per fare il punto sulla grave crisi del settore, ma anche per valutare opportunità e iniziative per farvi fronte.

«E’  innegabile che la transizione tecnologica al digitale abbia prodotto rilevanti conseguenze sul lavoro, così come è innegabile che in questa fase le risorse pubbliche tendano a ridursi – ha sottolineato Simoncini – ma proprio per questo è importante che siano impiegate al meglio, in accordo con le regole e con i diritti del lavoro, e per promuovere buona impresa e buona informazione».

L”incontro  ha consentito di fare un primo bilancio sugli stati di crisi e sulla realtà del lavoro precario e autonomo nelle redazioni giornalistiche, anche in relazione all’approvazione della legge nazionale sull’equo compenso giornalistico. Tra i temi affrontati anche l’esigenza di una verifica sull’utilizzo dello strumento dei tirocini nel settore.

Anche in considerazione dei molteplici aspetti e delle molteplici  competenze richiamate da questo settore l’assessore Simoncini si impegnerà a promuovere un tavolo di crisi presso la presidenza della Regione, da insediare già ai primi di gennaio con tutti i soggetti interessati. «Questo – ha ricordato Simoncini – anche  in relazione alle conseguenze che la crisi dell’editoria riveste per la vita democratica e il pluralismo nella nostra regione».

A quel tavolo, tra le altre cose, potrà essere esaminata la proposta da portare in Conferenza Stato-Regioni per la revisione dei criteri per l’assegnazione dei contributi.