Prato
Diocesi di Prato, la novità: Lectio Divina al centro del cammino di fede
L'annuncio durante il convegno pastorale. Il vescovo: “Indichiamo ai fratelli una modalità per mettersi in ascolto del Signore”
Il convegno pastorale 2026 della diocesi di Prato si è tenuto ieri, martedì 22 settembre alle 21, in una chiesa di San Domenico colma di fedeli.



Il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, quest’anno ha scelto di mettere in primo piano la Parola di Dio. Dopo un richiamo alla sinodalità, il convegno è entrato nel vivo con l’ingresso solenne del Lezionario portato all’ambone e incensato dal diacono Raffaele Lacerenza che ha poi letto il brano tratto dal Primo Libro di Samuele (3,1-10.19) che racconta la chiamata del giovane e la sua pronta risposta dopo l’insegnamento di Eli. A seguire è stato recitato a cori alterni il salmo 119 (118) che inizia con la frase Lampada per i miei passi è la tua parola. Subito dopo il vescovo ha presentato alla Chiesa diocesana le linee fondamentali da seguire per l’evangelizzazione. Al centro del cammino dell’anno pastorale che inizia è stata messa la Lectio Divina.
Monsignor Nerbini ha iniziato la sua relazione prendendo spunto dalla bellezza delle preghiere dell’invitatorio e in particolare del salmo 95 (94) che fa un’esortazione (ascoltate oggi la sua voce) e un avvertimento (non indurite il vostro cuore).
“Come a dire – ha chiosato il vescovo – che se l’uomo cessa di ascoltare il suo Signore che gli parla il suo cuore diventa di pietra e viceversa: quando il cuore è indurito diventa impermeabile, quasi impenetrabile alla parola di Dio. Questa dialettica attraversa i millenni e giunge fino a noi ripresentandoci tutta l’attualità di questo dinamismo. Il ‘Giorno dell’oggi’ (ascoltate oggi la sua voce) rappresenta il tempo presente in cui Dio parla ancora senza stancarsi all’umanità, alla Chiesa, alle nostre comunità a ciascuno di noi chiedendo un ascolto vero, pieno, costante ed obbediente e di tenere allenato il nostro fragile cuore a rifuggire altri suoni, altri messaggi”.
Il vescovo ha ampliato ulteriormente questo concetto con più citazioni bibliche dell’Antico e Nuovo Testamento e ha ricordato come tante figure di santi hanno trovato nell’ascolto della Parola di Dio una rivelazione che li ha spesso cambiari radicalmente (Francesco d’Assisi su tutti). Dunque una Parola che è sempre “viva ed efficace”.
“Scaturiscono da quanto detto – ha proseguito – tante domande: se questa è la realtà delle cose perché nella vita dei credenti la Parola di Dio ha un ruolo marginale? Perché molti fedeli che frequentano abitualmente la santa Messa domenicale non solo non ‘fanno ressa’ intorno al Signore per ascoltare la Parola di Dio ma sono lontani dalla familiarità alla lettura della Scrittura? Cento anni fa molti non sapevano leggere, poche erano le pubblicazioni a disposizione, nelle abitazioni l’illuminazione era insufficiente e non si poteva, specialmente d’inverno, leggere a letto eppure non pochi imparavano a mente interi brani della scrittura di cui continuavano a nutrirsi anche durante il lavoro materiale che svolgevano. Perché nelle famiglie non si legge la Parola di Dio? E perché divenuti adulti molti giovani non mettono nella lista delle cose importanti quella di nutrirsi ‘di ogni parola che esce dalla bocca di Dio’? Certamente questo esilio della Parola ha motivazioni storiche importanti. La riforma protestante ha fatto prevalere nella Chiesa la paura di errori dottrinali. Perché a distanza di tanti anni dal Concilio siamo ancora lontani da una riscoperta dell’importanza della Parola di Dio? La Dei Verbum si chiude al n° 26 con questo auspicio: ‘come dall’assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita della Chiesa, così è lecito sperare nuovo impulso alla vita spirituale dall’accresciuta venerazione per la Parola di Dio, che permane in eterno’. È giunto il momento di recuperare la verità e l’importanza delle cose rimettendo al suo posto questo tesoro che ogni giorno la Chiesa offre come cibo prezioso per ciascuno di noi.
Quest’anno – ha indicato – ci impegneremo insieme a favorire la lettura personale della Parola di Diosecondo il metodo elaborato dalla Chiesa nel corso dei secoli e coltivato oggi quasi esclusivamente in ambito monastico, detto della Lectio Divina. A questo scopo abbiamo stampato 10.000 piccoli sussidi in forma tascabile da distribuire, perché possano accompagnare ed aiutare tutti ad intraprendere questa avventura. In essi sono illustrati sinteticamente i cinque momenti della Lectio sulla Parola: lettura, meditazione, preghiera, contemplazione e conversione. Regaliamoli a quanti ci sembrano interessati, in ricerca, ai giovani che dimostrano un minimo di sensibilità ed attenzione spiegando loro con le parole che la tradizione ci consegna che ‘Quando preghiamo, siamo noi a parlare con Dio; ma quando leggiamo la Scrittura è Dio che parla con noi’. E Agostino ci presenta due condizioni necessarie perché la Lectio possa avvenire e portare frutto: un luogo appartato e il silenzio esteriore ed interiore. Il silenzio, respiro dell’anima, è indispensabile per la preghiera. Ma il silenzio è quasi completamente assente dalla nostra vita ordinaria”.
Nel ricordare la disabitudine ai momenti di silenzio anche durante le celebrazioni e la liturgia delle ore, il vescovo ha sottolineato che esso “non è semplicemente assenza di rumori ma disposizione del cuore all’ascolto, genera un cuore unito, purificato, pacificato.
Come Eli è stato una guida per Samuele, ciascuno di noi e le nostre comunità siamo chiamati ad indicare ai fratelli una possibilità, una opportunità e la modalità che permetta che questa si realizzi. Accanto a noi vivono, lavorano persone che sono, senza saperlo, in ricerca e avendo magari una conoscenza superficiale della realtà della fede non sanno come muoversi o lo fanno in maniera non appropriata. Forse aspettano che qualcuno, attento non solo alla chiamata di Dio ma al loro tortuoso e faticoso percorso di ricerca, sia pronto ad offrire la chiave che apre le porte alla presenza di Dio”.
Come da tradizione si sono poi succeduti alcuni contributi dall’assemblea. Sono intervenuti don Enzo Pacini, don Andrea Cerretelli, Laura, una parrocchiana di Iolo, padre Attilio Rossi, suor Agnese delle Sorelle Francescane del Vangelo di San Paolo, Maria Laura Cheli della Comunità di Sant’Anna e la teologa Angela Tonini. Tra i temi toccati anche le dinamiche di evangelizzazione in ambienti particolari come il carcere, l’approccio verso comunità non italofone e l’esigenza di avere dei supporti stampati per avviare dei cicli di approfondimento della Parola con il metodo della Lectio Divina.
Monsignor Nerbini ha colto gli aspetti essenziali di ogni contributo: “Il richiamo di don Enzo alla concretezza cercando di valorizzare le cose che già viviamo e di curarle di più e renderle più vive è corretto, ma c’è bisogno di una mediazione come hanno fatto presente Laura e Maria Luisa. Questa mediazione può essere coltivata in ogni comunità, a portarla avanti può essere il sacerdote, ma anche, come diceva suor Agnese, possono farlo pure religiosi, religiose e laici disponibili ad accompagnare personalmente delle persone anche andando incontro alle loro necessità di tempo. E ci si può rendere disponibili in ambienti particolari come il carcere o l’ospedale. Per la proposta che veniva fuori sia da don Andrea che da padre Attilio di un supporto specifico per gli incontri dove lo strumento si adatti a un percorso già strutturato, potremmo vedere se si può preparare qualcosa per l’Avvento e la Quaresima e magari che abbia un linguaggio adatto anche a chi è meno esperto o si è avvicinato più tardi a questo cammino di preghiera”.
Il convegno si è chiuso con la lettura di una preghiera scritta dal cardinale Carlo Maria Martini e con il canto del Salve Regina.
Al termine è stato consegnato ai parroci presenti o agli incaricati di tutte le parrocchie l’opuscolo tascabile sulle modalità, spiegate in maniera semplice, della pratica della Lectio Divina. Il libretto sarà consultabile e scaricabile da domani sul sito web della Diocesi, www.diocesiprato.it.
