Vita Chiesa

DIALOGO CRISTIANI-INDÙ: SANTA SEDE, IL MESSAGGIO PER IL DEEPAVALI

Indù e cristiani lavorino insieme per lo sviluppo umano integrale: è la proposta del “Messaggio per il Deepavali 2009”, diffuso oggi dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso con il titolo “Indù e cristiani: impegnati per lo sviluppo umano integrale”. “Le feste religiose ci offrono l’opportunità di ravvivare il nostro rapporto con Dio e tra noi” osserva il presidente del dicastero, card. Jean-Louis Tauran, auspicando che “questa festa delle luci possa rafforzare l’amicizia tra noi”. Tema prescelto per la riflessione di quest’anno, “la necessità di lavorare insieme per lo sviluppo umano integrale”. Tale sviluppo, spiega il card. Tauran, comporta “un progresso nella direzione del vero bene di ciascun individuo, comunità e società, in ogni dimensione della vita umana: sociale, economica, politica, intellettuale, emozionale, spirituale e religiosa”. Di qui il richiamo alle parole di Benedetto XVI nella “Caritas in veritate”: “lo sviluppo umano integrale suppone la libertà responsabile della persona e dei popoli”. Esso, prosegue il card. Tauran, “si può raggiungere solo attraverso l’assunzione di una responsabilità condivisa gli uni per gli altri ed impegnandosi seriamente in azioni di collaborazione. Ciò scaturisce dalla nostra stessa natura di esseri umani e dalla nostra appartenenza all’unica famiglia umana”. “Nel processo dello sviluppo integrale, la protezione della vita umana ed il rispetto della dignità e dei diritti fondamentali della persona – si legge nel Messaggio per il Deepavali – sono responsabilità di ciascuno”, individualmente e collettivamente, e “il rispetto per gli altri implica” il riconoscimento della loro libertà: “libertà di coscienza, di pensiero e di religione”. “Quando le persone si sentono rispettate nelle loro scelte di fondo come esseri religiosi”, ammonisce il card. Tauran, solo allora sono in grado di “incontrare gli altri e di cooperare per il progresso dell’umanità. Ciò forma un ordine sociale più pacifico che contribuisce allo sviluppo”. Quest’ultimo richiede “anche la volontà politica” di garantire maggiore protezione dei diritti umani ed una coesistenza pacifica. “Sviluppo, libertà e pace sono indissolubilmente legati e si completano reciprocamente. Una pace duratura e relazioni armoniose emergono in un’atmosfera di libertà; allo stesso modo, lo sviluppo umano integrale si realizza in un ambiente pacifico”. Di qui l’esortazione finale: “Tutti insieme, come persone di buona volontà, uniamoci” per conseguire “l’armonia religiosa e lo sviluppo integrale” di ognuno. Possa il Deepavali essere occasione per “lavorare insieme” per “un’era di vera libertà per tutti e di un integrale sviluppo umano di tutti”.Sir